Risolvere problemi attraverso le facoltà superiori

Hits smaller text tool iconmedium text tool iconlarger text tool icon
RISOLVERE CIO' CHE APPARE UN PROBLEMA
ATTRAVERSO L'USO DELLE FACOLTA' SUPERIORI
di LUCA FERRETTI

Prima di iniziare voglio dirvi che smuovere alcuni concetti granitici che abbiamo accolto in noi ed ampliare i nostri spazi di osservazione ci aiuterà a trovare nuove soluzioni ai problemi che ci troviamo a vivere. Questo è un tempo di grandi opportunità a patto di dissolvere i problemi!

Per offrirvi qualche stimolo su cosa intenda per “ciò che appare un problema” e per “dissolvere” è importante sottolineare come siamo abituati a definire una situazione in movimento ed in costante evoluzione con una “etichetta statica” che ci permetta di darle un senso. Questa etichetta, come nel caso della parola “problema”, non riesce a farci intendere il reale processo che vi è oltre ed al di sotto di una superficie di apparenza. Un problema non è qualcosa di oggettivo ma un semplice giudizio che noi diamo su una certa situazione. Difatti dal problema, grazie ad una soluzione, passiamo ad un ulteriore passaggio di quel flusso di realtà di cui ci stiamo occupando. Svuotare di oggettività la parola ed il concetto di “problema” è un primo passaggio verso una vita che sia più fluida ed armoniosa con ciò che è. Quindi una certa situazione ci appare come un problema mentre è una semplice configurazione di elementi, energie, rapporti ed informazioni che non risponde a quanto noi ci aspetteremmo e vorremmo.
La ricerca di una soluzione, una attività che una volta posta in essere ci permetta di giungere ad un nuovo stato, ad una migliore situazione e rapporto tra noi e quanto ci circonda, sembra impegnare le nostre facoltà mentali. La mente valutando quanto ha appreso ed applicando le facoltà che le sono proprie cerca di offrire delle alternative di azione. Alle volte passiamo molto tempo nel vagliare tutte le opzioni che ci appaiono presenti senza riuscire a trovare quella decisiva. Difatti così come giudichiamo una situazione problematica in base a quanto ci appare, così valutiamo le soluzioni che possiamo adottare in base a quanto conosciamo. Apparenza e conoscenza sono fortemente limitati da quello che noi accettiamo nel nostro bagaglio di esperienze, conoscenza e strategie.
Molte parole, queste, per dire che quando finalmente riusciamo a vedere un aspetto della realtà che non conoscevamo, la situazione problematica semplicemente si dissolve e siamo in grado di procedere oltre nella nostra esperienza.
Il problema quindi esisteva? Da un punto di vista oggettivo non è mai esistito se non come carenza di percezione, informazione e conoscenza. Da un punto di vista soggettivo era invece una realtà ed era di enorme ostacolo al nostro sviluppo.
Da dove derivano le soluzioni ai problemi?
Provate a dare una risposta.

LA MENTE: LA FALSA PROTAGONISTA
Molti risponderanno che nella mente è stata concepita la soluzione, l'idea che poi applicata ha permesso di cambiare la situazione nella quale ci si era venuti a trovare. L'intelligenza e la mente salgono sul palco d'onore perchè ci permettono di migliorare la nostra vita e l'esperienza successiva. Ecco che coloro che passano molto tempo nell'allenamento delle facoltà mentali vengono visti come persone importanti che offrono un grande contributo all'umanità intera. Ci troviamo spesso a cercare colui che ha la soluzione, come se questa fosse un patrimonio di esclusiva pertinenza di alcune tipologie di persone. Siamo talmente abituati a questo modo di pensare che ci sfugge letteralmente “la montagna davanti al naso”.
Come descrivete l'intuizione? Cos'è la creatività? Cos'è la genialità?

IL GENIO IN NOI
Quando pensiamo ad un genio anche qui spesso ci troviamo a valutare la vita di personaggi che appaiono avere una grande capacità intellettuale, mentale, di analisi delle situazioni e di concepimento delle soluzioni migliori. Usiamo la parola “genio” per indicare un essere umano che esprime in uno o diversi settori della propria vita una grande facoltà di cambiamento ed innovazione. Certamente non abbiamo solo genialità scientifiche ma anche artistiche e per queste ultime se non si può parlare certamente di una grande capacità di trovare soluzioni, ci rimandano alla capacità di introdurre in quello che è statico e conosciuto degli elementi di spiccata novità. Immaginate un quadro od una composizione musicale nella quale vengono compiuti dei progressi rispetto a quanto già di esplorato, costruito e divulgato. Quindi la parola “genio” e l'attributo della “genialità” sembrano costruire un ponte tra la facoltà di risoluzione di problemi e l'originalità, l'innovazione. Iniziamo ad avere alcuni indizi che ci possono essere utili.
Avete mai pensato di essere un genio? Se lo avete fatto, in quale ambito? Se non lo avete mai fatto, perchè?

L'INTUIZIONE COME VOCE DELL'ULTRAMENTALE
Se la mente ha una grande capacità di gestire dati e ricordi, non si può certo dire che l'innovazione possa derivare da questa. Anche se l'estensione di una certa pratica, ad esempio, che sia già nota in un certo campo ma che viene applicata in una ulteriore e diversa situazione può considerarsi una creazione di qualcosa di nuovo ma non è strettamente connessa alla memoria. Difatti la creatività è proprio nella percezione delle connessioni tra elementi prima ritenuti slegati. Per farvi un esempio, la pressione creata in un cilindro da una esplosione ed il movimento di una ruota potrebbero sembrare cose molto lontane l'una dall'altra. Eppure qualcuno ha concepito che l'una potesse provocare l'altra ed alimentarla in maniera continuativa.  Grazie a questo oggi noi possiamo muoverci con le auto e viaggiare per grandi distanze. Erano due aspetti, l'esplosione ed il movimento di una ruota, già conosciuti ma vi è stato un momento nel quale una coscienza ha messo in relazione le due cose ed ha creato un potenziale che poi si è espresso con enorme importanza nella nostra quotidianità.
Da dove è giunta questa connessione? E' stata una ricerca mentale che ha verificato quanto era già conosciuto per applicarlo in maniera diversa? Intravedete che vi è qualche elemento ulteriore? La famosa “idea illuminante” è in realtà una “idea illuminata” dall'intuizione?
Si potrebbe dire che nel lessico nel concetto di mente rientra anche l'intuizione ma questo è propriamente vero? Suggerisco che l'intuizione è una espressione di una parte di noi stessi molto più ampia della mente.

COSA C'E' OLTRE LA MENTE?
Alcuni affermano che tutto sia mente e per contestare od essere in accordo con questa affermazione si dovrebbe approfondire cosa si intenda per mente. Dal mio punto di vista per non fare troppa confusione e per non annullare alcune specifiche attitudini dell'essere umano in quanto tale, ritengo utile identificare i diversi aspetti che confluiscono in una idea ed un'azione pratica. Quando troviamo la soluzione ad un problema cosa accade? Qual'è il processo che porta ad unire elementi prima visti separati, senza alcuna connessione tra loro e poi capaci di interagire in una magica relazione tanto da creare una funzione superiore a quella delle singole parti? Nell'esempio che ho fatto “l'esplosione” era certamente utile ed anche “la ruota” ma da lì a concepire qualcosa che ha trasformato le vite dell'uomo moderno come l'automobile è servito un passaggio magico: unire assieme e vedere ciò che poteva essere.
La mente come sappiamo funziona per immagini e molti di noi sono abituati a concepire le cose simulando nella propria mente quanto poi accadrà. Non tutti lo fanno nella stessa maniera e suppongo vi siano diverse modalità individuali ma certamente quando si dice che “ha visto oltre” si richiama uno dei funzionamenti basilari della mente.
Suggerisco di ascoltarsi e ricordare il momento nel quale nella vostra mente è apparsa una soluzione. Come l'avete trovata? Avete fatto infinite prove sino a che la cosa ha funzionato? Ma queste prove da cosa era originate? Provate a fare una rapida esplorazione nei vostri ricordi e di quando siete stati capaci di modificare un aspetto della vostra vita, una dinamica o semplicemente avete capito come “mettere quella lampadina”.
Quella scintilla, il contatto, la capacità di vedere quello che si poteva realizzare....come è sorto in voi? Potreste dire che vi sia stata una forma di intuizione che vi ha portato, letteralmente, la soluzione? Certo è possibile che prima di mettere in pratica l'idea sia stato necessario procedere ad una serie di prove ed aggiustamenti per rendere concreta e funzionante l'idea stessa....ma la soluzione è giunta già piena e completa. Ricordate?

VEDERE IL POTENZIALE E REALIZZARLO NELLA PRATICA
Se concordate che la soluzione giunga come forma di intuizione in noi, che poi venga elaborata dalla mente e sempre con la mente si procede poi alla realizzazione di quanto rende l'idea funzionante, comprenderete che la mente è certamente importantissima ma non è alla base del processo di evoluzione. Vi è qualcosa che esiste al di là della mente che viene poi realizzata nella pratica.... non è certamente una idea nuova questa che vi sto descrivendo ma merita di essere ripresa perchè ora ci è utile.

IL POTENZIALE ESISTE E NOI POSSIAMO INTERCETTARLO
La capacità di cogliere una nuova possibilità da mettere in pratica è presente in ognuno di noi ed, in quanto tale, può essere considerata la nostra personale genialità. Tutti siamo geniali e quando individuiamo qualcuno come genio è per il fatto che riesce ad esprimere con maggiore frequenza ed intensità quanto ha percepito. Il potenziale già esiste ma non è accessibile a noi perchè siamo avviluppati da una visione delle cose che ancora non contempla l'unione tra gli elementi. Lo spazio da percorrere, l'informazione da trovare, che porta all'idea risolutrice è un infinitesimale battito del nostro Essere che spesso, però, non ci concediamo di fare. In effetti afferrare il potenziale richiede fiducia preliminare in sé stessi, nel fatto che si possa essere in grado di trovare la soluzione, unita alla capacità di percepire che le regole e le consuetudini sono solo transitorie e non assolute. In un sistema ingabbiato da preconcetti e prescelte non si può far accedere il nuovo poiché esso mette in discussione tutto quanto già c'è. L'artista nella sua ricerca dell'espressione delle propria ispirazione non si preoccupa delle regole, come la loro vita spesso dimostra, e ciò permette di far spazio a quando può giungere loro. Quindi per potenziare la nostra antenna che accede al campo informativo, dal quale provengono le informazioni che poi fluiscono nella nostra mente attraverso l'intuizione, cosa possiamo fare?

RESPIRARE E LEGGEREZZA
Senza il respiro c'è la morte, con poco respiro c'è una lenta agonia quindi l'atto più importante per avvicinarsi al potenziale è un bel respiro profondo: semplice ed efficace.
Se respiro sono figlio e genitore della vita.

Con la preoccupazione entriamo in una modalità di funzionamento rigida e ripetitiva, più siamo preoccupati e meno fiducia in noi e nella vita esprimiamo quindi un altro passaggio importante è sorridere di noi e dell'esistenza, osservando la Bellezza che c'è attorno e dentro di noi.
Per volare è importante essere leggeri e belli come le aquile.

ASCOLTARE IL CUORE E FIDARSI DI SE'
Avendo accolto che la mente è solo “lo schermo” sul quale appare la soluzione è utile portare attenzione alla sorgente, all'antenna che capta le soluzioni stesse che è il nostro Nucleo, il nostro Centro ed Essenza a cui possiamo accedere tramite il Cuore. E' lì che possiamo attingere la nostra più grande forza e capacità di innovazione. Il Cuore non ha bisogno di strategie ma solo delle precondizioni di un certo livello di rilassamento e della fiducia in ciò che si è. La fiducia è qualcosa che possiamo costruirci e ricostruirci attraverso la capacità di osservare l'armonia nella nostra vita e nell'esistenza, comprendendo il senso in ciò che accade. Si parte dalle piccole cose e si allena la fiducia. Si scivola, poco a poco, nell'abbraccio di quella certezza che a tutto ci sia un senso e che a noi appartiene la possibilità di coglierlo. La fiducia, in effetti, è una questione di percezione del senso di quello che ci circonda e di quanto siamo protagonisti. Fiducia significa anche amore per ciò che siamo ed una accettazione del momento nel quale siamo ancora lontani dal cogliere il senso.  Fiducia, accettazione, percezione del senso, amore, contatto con il Cuore in unione con uno stato di rilassamento che vede la mente quieta ed il corpo vitale sembra qualcosa di difficile da raggiungere? Passo dopo passo tutto si può recuperare perchè questo è lo stato di un bambino... lo conosciamo già.

IL BAMBINO DIVINO

Se quindi la nostra capacità intuitiva si attiva quando siamo come bambini e tramite questa intuizione possiamo accedere al potenziale, a ciò che è anche se non visto, praticamente stiamo incarnando l'archetipo del bambino divino.
Potrete trovare molto su questa immagine che è dentro ognuno di noi e che ci affascina in varie rappresentazioni di carattere sacro: quel bambino divino ci richiama direttamente ad una nostra parte che va ora risvegliata.

Il Bambino gioca con il Cosmo e sa che è amato. Egli ama nella forma più pura e semplice che vi sia ed esprime il potere assoluto di creare il nuovo. La creazione del nuovo, la manifestazione nella realtà, è propriamente il portare in Terra il Cielo. Con questa espressione intendo che attraverso la capacità di ascolto possiamo orientare la nostra attenzione alla percezione di qualcosa che stupisce e rende felici, manifestando la genialità che ci è propria nella forma più ampia ed efficace.
Ricondurre la mente al suo giusto posto significa riportare al centro di noi stessi le forze e le risorse che sono necessarie al nostro passaggio. La vera evoluzione passa attraverso una semplicità che ora in tanti stanno recuperando. La complessità è opera della mente mentre l'armonia è una conseguenza naturale dell'ascolto di ciò che è. Il Bambino Divino emerge nella nostra quotidianità quando siamo capaci di sorridere di ciò che appare un problema perchè è un gioco.
Affinare la Vista, significa risintonizzare la propria Consapevolezza verso gli aspetti di Bellezza della Vita. L'arte è propriamente la capacità di stupire con il nuovo ed ognuno di noi può reintrodurre l'arte nella propria vita.
Come infondere la propria vita di Magia, Creatività, Arte e Bellezza?

DIVENTARE IL BAMBINO DIVINO
Accogliere la possibilità che la Magia accada, che la Creatività emerga, che l'Arte si manifesti e che la Bellezza è! Riempite il tempo con ciò che amate e che vi rende vitali. Divertitevi e gioite dell'esistenza nelle sue pur piccole manifestazioni come nei più grandi movimenti.

In questo momento se vi siete dati l'opportunità di leggere sino a qui avrete sentito in voi che qualcosa si sta muovendo e che il tempo è ora. Volete ancora aspettare?

Fate ora un respiro e abbracciatevi per ciò che siete. Avete vissuto tanto e vivrete ancora molto tempo ma in questo istante potete accogliere la soluzione, osservare diversamente ciò che appariva un problema e giocare con la vostra realtà.

Un respiro e create il contatto con il vostro Cuore.

Un altro respiro per accogliere la fiducia in ciò che siete e percepire il Senso che c'è.

Un respiro per rilassare la mente ed un altro respiro, infine, per onorare la vita.

Il problema si dissolve al ritmo del respiro e del battito del cuore, apritevi alla visione del potenziale che già è.

Aggiungi commento

Codice di sicurezza
Aggiorna