Percezione, Presenza, Consapevolezza: la triade della Creazione

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OSSERVARE LE MULTIPLE REALTA'

 

Ringrazio profondamente per quello che vivo. Come tutti sperimento delle problematiche e la mia vita non risponde allo lo schema sociale-mentale di riferimento che descrive una esistenza agiata, pur avendo tutto ciò che in questo momento mi necessita. Anche la mia vita sociale si discosta da esperienze iper-impegnate poiché si è evoluta privilegiando sempre più la compagnia di persone che siano in sintonia con me e che mi stimolano: certamente non sviluppo e sperimento la cosiddetta “vita mondana” fatta di locali, spettacoli e divertimenti.

Nello scorrere degli anni ho sperimentato e creato spontaneamente un progressivo e sempre più profondo affinamento delle mie abitudini e questo processo ha certamente compiuto un balzo quando ho chiuso la mia “precedente vita” per immergermi in questa nuova e meravigliosa avventura che sperimento nel Presente.

Nel percepire ciò che ho vissuto in passato, vedo come si sia sviluppata una grande armonia che riconosco ed amo. Ciò mi permette di trasmettervi l'esistenza di un Senso profondo a tutto ciò che viviamo. So che molti sono alla ricerca di una manifestazione di vita che sia più armoniosa e che possa rispondere meglio alle proprie esigenze. Alle volte questa ricerca conduce verso illusioni. Molta ricerca relativa alla creazione di una vita di abbondanza risente di alcuni fraintendimenti e non sempre riesce ad offrire, a coloro che vi si approcciano, un reale aiuto.

Grazie alla mia vita ho distillato alcune impressioni che possono essere di aiuto anche in questo ambito e voglio anche condividere questo stimolo con voi.

 

Una capacità che ho avuto sempre sviluppata e che mi sta offrendo un grande supporto è l'osservazione. Lo spettacolo più grande che si possa immaginare, difatti, lo abbiamo dinanzi al naso, nel nostro quotidiano, ma non sempre però è accessibile. La realtà reale viene sostituita da realtà virtuali poiché non siamo spesso in condizione di percepirne la magnificenza.

Si parla molto, giustamente, della Presenza e recentemente ho riflettuto, grazie ad una lettura molto chiara in proposito, come la Presenza esprima una Percezione amplificata della realtà (e viceversa). Sono elementi collegati e questa connessione la troviamo nella Consapevolezza: ecco che Presenza, Percezione e Consapevolezza formano una triade sul quale portare la nostra attenzione.

La mia capacità di osservazione mi porta alle volte a distaccarmi da ciò che sperimento e riuscire ad entrare in una visione più ampia di ciò che mi circonda. Altre volte, invece, ho l'impressione di immergermi ancora di più nella realtà per coglierne profumi, sapori ed aspetti ancora diversi.

La percezione, espressione della consapevolezza, è modulabile e ci permette di entrare in varie dimensioni di ciò verso cui portiamo l'attenzione.

Se quindi l'attenzione è una forza che potremmo collegare ad una direzione ed una selezione, come il mirino ed il focus, la consapevolezza può essere collegata alla capacità di aumentare o diminuire la luminosità, applicare filtri colorati, elaborare l'immagine.

Anche questo non rende però l'idea che quando osserviamo praticamente stiamo creando la nostra realtà poiché vi è sempre una interazione.

Quindi se aggiungiamo questo elemento potremmo dire che la nostra capacità di creazione, almeno un aspetto di essa, è collegata alla capacità di attenzione ed alla consapevolezza.

Descrivere in modo preciso la consapevolezza è opera che non mi sento di affrontare in queste righe ma posso tratteggiarne alcuni elementi.

 

Essere consapevole di qualcosa è un processo che dall'interno va verso l'esterno e viceversa. Se io già conosco un oggetto, potrò riconoscerò ed individuarlo dentro un mucchio di altri oggetti differenti. Se per la prima volta sperimento una certa cosa, visto un certo oggetto, mi aprirò la possibilità di ri-percepire della sua presenza in seguito. Nel nostro universo interiore consapevole ed inconsapevole, quindi, attraverso l'esplorazione facciamo entrare delle informazioni che miglioreranno il nostro futuro approccio alle cose, alla realtà, ai rapporti.

Se conosco l'amore perchè l'ho ricevuto o l'ho osservato, sarò in qualche modo facilitato nell'esprimerlo. E' pur vero che persone che non hanno ricevuto amore sono in condizione comunque di offrirlo poiché dentro il proprio universo interiore esso già è presente.

Questo immenso tesoro che è la nostra consapevolezza, che attinge ad esperienze che nemmeno ricordiamo ma che hanno lasciato doni importanti, rappresenta la dimensione dove tutto ciò che siamo si riversa in tutto ciò che si sperimenta.

Se sperimento qualcosa significa che in qualche modo è connesso ad un mio contenuto interiore.

 

Potremmo aggiungere anche che questa consapevolezza, essendo interconnessa a quella prodotta dalle esperienze altrui, beneficia di apporti inimmaginabili che ci permettono poi di vivere una vita maggiormente evoluta.

Alle volte sperimentiamo esperienze che non ci piacciono poiché in qualche modo siamo connessi alla consapevolezza collettiva che ci manda degli stimoli: sta a noi potercene distaccare (trascendere) ed aiutare il collettivo ad evolversi.

 

Consapevolezza è esperienza? In parte poiché potremmo anche dire che l'esperienza è consapevolezza in quanto se io sono in condizione di osservare un certo colore all'interno di un quadro, potrò godere di quell'informazione e del messaggio che l'autore ha voluto trasmettermi, Se pensiamo ad una persona daltonica, essa non potrà percepire un disegno che sia stato realizzato con un certo colore e non potrà beneficiare dell'informazione che l'autore vuole fornire. L'esempio del daltonico è replicabile, per chi abbia una vista corretta, con l'uso appropriato di filtri ottici che praticamente annullano l'informazione di certi colori o la alterano considerevolmente.

 

Percezione, Consapevolezza, Presenza.

Se quindi vogliamo approfondire questo aspetto collegandolo con il concetto di Presenza, ecco che potremmo chiederci se davvero siamo presenti quando non percepiamo interamente il mondo. Poiché molti informazioni non ci giungono, non ci rendiamo conto letteralmente di dove siamo.

Aumentare la presenza, aumentare la percezione e la consapevolezza sono quindi, per quanto detto, sono processi strettamente connessi.

 

NON VEDO CIO CHE NON MI PIACE e VEDO CIO' CHE MI PIACE


Quando ci “chiudiamo gli occhi”? Istintivamente potremmo richiamare l'immagine di un bambino che si copre il viso mentre sta per essere punito, si vergogna di qualcosa od ha paura. Quotidianamente anche noi facciamo la medesima cosa ed operiamo una grande selezione in ciò che ci permettiamo di vedere. Questa selezione è opportuna perchè ci permette di ottimizzare le nostre energie riservandolo solo a ciò che è prioritario per noi. Quando però questo meccanismo diventa eccessivamente limitante ecco che diventiamo ciechi.

Questa selezione della percezione è quindi frutto di una osservazione deformata e di una consapevolezza limitata. Se limito le percezioni ecco che avrò dei limiti negli altri aspetti ed anche nella presenza.

Poiché essere presenti è il modo per esercitare maggiormente il nostro potere di creazione, ecco che comprendiamo molte dinamiche che ci limitano nella nostra espressione se pensiamo che: meno osservo, meno sono consapevole, meno sono presente ed esercito un diminuito potere personale.

 

Siamo portati a vedere solo “ciò che ci piace”? E cosa intendo per “piacere”?

Anche qui tocco di sfuggita l'argomento dei diversi tipi di piacere che hanno diversissime modalità e contenuti. Ci sono persone che provano piacere nel soffrire fisicamente, ad esempio, ed altri emozionalmente. Senza finire nel patologico siamo tutti indirizzati a provare piacere verso esperienze che non possono dirsi salutari. Abbiamo molta confusione sul concetto di piacere e sovente diciamo “mi piace guardare la tv” ma se ci potessimo osservare lucidamente, vedremmo come il guardare i programmi che abitualmente occupano tanto tempo della nostra vita sia una forma di sedazione: un farmaco emozionale-mentale che ci allontana dal dolore di una vita insoddisfacente. Se operiamo questa osservazione ci possiamo rendere conto che è divenuto piacere “l'assenza di dolore”: pensate che sia corretto questo collegamento?

Cosa è per voi il piacere, cosa vi piace?

Provate a descriverlo in termini positivi, non riferendovi all'assenza di qualcosa ma alla presenza di certi elementi.

Fatto questo, ora osservate le vostre attività quotidiane: verificate quali di esse rispondano e creino in voi un sentimento di piacere, così come lo avete definito.

Rimarranno fuori molte ore della giornata nella quale si svolge ciò che “non ci piace”, giusto?

Ed ecco un altro passaggio: vi è mai capitato che qualcosa che un tempo non vi piaceva poi è diventata qualcosa che amate? Cosa è successo?

E' modificata la consapevolezza e la percezione: di nuovo se osservo con dei colori in più, ciò che non mi dava un senso ne può acquistare, divenendo persino qualcosa che amo.

 

Osservo ciò che mi piace,

l'osservazione mi permette di aumentare la consapevolezza,

più sono consapevole e capace di osservare quindi maggiore è la mia presenza,

tutto questo mi permette di accogliere in me nuovi elementi che aumentano la mia consapevolezza, il piacere e l'osservazione.

 

Un ciclo evolutivo che qualsiasi sia l'elemento che prendo in considerazione e rafforzo va ad aiutare l'evoluzione degli altri.

 

Per evolvere quindi posso alimentare la consapevolezza, ad esempio leggendo un libro o facendo una esperienza.

Posso anche alimentare l'osservazione, ad esempio dedicando del tempo all'arte od a camminare nella natura.

Posso alimentare la presenza, attraverso pratiche che mi permettono di essere pienamente in ciò che faccio.


Quando compio un progresso in uno di questi aspetti e stabilmente giungo ad un grado maggiore di percezione, consapevolezza o presenza ecco che tutte le altre facoltà seguono quella trainante.

 

Questo discorso non è esaustivo ma vuole essere uno spunto, per far osservare la nostra multidimensionalità e complessità. Quando sviluppiamo una parte, molte altre ne traggono beneficio. In questo sviluppo seguiamo attitudini, predisposizioni e scelte diverse quindi non si può indicare un percorso valido per tutti.

 

Per me è stato molto importante l'osservazione ma chi davvero può dire se questa è stata attiva perchè già sviluppata da altro?

 

IMMERSIONE IN NOI STESSI E NELLA REALTA'

 

Concludo dicendo come in questa nostra avventura, che è la vita, splendida e stupefacente, stiamo operando una immersione.

Ci stiamo immergendo in noi stessi, conoscendoci sempre meglio e profondamente.

Nel contempo ci stiamo immergendo nella realtà, conoscendola sempre più completamente.

L'immersione in noi stessi e nella realtà sono aspetti dello sviluppo della consapevolezza che cresce nello sperimentare sé stessa: l'interno e l'esterno si uniscono in tutto ciò che è, in tutto ciò che siamo.

Man mano che ci immergiamo recuperiamo consapevolezza del nostro potere che potrà sempre più creare una realtà che sia in sintonia con ciò che ci nutra e sostenga.

In questo processo anche la mancanza trova uno spazio poiché è semplice espressione di uno stato transitorio, così anche come l'inconsapevolezza poiché può essere osservata negli altri ed in sé, stimolando un proprio processo di evoluzione.

 

Tutto prende senso, tutto è perfetto ma non immaginando una staticità bensì parte di questo eterno ed infinito flusso di trasformazione ed evoluzione.

 

IN PRATICA

Alcuni ulteriori esempi per aiutarci possono essere i seguenti.

Nutrite la consapevolezza di stimoli che la sostengano e che vi portino ad ampliare il vostro universo interiore: condividere con un'amicizia i vostri pensieri e riflessioni ascoltando il punto di vista dell'altro, immergersi nella natura, condividere del tempo con persone che alimentano la propria consapevolezza.

Nutrite la percezione e la capacità di percepire aumentando lo spazio che nella vostra vita ha l'arte ed il bello, ma anche con attività semplici come il fermarsi ad una panchina di un parco e rimanere attenti a ciò che accade attorno a voi (animali, persone, cose).

Aumentate la vostra presenza attraverso la percezione del corpo anche grazie ad attività fisiche che aiutino la coordinazione e la percezione dell'energia personale, ma anche la meditazione che aiuti a prendere consapevolezza di voi stessi (e che non sia una fuga dalla realtà).

 

L'augurio è di essere Consapevoli, Percettivi e Presenti per esprimere il nostro Potere in maniera sempre più armoniosa.

 

Luca Ferretti

 

www.trasformazioneconsapevole.it .

 

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