Risolvere i problemi con nuove risorse interiori

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RISOLVERE I PROBLEMI CON NUOVE RISORSE INTERIORI

 

di Luca Ferretti

 

www.trasformazioneconsapevole.it

 

vista

 

 

PROBLEMI: IL PRIMO PASSAGGIO

 

Definiamo problema una situazione che sperimentiamo nella nostra vita e che valutiamo non rispondente ai nostri desideri, che ci preoccupa, che ci impedisce di essere sereni, che modifica improvvisamente il nostro stato acquisito... come definiresti il concetto di “problema” nella tua vita? Cosa costituisce ora un problema per te?

Difficoltà, problemi, ostacoli, imprevisti spesso assumono la funzione di descrivere in qualche modo un aspetto di quanto ci accade, colorandolo già di un giudizio di “non opportunità”, di “ingiusto”.

Quanto più siamo abituati a condurre una vita che si sviluppi in processi prevedibili, ripetitivi e sicuri e tanto più potremmo definire quale “problema” tutti gli eventi che fuoriescono dal novero di quelli già contemplati in un certo schema di pensiero.

Alla parola “problema” colleghiamo la parola “soluzione” individuando in quest'ultima un passaggio che ci permette di cambiare quanto sperimentato, che riteniamo non opportuno, per raggiungere qualcosa che ci soddisfi maggiormente.

Apparentemente potremmo perfino affermare che per alcuni problemi non esistono soluzioni, come anche che vi siano varie soluzioni possibili per un unico problema. Nella prima situazione ci sentiamo impotenti, mentre nella seconda percepiamo la possibilità di scelta.

 

Proviamo ad arricchire questo quadro di riferimento.

 

Possiamo sostituire la parola “problema” con “opportunità” ed anche scegliere di usare “creazione” o “scoperta” per la parola “soluzione”.

Quindi potremmo dire che in questi anni che viviamo siamo immersi in un mare di opportunità alle quali possiamo rispondere cercando, ideando e manifestando nuove creazioni e scoperte.

Come vi sembra? Alle volte basta cambiare le parole per poter cogliere altri aspetti della realtà che viviamo!

Tutto questo non vuole essere solo un gioco verbale e di parole ma un suggerimento a ricalibrare i pensieri affinchè possano catalizzare sentimenti differenti che possano sostenerci nel nostro sviluppo.

Modificare le parole ed i pensieri che si muovono in noi è un primo passo, come quello emozionale, verso una migliore utilizzazione delle nostre risorse che possono essere indirizzate verso la creazione di nuove situazioni che siano di maggior soddisfazione.

Sperimentare la vita con una percezione più profonda di quella alla quale siamo abituati, ci permette di poter accedere a risorse che ad un primo tempo potevano essere non visibili. Un vecchio detto afferma “che la necessità aguzza l'ingegno” e possiamo essere d'accordo con questo. Possiamo anche dire che se alleniamo la percezione, al momento del sopraggiungere della necessità avremo molte più risposte da mettere in campo.

 

PERCEZIONE INTERIORE ED ESTERIORE

 

Su cosa sia la percezione, su come funzioni e come evolverla si possono trovare studi molto interessanti e, per quanto ci può essere utile in questa breve condivisione, possiamo ricordare che noi vediamo ciò che abbiamo in noi. Se la nostra mente è stata educata in un determinato modo, creandosi abitudini percettive che possono manifestarsi in filtri a certi stimoli come anche una particolare ed amplificata attenzione ad altri, la realtà che ci circonda sarà conosciuta solo nel modo possibile in base a questo “schema percettivo”. Se cammino nella folla di una grande città e sono un appassionato di moda, potrò essere molto incuriosito dai vestiti che le persone indossano; se viceversa sono un conoscitore del significato dei gesti, sarò incuriosito da quelli manifestati dalle persone alle quali mi avvicino; se infine ho l'attenzione focalizzata a raggiungere la mia meta al più presto possibile, potrò individuare i varchi che si creano nella folla senza curarmi eccessivamente delle singole persone, dei loro vestiti e dei loro gesti. A seconda delle abitudini, delle predilezioni (come anche di ciò che non volgio vedere) e degli obiettivi la stessa situazione assume diversa fisionomia.

Una ampia educazione intellettuale può offrici una più vasta gamma di possibilità percettive a certi livelli ma anche carenze in altri. Se cammino in un bosco, la capacità di orientamento e di gestire situazioni di emergenza possono essere più sviluppate in coloro che non hanno avuto grandi nozioni ma quanto, piuttosto, una pratica maturata in molto tempo passato all'aperto. Se questi limitati esempi possono aver descritto alcuni semplici elementi, immaginiamo la varietà possibile di percezioni che abbiamo a seguito delle uniche esperienze di vita che abbiamo avuto, specifica istruzione, hobby ed ideologie, abilità innate ed allenate. Praticamente possiamo affermare che ognuno osserva e vive il proprio mondo.

Questa premessa è fondamentale per comprendere come una medesima situazione che non ci soddisfa, un problema, possa essere risolta facilmente da alcuni mentre per altri rimanere un dilemma od un ostacolo insuperabile. In altri termini potremmo dire che certe opportunità possono essere colte più facilmente da alcuni e meno da altri.

Ecco che la percezione, più che il ragionamento, è un elemento da considerare attentamente in un processo di miglioramento delle proprie doti di risoluzione dei problemi e di ampliamento delle capacità di cogliere le opportunità.

 

IL RAGIONAMENTO: PRIMA O CONTEMPORANEO ALLA PERCEZIONE?

 

La fase di ragionamento potrebbe essere considerata distinta dal fenomeno della percezione immaginando che inizialmente prendiamo “i dati” e poi li “elaboriamo”: non è sempre così! Poiché i filtri percettivi o le abitudini di decodifica della realtà che viviamo risiedono sul piano mentale, ove si sviluppano i ragionamenti, se abbiamo un certo pensiero esso entra, come detto in precedenza, nel processo di “filtro dei dati” e modifica quanto emerge alla nostra consapevolezza e quanto è poi possibile inserire nel processo di ragionamento successivo: in altri termini un preconcetto ci impedisce di conoscere.

Se vogliamo aumentare la nostra facoltà di risoluzione, quindi, possiamo intervenire sul mentale ed emozionale prima degli eventi dove possiamo fare delle scelte (prima del sopraggiungere di situazioni problematiche e di opportunità), ampliando la parte di realtà che viene acquisita dai nostri sensi e strumenti di raccolta di informazione.

Liberarsi da schemi mentali limitanti e da difficoltà emozionali è possibile ed auspicabile per un successivo miglioramento della nostra capacità di interagire con il mondo.

 

CONNESSIONE ED INTERCONNESSIONE

 

Per arricchire questo flusso di stimoli, posso aggiungere che sino a che ci sentiremo e concepiremo separati dall'oggetto della percezione, vivremo una serie di filtri che ci impediranno di accedere ad alcuni livelli intimi di quella realtà ed, in definitiva, avere meno informazioni e riferimenti su quanto si sta muovendo e che ci coinvolge. Difatti un aspetto che può aiutarci a transitare da una percezione di noi stessi come “vittime” a quella di essere “protagonisti”, è capire quanto siamo immersi in ogni fenomeno che abbiamo l'opportunità di conoscere. L'osservazione modifica e crea poiché il nostro “campo di Coscienza” comunica istantaneamente con tutto quanto è da esso abbracciato. Questa comunicazione sottile, di cui ho parlato in vari modi in articoli passati, non solo è un flusso di informazioni neutre, poiché di neutralità non si può parlare: il semplice portare l'attenzione a qualcosa fa muovere l'energia e, di conseguenza, tutti i piani successivi sino a quello emozionale, mentale e materiale. Siamo quindi causa delle situazioni che viviamo? Certamente abbiamo un'ampia responsabilità e, sotto un altro punto di vista, potere. Alcune nuovi approcci alla crescita personale assumono alla loro base il concetto che ogni cosa sperimentiamo sia al 100% di nostra responsabilità. Conseguentemente se modifichiamo il nostro atteggiamento interiore, verrà a modificarsi la realtà. Vi sono molte altre sfumature che rendono la cosa più complessa ma resta un buon punto di partenza. Difatti nel termine interconnessione intendo che vi sia un flusso informativo, che diventano stimoli e creazione, che dall'osservato si muove all'osservatore e viceversa. Ciò può essere descritto come un sistema e quando esiste un “sistema” significa che esiste una entità unica che è retta da flussi, meccaniche, reazioni che contribuiscono alla realtà che alla fine si viene a creare. Ogni volta che produciamo un pensiero, una emozione, un flusso di coscienza questo entra nel sistema globale. Noi stessi, nella nostra intimità, poi veniamo influenzati dal resto che appare inviarci segnali. Questi segnali ed informazioni non viaggiano solo a livello consapevole ed anzi per la stragrande maggioranza sono nel campo dell'inconsapevole. Per accedere a questo “spazio” necessitiamo di aumentare la nostra percezione. Allargare la percezione significa esplorare ciò che prima era inconsapevole e portarlo a consapevolezza. Ciò può poi entrare in un ragionamento, ricordo e saggezza. Molto spesso però quello che percepiamo inconsapevolmente non può entrare in un sistema cosciente di pensiero e quindi possiamo usare solo l'intuito ed altre facoltà per interagirvi: questa è una saggezza superiore all'opera, di cui beneficiamo solo del passaggio finale che entra nella nostra sfera consapevole.

 

CONSAPEVOLEZZA, INCONSAPEVOLEZZA E SAGGEZZA : A COSA SERVE LA SPERIMENTAZIONE DELLE DOTI “DIMENTICATE”

 

Dialogare con queste nostre parti è qualcosa che risiede in noi in maniera innata ma spesso viene bloccata perchè si ritiene non utile addentrarsi in ciò che appare “irrazionale”. Spesso con questo obiettivo si deturpano, letteralmente, le nostre capacità. Ci depotenziamo ad un livello tale che siamo simili ad uccelli che abbiano dimenticato l'uso delle ali. Il processo che permette di far entrare nella nostra consapevolezza ciò che è inconsapevole, si traduce in un ampliamento della nostra saggezza operativa. Quello che siamo, ricco di infinite sfumature e capacità, dal “potenziale” diviene “espresso” e la nostra saggezza che è “potenziale infinito di interazione armonica” diviene Armonia che crea e modifica la realtà.

Nella nostra società si privilegiano solo determinati mezzi di acquisizione di informazioni, solo alcuni sensi, come la vista e l'udito. Ciò è in diretto collegamento con una grande amplificazione delle doti di ragionamento, che possono esprimersi con maggior semplicità su questi tipi di stimoli. Inoltre la nostra mente è fortemente programmabile ed influenzabile grazie a suoni ed immagini. Ciò ci ha condotto a disattivare tutta una serie di facoltà che sono state ritenute non controllabili, non adeguate, non efficienti in una società che richiede risultati tangibili. Il processo è comprensibile ed è stato opportuno ma ora ci troviamo in una fase dove possiamo riacquisire una maggiore ampiezza di percezione andando a ri-conoscere i nostri senti ulteriori (quinto, settimo, ottavo.... ve ne sono molti). I sensi ulteriori a quelli più facilmente conosciuti e sperimentati entrano in connessione con questi affinchè si possano ricevere sfumature ulteriori ed aumentarne l'ampiezza. L'intuito entra in gioco costantemente e quanto più lo alleniamo, tanto più i nostri sensi aumentano di funzionalità. Si arriva ad un punto nel quale sembra che si sia acquisita una capacità magica che fa compiere un grande salto nella percezione, interazione e creazione della propria realtà. L'intuito ai suoi livelli avanzati permette di percepire la realtà come un Unico nel quale siamo immersi/parte/espressione. A questo livello le cose cambiano in maniera decisiva. Questo ultimo passaggio non è stato ancora acquisito nella mia esperienza ma posso osservarlo come naturale progressione di quello che vado sperimentando. Per ora rimane una tendenza che mi assiste nel processo di crescita che sto vivendo e che condivido con gli altri.

Se dovessi offrire una rapida motivazione a coloro che si chiedono il motivo che potrebbe essere alla base di tanta ricerca ed anche del mio stesso lavoro, potrei rispondere che attraverso l'espansione della consapevolezza i problemi si dissolvono in opportunità. Queste opportunità sono espressione della nostra stessa ricerca interiore che diviene creazione esteriore. Aumentare la consapevolezza significa spostarsi un una nuova realtà di vita che ci offra maggiore soddisfazione.

Se vivi una vita di problemi è tempo di ampliare la tua consapevolezza ed accogliere l'idea che puoi spostarti in un vita densa di nuove strade, da conoscere e sperimentare: il problema esiste solo nella mente e può essere trasformato attraverso ciò che è oltre la mente.

L'accesso al Cuore, l'amplificazione e sperimentazione del Campo, la conoscenza ed utilizzo del linguaggio informativo permette di trasformare la realtà personale e condivisa.

Benvenuti nel vostro viaggio verso il nuovo orizzonte!

Luca Ferretti


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