Seguire il Cuore

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SEGUIRE IL CUORE


di Luca Ferretti


www.trasformazioneconsapevole.it

 

Che significato dareste a questa espressione? Molto dipende da cosa si intenda per Cuore e che tipo di contenuto si dia al termine “seguire”. Ecco una mia interpretazione basata sul vissuto.

 

CUORE

 

Si parla molto di cuore in vari contesti e ci possono essere diversi punti di vista che solo alle volte possono toccarsi e descrivere una dimensione comune. Per chi ha già letto alcuni contenuti del mio sito ed alcuni miei scritti ha certo compreso che per me il termine Cuore richiama in maniera molto diretta la nostra vera Essenza, il nostro vero Essere e le più ampie e stupefacenti capacità dell'essere umano. Nel lavoro che svolgo e che ho descritto in parte in questi articoli, ho indicato e suggerito molte volte come l'ascolto del Cuore porti in contatto con questa nostra profondità che è insondabile dalla mente consapevole ma che, invece, si esprime nel nostro essere Unici. Nella mia esperienza di vita, nel passato, il Cuore non era ben compreso ed anzi frainteso. Ho vissuto molteplici illusioni e schemi mentali che mi hanno portato in esperienze che sono certamente state di grande insegnamento ma anche ricche di sentimenti dolorosi. La stessa mia precedente professione, voluta e creata tanto che all'inizio mi rendeva gioioso, si era trasformata in una grande gabbia nella quale le mie vere aspirazioni ed attitudini languivano per non potersi esprimere pienamente. Questo girovagare e sperimentare però mi ha condotto ad un momento di passaggio che per alcuni potrebbe essere definito di crisi ma che dal mio punto di vista è stata una grande trasmutazione. Il fenomeno della trasmutazione indica la capacità di passaggio repentino da uno stato all'altro e del cambiamento di elementi che apparivano prima fondamentali in un certo equilibrio, per giungere ad altri elementi differenti e capaci di creare un nuovo equilibrio. La trasmutazione è possibile poichè sottostante alle apparenze ed alla manifestazione che è percepibile normalmente, fatta di differenze e conflitti, tutti noi compartecipiamo ad una realtà molto più profonda, ricca, multidimensionale e nella quale esistono tutti i potenziali. Se immaginate l'onda del mare come l'espressione della nostra personalità, il mare stesso e le sue profondità simboleggiano e richiamano la nostra immensità e magnificenza: da questo “spazio” emergono tutte le onde (i potenziali di manifestazione) che si possano immaginare, e completata un'onda ecco che ne appare un'altra, figlia ed espressione dello stesso unico eterno ed infinito mare.

Ecco che risulta necessario immergerci in noi stessi: questo passaggio alle volte può essere accompagnato dall'irruenza di un turbine, che sembra trascinarci al di là del nostro controllo. In realtà questo processo, alle volte tumultuoso, è espressione di una più grande armonia ed intelligenza che stimola, sostiene, sviluppa la nostra esperienza di vita. Siamo posti certamente dinanzi a molti momenti di scelta ma alcuni processi sembrano coinvolgerci ed abbracciarci nella loro grandezza ed immensità tanto da sentirci non capaci di modularli. Con questo non voglio richiamare l'archetipo del potere superiore (anche provvidenziale) che ci trascina al di là della nostra volontà verso un destino oscuro (o fortunato a seconda delle esperienze). Dal mio punto di vista è, anzi, la nostra vera volontà che innesca il processo, seppur nel suo sviluppo non è pienamente controllabile: è la co-creazione. Immaginate l'accumulo di neve su una montagna e l'equilibrio che ha anche per molto tempo. Ad un certo punto, a seguito di molteplici fattori concomitanti, giunge il micro-evento che scatena una travolgente valanga che, giungendo sino a valle, modifica letteralmente il fianco della montagna. Se quindi colleghiamo questa immagine alla nostra realtà di vita, possiamo dire che la nostra consapevolezza evolve sino al punto massimo raggiungibile con l'equilibrio creato e mantenuto sino a quel momento per poi compiere un balzo. Dentro ognuno di noi esiste una spinta ad avanzare che spesso può manifestarsi con segnali emozionali di disagio, sentimento di insoddisfazione e pensieri riguardanti il vero senso della propria vita. A qualche livello emerge un segnale che ci comunica che quello che stiamo vivendo non è quello che ci rende felici. A questo punto il nostro atto di volontà, la scelta di procedere, diviene quell'elemento che va ad innescare la valanga. Questa scelta può essere attivata quando la nostra consapevolezza è maturata e siamo pronti a cambiare. Dopo aver effettuato in noi la scelta, gli eventi che si susseguono e di cui siamo partecipi sembrano non essere nel nostro controllo ed in effetto non sono nel controllo mentale ma, bensì, organizzati ed orchestrati da una saggezza più ampia di cui facciamo parte: ognuno di noi compartecipa all'evoluzione universale anche se non lo immagina e non lo percepisce.

 

SEGUIRE

 

Quando la valanga si muove ed il turbinio degli eventi sembra sballottarci in una tempesta nella quale non comprendiamo cosa stia accadendo, può manifestarsi in noi un grande disagio che è soprattutto mentale. Se siamo persone abituate a gestire nei minimi particolari la nostra vita, con un'agenda sempre molto fitta e precisa, con scadenze ed obiettivi da raggiungere in rispetto di determinate visioni di vita... posso osservare come il processo di distacco da queste meccaniche così stringenti e dalle quali abbiamo una vera e propria dipendenza può essere davvero molto irruento e doloroso. Se la paura ci ha fatto abbarbicare su piccole sicurezze, veicolate dai modelli sociali che descrivono le persone in maniera archetipica, fornendo dei vestiti mentali ed emozionali, preconfezionati, da usare per essere “felici”, la prima reazione al turbine, alla valanga, sarà di una forte resistenza. La mente non comprendendo cosa stia accadendo attiva una risposta di paura, preoccupazione e disagio, cercando di predisporre ed attuare strategie di gestione che, per lo più, si riveleranno inutili ma che fanno consumare molta energia. La mente non riconosce il processo in atto poiché molto differente da quello che si conosceva e si irrigidisce. Il disagio aumenta man mano e quando si giunge ad un livello molto alto, causato da questo aspetto di resistenza al nuovo ed ai cambiamenti, si iniziano a cercare nuove strategie e si aprono, finalmente, dei varchi nella nostra vecchia visione di vita che va frantumandosi. Inizialmente si cerca aiuto in sistemi che promettono di aumentare il controllo sul mondo: molti attraverso vari strumenti di comunicazione e di condivisione nutrono l'illusione di poter controllare il cosmo con la mente e plasmare l'universo in base ai propri scopi. Non ci si rende conto che gli scopi che a noi sembrano molto importanti, le nostre priorità, sono frutto molto spesso di ipnosi sociale e che, quindi, non sono il meglio per noi. E' difficile però accettare questo e quindi appare la resistenza e la lotta contro il cambiamento: non si fluisce con l'onda, non si viaggia con la valanga ma si pensa di poterla fermare. In altri termini si cerca di imbrigliare la valanga in un nuovo gioco ma ciò non funziona.

Possiamo individuare in noi diverse volontà: quella ampia che esprime la nostra saggezza interiore e che ha innescato il cambiamento nonchè quella ridotta e deformata dal mentale che in base a propri pregiudizi, previsioni e schemi si oppone alla prima. Un conflitto tra noi stessi ed in noi stessi, che ci vede comunque sempre al centro del nostro universo in cambiamento. Questo stato conflittuale si riflette immediatamente nella manifestazione universale che ci coinvolge, nel senso che il nostro stato di coscienza influenza la realtà che viviamo e quindi ci ritroviamo a vedere all'esterno di noi stessi una immagine del nostro conflitto interiore: è il fenomeno dello specchio che l'universo svolge per noi. Più resistiamo, più soffriamo, più lottiamo e maggiore sarà la sofferenza, il conflitto e la lotta che il mondo ci mostra.

Il susseguirsi di eventi può far si che il nostro disagio aumenti, quasi rimpiangiamo la precedente situazione (prima della valanga) ma tutto ora è in movimento e non serve disperarci. Inizialmente entriamo persino in lotta Dio ed il destino e ci domandiamo cosa mai abbiamo commesso per meritarci una tale “punizione” o “sfortuna”! Stiamo vivendo il nostro risveglio, la nostra crescita ma non la riconosciamo e ce ne lamentiamo.

Nel processo, però, avvengono delle aperture, delle vere e proprie illuminazioni, che man mano fanno entrare nella nostra consapevolezza delle nuove visioni, percezioni, prospettive. Questo ci permette di guardare agli eventi che viviamo in modo diverso ed iniziamo a vedere le sincronicità. Ecco che giungiamo al punto nel quale, metaforicamente, ci accorgiamo che ci siamo “abbarbicati ad un rudere, un relitto” e che tutto ci sta urtando e stimolando per il cambiamento. A questo punto abbiamo la scelta di fidarci e lasciare la presa, per seguire il flusso.

Ma di chi o cosa fidarci?

 

LA FIDUCIA E LA LOTTA DELLA MENTE

 

Per fiducia non intendo di dover dare potere (il nostro potere nella nostra realtà di vita) ad altre persone, fedi od ideologie che possono essere un estremo tentativo di controllo della nostra mente ma che non soddisfano la vera nostra ricerca. La fiducia di cui parlo si rivolge a sé stessi ed alla consapevolezza che tutto è perfetto ed è armonia volta alla nostra migliore esperienza di vita. Anche quando viviamo qualcosa che appare “negativo” possiamo vederne l'insegnamento che vi è contenuto e procedere oltre. Se osservo me stesso in modo nuovo, se mi fido di me e delle risorse che dispongo di riflesso vedrò l'armonia dell'universo attorno a me e delle risorse che mi appaiono sulla via. Si entra in uno stato di percezione della realtà diverso che non è conosciuto dalla nostra mente, così plasmata dai sistemi sociali, ma che risponde ad altre dinamiche. Il passaggio del turbine ha disgregato i sistemi di credenze che avevamo in precedenza ed ora abbiamo l'opportunità di muoverci con meno schemi. Difatti si tenta si sostituire dinamiche e strategie nuove alle vecchie ma ci si accorge che non funzionano. Per procedere nel nuovo stato di coscienza e mantenerlo di impara ad essere fluidi e sempre aperti ai messaggi dal cosmo, a ciò che la vita ci dice. Stiamo comunicando letteralmente con la saggezza universale di cui facciamo parte che attraverso segni, eventi, incontri, amicizie nuove, opportunità ci mostra passo dopo passo come procedere. Ecco che la fede in noi stessi diventa fede nel tutto e si entra nel flusso. Difatti non esistono regole e processi standard ma l'unica via davvero efficace è quella connessa all'ascolto del nostro vero Essere ed essere disposti a modularsi, ricalibrarsi, trasformarsi in una nuova realtà.

Questo stato di coscienza che è portentoso e magico, permette di creare una nuova realtà di vita che sia più libera ed espressione della nostra Essenza. E' certamente possibile ricadere in vecchi comportamenti poiché la mente cerca di recuperare le vecchie strategie conosciute ma esse non riescono più a sostenerci. Questo rientrare nelle vecchie abitudini, però, è un ciclo che man mano diminuisce sino a che una nuova personalità, che prima era solo abbozzata, prende una maggior forza. La personalità che emerge è in maggior connessione ed espressione con la nostra Essenza, con il nostro Cuore, e quindi diventa una interfaccia di sperimentazione della realtà molto più equilibrata.

In questo vediamo convivere e comunicare, finalmente, il Cuore e la mente rinnovata: la mente non viene quindi distrutta ma anzi evolve in uno strumento ancora più potente e soprattutto flessibile.

Ecco il concetto di seguire il Cuore: tale affermazione esprime il punto di vista della mente che da padrona e tiranna della nostra esistenza diventa la nostra alleata nella creazione di armonia. Nel seguire questo cambiamento, instaurato da una nostra decisione di vera evoluzione, le strutture vengono percosse da processi irruenti sino a che non vengono smantellate. In questo processo accedere a sistemi che offrono libertà e capacità di evoluzione accellerata ci permettono di evitarci molta sofferenza. Siamo portati ad evolvere ma una ulteriore scelta è sul come evolvere. In questo senso gli strumenti che condivido e divulgo sono portati ad offrire, a chi li percepisca in sintonia, una opportunità di rendere più fluido il cambiamento.

 

IL CENTRO E' SEMPRE L'AMORE PER SE' STESSI

 

Qual'è l'ingrediente del mio lavoro che lo rende efficace? Posso condividere con voi che ciò che mi assiste in questo processo è l'amore e la fiducia per me stesso che esprime e riflette amore e fiducia per gli altri. Ritengo di poter offrire il mio servizio come un catalizzatore ma che entra in un processo Sacro che è quella dell'essere umano che evolve. Onoro ciò che l'altro è, ricordando che condividiamo una natura divina che si manifesta in diverse forme, ed impegno le mie energie affinchè vi sia riconoscimento. Ri-conoscimento di sé stessi come esseri degni del più ampio amore e rispetto. Ri-conoscimento degli altri come esseri meritevoli dei più grandi doni ed attenzioni. Ecco che il processo diventa liberante poiché non vi è un sottostante pensiero che l'altro sia meno evoluto, meno capace e più debole poiché ritengo ognuno di noi sia una espressione meravigliosa della Vita e della Saggezza che può compiere veri prodigi, per sé e per gli altri. Ognuno di noi ha in sé un potenziale infinito, meritevole di creare il proprio mondo di armonia e gioia, capace di liberarsi da ogni freno che non è più utile affinchè il volto del nuovo essere umano possa risplendere in tutta la sua luminosità di Essere che Ama sé stesso e la Vita.

 

ARRENDERSI ED ACCETTARE


Due termini che possono sembrare negativi ma nella loro formulazione equilibrata possiamo notare un tratto comune: la personalità che lotta depone le sue armi per procedere oltre.

Spesso combattiamo letteralmente contro i demoni della nostra mente che sono vere e proprie illusioni. Stiamo in realtà combattendo contro noi stessi e la “resa” così come “l'accettazione”descrivono quel passaggio in cui ci si riunisce a qualcosa di più grande in una diversa armonia. Questo qualcosa è la nostra grande saggezza ed immensità nella quale rientriamo. La separazione e la riunione sono un fatto di consapevolezza che vede una mente che mette confini divenire capace di accogliere lo sconosciuto e l'irrazionale come parte della realtà. Vi è nel contempo uno spostamento del centro di attenzione che dai pensieri giunge ad una dimensione diversa dove risiede il nostro Nucleo. Lo stato di coscienza e di esperienza di vita che ne emerge è totalmente differente da quello sperimentato precedentemente e, da questo punto, possiamo trovare soluzioni nuove poiché osserviamo e sperimentiamo il mondo e noi stessi in maniera diversa.

 

IL PERSONALE NUOVO MONDO SI CREA SU UNA NUOVA CONSAPEVOLEZZA

 

Per chiudere vi ricordo che tutto è nel nostro potere, quello vero e non quello mentale. Il vero potere è la forza poderosa che fa battere il Cuore e che ci rende ciò che siamo: vi invito ad immergervi nel battito del vostro Cuore ed ascoltarne la voce poiché il centro della Creazione vi sta chiamando!

 

Luca Ferretti

 

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