Il Potenziale e la manifestazione delle Doti
di Luca Ferretti
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Potenzialmente siamo liberi,
nella pratica stiamo creando la nostra libertà.
Potenzialmente abbiamo la possibilità di essere gioia,
nella pratica stiamo manifestando la nostra gioia.
Potenzialmente siamo completi,
nella pratica stiamo ricordando noi stessi per riconoscere la nostra integrità.

“Nel nostro procedere veniamo posti dinanzi a situazioni che possono essere anche molto difficili. I problemi sembrano accompagnarci e non lasciarci riposare se non per brevi periodi.” Queste affermazioni possono essere vere e molti possono riconoscersi in quanto richiamato ma sappiamo anche che man mano che evolviamo e procediamo nella nostra crescita, rimoduliamo il significato della parola “problema” ed estendiamo la nostra consapevolezza. Ecco che possiamo dirci che “Nel nostro procedere misuriamo la nostra capacità creativa attraverso la ricerca e manifestazione di nuovi equilibri che vadano a sostituire quelli precedenti. Le opportunità di crescita e creazione sono infinite così che non ci ritroviamo mai senza materiale per la sperimentazione di ciò che siamo.”
RIMODULIAMO LE PAROLE, I PENSIERI ED I SENTIMENTI PER COMPIERE UN NUOVO PASSO
Che differenza c'è tra la prima affermazione che sembra incentrare la propria riflessione sull'esistenza dei problemi che ci assillano, alla seconda che appare sottolineare la nostra creatività in movimento? E' solo il punto di vista dal quale scaturiscono che è diverso e le situazioni materiali di vita, che possono aver stimolato tali riflessioni, possono essere anche le medesime. In breve, questo è un altro modo per ricordare che un bicchiere con dell'acqua può essere visto “mezzo pieno” o “mezzo vuoto”.
Tutti i punti di vista sono opportuni perchè rispecchiano e scaturiscono dall'Essere che si approccia alla sperimentazione. Ho già accennato a come la nostra percezione dipenda in gran parte dal contenuto che noi abbiamo nella nostra consapevolezza e di come la realtà letteralmente abbia diverse dimensioni, a seconda della nostra consapevolezza.
Può accadere che per alcuni periodi della nostra vita rimaniamo “incastrati” in un certo modo di vedere la vita e riproduciamo continuamente certe esperienze che ci riportano al medesimo punto di partenza, quasi stessimo sperimentando un film che continui a riavvolgersi su sé stesso.
Nel momento nel quale riusciamo ad osservare lo svilupparsi del film, quando scorgiamo il senso dello stesso, ecco che il procedere della nostra vita cambia.
Questo è un processo interno, che va poi a manifestare scelte ed azioni differenti, che innescano modifiche del mondo condiviso.
Quindi possiamo dire che ognuno vive la propria vita e la propria ricerca in maniera individuale. Possiamo anche però osservare come il collettivo esprima una consapevolezza comune che si va a dispiegare, manifestare e trasformare. Poiché ogni nostra esperienza interiore diviene immediatamente anche esperienza esteriore, attraverso sottili e continue trasmissioni di informazioni, ognuno di noi partecipa all'evoluzione universale.
Come artisti stiamo continuamente modulando il nostro rapporto con ciò che noi accogliamo nella nostra consapevolezza e tanto più siamo rapidi ad osservarci e modificare il nostro modo di interagire con certe informazioni e tanto più rapide sono le modifiche di quanto sperimentiamo, portandoci verso nuovi spazi di interazione.
La consapevolezza, quindi, indica quanta interazione percepibile abbiamo con il Tutto. Dal momento che abbiamo una percezione di noi stessi separata, attraverso diversi passaggi, stiamo riconquistando una compartecipazione con l'intero. Se l'onda è emersa dal mare, essa si rituffa nel mare che l'ha generata divenendo diversa da come è partita. L'onda di consapevolezza individualizzata, quindi, si reimmerge nella consapevolezza unica avendo acquisito per sé e per il Tutto nuovi elementi che permettono di arricchire il processo universale.
RISCOPRIRE LE NOSTRE DOTI
La consapevolezza individuale è plastica ed in continua evoluzione. Anche la nostra personalità lo è anche se ci descriviamo in maniera rigida e pensiamo di essere sempre noi stessi. Potrei chiedervi di pensare a come eravate 5, 7, 10, 30 anni fa e molti di voi potrebbero “non si riconoscersi”. Quindi solo apparentemente siamo sempre uguali mentre in realtà, in ogni attimo, noi ricreiamo noi stessi. In base alla struttura informativa che abbiamo accolto come “descrizione di sè” noi riformuliamo ad ogni mattino, ad ogni istante, la nostra personalità. L'essere eterno ed infinito, espressione del mare di consapevolezza, fa emergere nuovamente l'onda con la quale interagisce con l'esperienza. Anche il corpo che sembra essere statico e lento, in realtà può rispondere in maniera straordinaria ad una riformulazione a livello di informazioni. Questo livello informativo non è composto solo da pensieri, emozioni, schemi, abitudini ma da molto altro.
Una delle nostre Doti è la capacità di plasmare questo campo informativo affinchè si possa manifestare qualcosa di diverso nella nostra vita quotidiana: possiamo letteralmente far rinascere noi stessi ad ogni attimo ma spetta ad ognuno di noi scegliere come rinascere.
Questi passaggi sono stati descritti da tante tradizioni ma spesso necessitiamo di accompagnare questo passaggio da una certa dose di “dramma” e di dolore. Anche questo è uno schema poiché se riuscissimo a recuperare la nostra piena percezione del mare e dell'onda, il passaggio non dovrebbe essere accompagnato dal dolore. Il dolore è espressione di una forma di attaccamento a quello che è già conosciuto ed al fatto che abbiamo in parte dimenticato la nostra natura originaria.
NECESSITA' DI “FALSE” IDEOLOGIE PER GIUSTIFICARCI
Ognuno può descrivere l'intero universo in modo personale, unico ed “errato”. In effetti certamente ogni punto di vista è giusto, nel senso che è giustificato ed opportuno per la persona che ne è portatrice, ma non descrive il tutto che è oltre il mentale ed abbraccia ogni punto di vista possibile. Quindi per far si che certi contenuti informativi utili alla personale crescita, uno degli strumenti che la consapevolezza sembra adottare è il rivestimento di tali informazioni da tutta una serie di altre idee che sono accessorie. Faccio un esempio esplicito in relazione al momento di cambiamento che stiamo attraversando. Tra le varie “cose” si sente la necessità di recuperare nella nostra quotidianità una visione spirituale della vita. Questa visione spirituale è un modo per inserire ulteriori elementi di stimolo in una esistenza che altrimenti è fagocitata dalle meccaniche disgreganti della vita sociale attuale. Questa nuova visione spirituale, che non viene fornita da religioni che per molti appaiono oramai obsolete e lontane dalla propria sensibilità. Il ruolo che in un certo tipo di squilibrio era dato dalla ritualità e dai precetti religiosi ora è stato occupato da altre forme di descrizione della realtà. Ecco che nasce la necessità di rivolgere lo sguardo verso le stelle, attendendo il provvidenziale intervento degli ET per “salvarci dalla nostra difficoltà”, quando piuttosto l'interessamento ad altri aspetti espressi dal potenziale umano, quali la capacità di comunicazione con le varie dimensioni. Tutto è giustificato e tutto è utile ma invito a osservare il messaggio di fondo che giunge da una certa descrizione della realtà. Lì vedremo all'opera potenti messaggi-archetipo che sono quelli che realmente vogliamo integrare di nuovo nella nostra quotidianità. Quindi se sentiamo la necessità di aumentare la capacità personale di amare gli altri, i nostri simili, ciò può essere stimolato da un messaggio che viene dal cosmo, da esseri che risiedono su una navicella spaziale, quanto piuttosto dalle parole di un angelo che descrive la nostra natura divina. Sarà importante il contenuto letterale di ciò che ci viene detto o l'effetto che noi poi manifestiamo nella nostra realtà di vita?
Una domanda che è interessante, non trovate?
OLTRE LE IDEOLOGIE VI E' LA NOSTRA NATURA ED IL NOSTRO POTERE
Arriva il momento nel quale ci stanchiamo, letteralmente, di questo processo imperfetto di auto-illusione e cerchiamo una via ancora più diretta al nostro potere di miglioramento e modifica di ciò che sperimentiamo. Le architetture mentali ed emozionali che ci possono aver accompagnato per tanto tempo ad un certo punto “si inceppano”. Se abbiamo man mano sperimentato aspetti di noi stessi sempre più ampi, riusciamo a percepire come il nostro potere è al di là di quello che crediamo. Quello che crediamo, in realtà e sotto certi punti di vista, può essere considerato un innesco delle nostro capacità latenti. Disponiamo di un potere formidabile di creazione eppure permaniamo in una situazione che appare di impotenza e di sottomissione. Anche l'essersi stancati della ripetizione di illusioni mentali e la capacità di osservarle attive negli altri non è sufficiente per trascenderle. Entrando nel Cuore di noi stessi, quando le “forme della creazione” si dissolvono nel potenziale, iniziamo a percepire un nuovo livello di consapevolezza. Questa percezione non rimane stabile ma spesso sfugge e ripiombiamo nel nostro “pensare e pensarci”. Dall'onda che si riconosce in mare, ci ritroviamo nuovamente nell'onda.
Eppure appare sempre più evidente quanto il nostro corpo, la nostra mente, le nostre emozioni e la nostra stessa esperienza di vita siano plasmabili. La sincronicità appare sempre più spesso nella nostra vita richiamandoci ad un livello di armonia superiore a quello percepito immediatamente.
Nonostante questo però possiamo sperimentare la vita che è ben diversa da quella che vorremmo e situazioni sembrano coinvolgerci, avvolgerci e trascinarci in qualcosa che non è desiderabile: perchè? Dove falliscono tutte le ideologie “dell'uomo che è creatore della propria vita”?
L'ESSERE UMANO CREATORE E LA CO-CREAZIONE
Che il singolo sia creatore della propria vita può essere vero o falso a seconda di quali elementi osserviamo. Innanzitutto se identifichiamo nella personalità la nostra vitalità, comprendiamo come non siamo pienamente al comando e nel controllo poiché viviamo cose che la personalità non desidera. Se invece iniziamo a percepirci come un aspetto centrale, certamente, ma non unico di un Essere più vasto, allora potremmo iniziare ad includere nella nostra comprensione ulteriori meccaniche e forze. Chi o cosa determina la nostra vita e le esperienze che viviamo? Molti danno la colpa a forze esterna e certamente questo è un livello di consapevolezza che, però, prima o poi viene superato. Altri si assumono pienamente la responsabilità e con questo passaggio migliorano il loro procedere ma che non è ancora pienamente armonioso. L'accettazione di ciò che accade, come il perdono di noi e degli altri quali partecipanti a quando viviamo, come la comprensione e la compassione di aspetti sempre più ampi e sottili di quello che sperimentiamo, sono grandi passaggi evolutivi ma che ci proiettano verso altri ed ulteriori orizzonti. Questi nuovi orizzonti iniziano a mostrare un altro “centro di priorità” che non è soddisfacente definire come “destino”, “provvidenza”, “disturbo”, “fortuna” ecc... vi è un aspetto di noi che non è pienamente visibile alla mente ed alla personalità ma che è quello che determina grandi processi nella nostra quotidianità. Che elementi possiamo imputare a questo “centro di priorità”?
LA SAGGEZZA INFINITA
La nostra esistenza è fatta, tra le varie cose, di integrazione in un unico degli aspetti che prima erano sentiti separati. Spesso nel nostro sviluppo proiettiamo fuori di noi parte del nostro potere creativo per giustificare certi atteggiamenti. Ecco che creiamo, ad esempio, un dio antropomorfo per giustificare certi eventi. Ecco che proiettiamo le nostre priorità esistenziali verso l'esterno, creando comandamenti, regole, rituali che permettono di assecondare certe inclinazioni. Giochiamo in pratica con gli specchi, dove però l'immagine riflessa è creata da noi. Quando queste immagini son percepite come nostri riflessi, ritorniamo a vedere la nostra “immagine” e ci ritroviamo al centro del nostro universo. Il viaggio qui non è finito poiché da noi stessi siamo andati all'esterno, da questo siamo ritornati a noi ed ora ci aspetta l'immersione. In questa immersione in noi stessi troviamo un'armonia potente che guida letteralmente gli eventi della nostra vita. Stiamo toccando un aspetto di noi che è il mare, che è compartecipe dell'armonia universale, che ha il potere totale. Cercare di stabilire una comunicazione equilibrata tra la nostra personalità e questo “Centro di priorità” è fondamentale nel processo di crescita personale. Una delle caratteristiche che possiamo collegare a questo “Centro” è la saggezza nonché la capacità di condurci verso quanto è realmente essenziale per noi. La personalità è altamente condizionabile nei suoi moti interiori emozionali e di pensiero (immaginate le sollecitazioni della società verso gli individui, che porterebbe questi a divenire delle ruote di un ingranaggio). La nostra fonte di libertà individuale coincide, invece, nella manifestazione delle pulsioni che giungono da questo Centro. Ecco che il fenomeno che molti chiamano di “risveglio” può essere più pienamente compreso se includiamo nella nostra osservazione il fenomeno della fusione della personalità e delle sue priorità con quelle del Centro. Praticamente stiamo creando un Essere nuovo. Se comprendiamo come la personalità ci possa far allontanare dal nostro pieno benessere, possiamo anche comprendere come il Centro ci porti direttamente ad un equilibrio che sia davvero nuovo. La fusione ed integrazione che stiamo sperimentando, in modo più o meno armonioso a seconda del grado di resistenza e persistenza in quelle che sono meccaniche della personalità oramai squilibrate e squilibranti, sta disvelando un immenso potere che è a nostra disposizione: il nuovo Essere Umano sta integrando consapevolmente questo Centro vitale che è sempre esistito ma spesso non ascoltato.
AUMENTARE LA COMUNICAZIONE E L'INTEGRAZIONE
Come amplificare questo processo e renderlo più armonioso? Nel percorso che personalmente ho compiuto, nella quale ho sperimentato e sperimento vari gradi di resistenza ed incomprensione, inizio ad intravedere una linea di sviluppo che in parte posso descrivervi.
Quanto più rimango nella programmazione mentale della mia vita, tanto più questo processo mi riserva insoddisfazione e dolore. Al contrario se inizio ad osservare e percepire le linee di sviluppo e compio quel “cavalcare l'onda del cambiamento” di cui spesso ho parlato, il tutto si dispiega in maniera più fluida. Non si tratta di adattarsi agli eventi e negare la forza della volontà ma, piuttosto, riconoscere da dove siano generati gli eventi e cosa possa essere davvero la volontà dell'essere.
In base al nostro livello emozionale, di pensiero e di consapevolezza noi ci posizioniamo “a monte” od “a valle” del processo di creazione. Se mi pongo vicino al passaggio finale di una serie di eventi, dove grandi forze sono state innescate (attraverso il processo di co-creazione), mi sentirò impotente di fronte a quanto si va sviluppando. Se invece mi muovo, mi sposto con la mia consapevolezza, vicino all'origine del processo che ha generato gli eventi finali, potrò comprendere meglio quello che accadrà dopo e cooperare a quanto si va sviluppando. Quindi essendo il nostro Essere sia alla “fonte” che alla “conseguenza” di un certo sviluppo, possiamo vivere una esperienza molto più ricca se operiamo questo spostamento. Significa percepire la vita in maniera diversa dall'ordinario e comprendere che ciò che ci accade ha sempre un senso. Per intuirlo e man mano renderlo consapevole spesso dobbiamo aspettare che gli eventi si manifestino in maniera più chiara e da qui nasce la frustrazione della mente e della personalità. Se però iniziamo a dialogare con questo Centro, potremmo avere segnali rassicuranti e di sostegno. Serve una dose di disponibilità molto ampia verso noi stessi e le nostre multiple sfaccettature. Il Dono che si risveglia è quello della comunicazione integrale che si muove attraverso l'intuizione in una nuova forma di dialogo interiore e con il Cosmo. Nell'immergerci in noi stessi, quindi, lo specchio si frantuma perchè ci accorgiamo che l'intero universo risponde plasticamente al Centro. Il nostro vero potere, immenso, diviene visibile. Non è un potere della personalità ma, bensì, il potere della vita stessa.
COME “RISOLVERE” I “PROBLEMI”
A questo punto concludo con un aspetto pratico: come risolviamo i nostri problemi? Innanzitutto facendo appello a questa comunicazione interiore con il nostro Essere più ampio possiamo dissolvere la visione dei problemi stessi. Essi si trasmutano in opportunità. La soluzione, quindi, non appare come creazione dal nulla ma come scelta tra i diversi potenziali disponibili. Un atto che suggerisco di compiere è quello di chiedere al nostro Centro una indicazione di come compiere il prossimo passo. Qui spesso potrebbe manifestarsi un messaggio che non appare accettabile la mentale: alle volte è una svista ed altre volte è una prova di fiducia. Quanta fiducia mostriamo in ciò che emerge da noi stessi? E' una grande Arte quella di sapersi ascoltare ma che è necessaria allenare e potenziare. Man mano che impareremo ad ascoltarci, sapremo discernere le “sviste e le interferenze” dai veri messaggi del nostro Sé . Questo allenamento è fatto di prove ed anche “errori” ma che ci aprono ad una nuova modalità di esistenza alla quale affiancheremo la razionalità con l'interconnessione. Ci dispiegheremo in un nuovo modello di vita universale nel quale il cosmo comunica con noi poiché noi siamo compartecipi del cosmo. La co-creazione diviene espressione di comunione e comunicazione. Stiamo imparando a conoscerci e comunicare con noi stessi in un nuovo modo poiché stiamo integrando in noi stessi e nella nostra vita quotidiana poteri e potenziali che prima avevamo posto nella divinità e nell'esterno. La tendenza è quella di manifestare un nuovo Essere Umano che è maturato in una forma più evoluta di espressione dell'universale nell'individuale.
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Ora, quindi, individuate qualcosa che volete portare ad un livello che vi soddisfi maggiormente (lavoro, affetti, altri aspetti personali...).
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Una volta individuato, portatelo nel vostro Cuore, come un seme che vorreste in qualche modo far sviluppare. Chiedete che vi venga mostrato il prossimo passaggio evolutivo.
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Chiedete al vostro Centro di manifestare le nuove opportunità.
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Osservate e seguite l'onda di ciò che emerge ora oppure in seguito.
State innescando un nuovo processo di comunicazione nel quale nulla è scontato e tutto è significativo. Man mano allenate la fiducia in voi stessi e nel processo ed acquisirete una più grande dimestichezza con il potere di cui disponete.
La chiave è l'amore per voi stessi
che permette di trasmutare tutti gli ostacoli creati dalla personalità.
Passo dopo passo, sensazione dopo sensazione, porterete alla luce ciò che è potenziale e che spinge per abbracciare la vostra vita.
Luca Ferretti
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