
Il barometro della fede
Alcuni passaggi della ricerca e dello sviluppo della personalità:
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guardare fuori di sé,
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guardare dentro di sé,
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sperimentare sé stessi e ritrovare l'unica armonia.
Guardare fuori di sé.
Potremmo indicare come due atteggiamenti, molto distanti l'uno dall'altro, la “ricerca verso l'esterno” da quella verso “l'interno”.
Nella prima si immagina che le risposte provengano da fonti che siano da noi distaccate, che posseggano conoscenza, segreti, capacità diverse e superiori a quelle da noi possedute.
Di questa dinamica sono espressione la ricerca di un maestro-guru (incarnati e disincarnati), la tendenza a spostarsi in luoghi dove si ritiene possano essere agevolati determinati processi, la frequentazione di scuole, corsi e la lettura di libri dai quali, si pensa, possano essere acquisiste le informazioni mancanti e tutte quelle forme di attenzione a ciò che appare diverso da noi.
Per molti questa ricerca è accompagnata dall'enfatizzare e mitizzare le fonti delle informazioni che si va ad attingere, dipingendo le persone e le situazioni nelle quali ci si immerge come molto diverse dalla loro realtà costruendone, letteralmente, una versione superiore nella nostra immaginazione.
Anche la ricerca del miracolo può essere connessa a questa tendenza quando si ritiene che il processo miracoloso venga innestato da persone, energie, tecniche che andiamo ad acquisire e sperimentare.
Questa ricerca esteriore è molto importante e ci permette di avanzare nella conoscenza di noi stessi che vediamo, in pratica, rispecchiata nelle persone che incontriamo e nelle esperienze che decidiamo di vivere.
Queste ci aiutano ad accogliere nella nostra consapevolezza delle nuove possibilità.
E' un gioco degli specchi nei quali la nostra unicità non viene percepita direttamente ma viene osservata nel riflesso donatoci da altri.
Questo perchè in questa fase non siamo ancora capaci di osservarci.
Con velocità strabiliante si stanno diffondendo idee nuove per descrivere (in parte) il funzionamento della realtà che viviamo ed in pochi decenni abbiamo assistito, strabiliati, alla rivoluzione che in vari campi del sapere si sta manifestando. Inoltre sempre più persone stanno includendo nel loro panorama interiore la possibilità di accedere a stati alterati di coscienza, esperienze che in passato erano considerate straordinarie ed appannaggio di esseri ritenuti speciali, di coltivare la comunicazione con dimensioni diverse di realtà da quella condivisa ed accettata dalla più ampia parte della società.
E' come se una diga si fosse infranta e quanto era imprigionato dietro di essa da eoni, si riversasse ora nella quotidianità anche di coloro che, in passato, non si sono mai interessati ad una ricerca dello straordinario.
La mente collettiva, il campo che ci unisce tutti e che possiamo anche chiamare coscienza collettiva, sta mutando repentinamente e nuovi modi di ragionare stanno diventando sempre più usuali e, soprattutto, elementi prima non inseriti nelle nostre “equazioni di pensiero” sono ora presenti con forza se non addirittura quale fondamento del processo stesso.
Osservare i programmi televisivi, la produzione editoriale quanto anche quella cinematografica aiuta a comprendere anche il tentativo da parte di coloro che sono professionisti dell'informazione (e spesso della deformazione) di cavalcare questa tendenza.
E' difficile capire se questa ricerca abbia originato, in risposta, un adeguamento dell'offerta di informazione o viceversa ma più verosimilmente si tratta di un processo nelle quali le varie parti sembrano dialogare in un unico grande movimento di apertura ed evoluzione, come se invisibili catalizzatori siano in movimenti nei vari settori ed ambiti sociali, nelle varie espressioni della creatività e cultura umana.
Quindi nel percepire che qualcosa stia cambiando, molte persone iniziano a chiedersi cosa stia effettivamente accadendo, poiché le vecchie spiegazioni non sono più soddisfacenti, ed intraprendono questo “viaggio fuori da sé stessi”.
In questa fase preliminare ma molto importante il ruolo rivestito da coloro che offrono un servizio di divulgazione, di informazione e di supporto alla crescita personale è certamente molto prezioso.
Molti però che si trovano ad aver acquisito alcune informazioni prima di altri, che credono migliori ed avanzate anche se ciò non è sempre vero, possono essere tentati di sfruttare questa “posizione di vantaggio” per aumentare la loro influenza ed il loro potere sugli altri.
Ciò spesso non è fatto con piena consapevolezza ma è osservabile come tendenza ad acquisire “dei meriti” che essi collegano all'accadimento di certi processi nei quali sono protagonisti gli altri.
Ecco che emerge la figura del leader, che permette di portare gli altri in nuovi spazi di consapevolezza, che in realtà devia la libera ricerca altrui verso panorami posticci e non completi ma che garantiscono una posizione di supremazia indiscussa.
Potrebbe sembrare un qualcosa di negativo ma, come ampiamente ho descritto, il negativo ed il positivo spesso si dissolvono in ciò che è un processo di evoluzione che è guidato da una più ampia consapevolezza: la nostra.
Benediciamo quindi anche le esperienze in cui ci accorgiamo che l'altro si stava approfittando di una nostra debolezza e stato di bisogno perchè, quando lo percepiamo, possiamo riacquistare la nostra forza.
Purtroppo in alcuni casi questo provoca una situazione di grande debilitazione del ricercatore che spesso non riesce a riprendersi, in questo senso queste poche parole possono forse essere di stimolo ed avviso sul percepire con chiarezza dove ed in chi si sta riversando il proprio potere personale e vincolando la propria libertà.
Difatti in questo passaggio la fede, che nel senso più profondo può considerarsi una delle forze più grandi che l'umanità possa esprimere, è rivolta verso l'esterno: un maestro, un santo, un dio, un extraterrestre, un angelo.... qualsiasi rappresentazione di un potere superiore esterno che venga indicato quale oggetto della speranza del cambiamento, della fonte di salvezza, dell'aiuto risolutore è espressione di una fede rivolta verso un elemento distinto da sé.
Guardare dentro di sé.
Man mano che si procede nell'esplorazione del mondo con sempre più intensità si procede anche ad una osservazione di sé stessi e si intraprende un processo di miglioramento di aspetti che si muovono nel cosmo personale.
In questa fase la fascinazione subita da idee o da altri che non siano semplice ipnosi ma che abbiano, in qualche modo, una capacità di assistere le persone in una osservazione delle proprie meccaniche interiori ed una loro modifica, si accompagna ad un vero e proprio “lavoro” di trasformazione.
Certo è vero che lo stesso procedere della vita ci vede in trasformazione ma in questi anni sono fiorite molte tecniche ed approcci che permettono di prendere in esame aspetti mentali, emozionali e persino fisici che possano essere portati ad un livello di armonia maggiore.
In pratica si può vivere un processo di liberazione dalle convinzioni limitanti e schemi mentali che affliggono la nostra quotidianità con effetti su ciò che riteniamo possibile fare, sperimentare, vivere.
E' un grande campo quello della ricerca di un miglioramento delle dinamiche mentali consapevoli e non consapevoli ed, in connessione, di quanto si muova nella sfera emozionale.
Alcune volte ho indicato quanto emozioni e pensieri siano espressione di una medesima unità e che sia davvero difficile evolvere senza prendere in esame tutti questi aspetti (di pensiero ed emozionali) che interagiscono in un unico processo.
Quando si passa dal teorico al pratico, almeno in una sua prima manifestazione, si è strabiliati dalla capacità che ognuno di noi ha di plasmare i propri meccanismi interiori. In questa prima fase si può dare potere ad una particolare metodica o tecnica sino a che si possa fare il passaggio successivo che ci liberi dalla necessità di uno specifico approccio. Sempre in questa fase si può giudicare sé stessi come sbagliati e sostituire la propria originalità con una copia di caratteristiche altrui.
Inizialmente, se volessimo dare un'immagine familiare, è come imparare ad andare in bicicletta: si parte con l'uso di piccole rotelline ai lati della ruota posteriore sino a che ci si libera da questi ausili per giungere ad una propria autonomia ed equilibrio.
Tante tecniche che esistono e che sono molto utili in questo processo sono come queste rotelline che, prima o poi, è utile lasciare per entrare in un'altra modalità più piena e soddisfacente.
Difatti ogni tecnica ha in sé il limite posto dal proprio creatore che può essere di ostacolo al personale sviluppo.
Qualsiasi tecnica e qualsiasi copia di capacità altrui, inoltre, è solo un pallido riflesso della nostra Unicità ed Originalità.
Nel guardarsi si possono incontrare ostacoli molto grandi che chiamiamo “demoni interiori”, “paure”, “lato ombra” ma anche “pregiudizio”, “credenze”, “traumi”.
Tanti elementi sorgono uno dopo l'altro durante questo “viaggio dentro di noi” sino a che, trasformandoli uno dopo l'altro siamo in condizione di entrare nel nostro centro d'essere.
La personalità man mano si fa più trasparente, la mente si mette sempre più in armonia ed al servizio del cuore, nella tendenza ad una riunificazione tra “lo spirito e la materia”, “il cielo e la terra”, la personalità e ciò che siamo.
Nelle fasi avanzate di questo processo si sente meno necessità di trovare una definizione per sé stessi, che possa in qualche maniera darci sicurezza, ma trovarci a nostro agio nell'espressione “Sono ciò che Sono” che inizia a riempirsi di un reale senso.
Non un mantra, non una preghiera ma una vera espressione del nostro equilibrio interiore, fluido e sempre in espansione.
La fede, che possiamo davvero continuare ad usare quale barometro del processo, in parte è rivolta verso l'esterno ed in parte in una rinnovata conoscenza di sé stessi che va aumentando ed approfondendo.
Vi sono molte linee di pensiero e di ricerca che ci descrivono come la realtà dei singoli che si percepiscono separati sia, appunto, una percezione e di quanto le interazioni tra le apparenti diverse manifestazioni siano espressione di un unico. Per darvi alcuni esempi di questo, richiamo alcuni insegnamenti che ci parlano delle onde che non sono separate dal mare, del campo quantico dal quale emerge il manifestato, dallo spirito che è in tutto e che è tutto, dalle coscienze individuali che sono punti di vista diversa di una unica coscienza che conosce sé stessa.
Man mano che si fa esperienza, anche attraverso tecniche e procedure concepite da altri, della propria possibilità di creare cambiamento ed il proprio miracolo, l'amore per sé aumenta e questo genera fiducia (fede) in sé crescente.
Si può correre il rischio di cancellare i riferimenti esterni che invece vanno mantenuti quale fonte di equilibrio perchè se ci si pensa unici creatori della nostra realtà senza comprendere il concetto di co-creazione, si può tracimare verso una dolorosa ulteriore illusione. Questa sarà, una volta superata, un ulteriore passaggio che porterà verso l'accoglimento nella propria visione della meravigliosa interazione con ciò che percepiamo “altro”.
Guardare dentro di sé, difatti, non significa accecarsi e cadere nell'impossibilità di guardare ciò che appare altro ma anzi utilizzare lo specchio alla rovescia.
Nello specchio e nell'insegnamento che in tanti conoscono, che ricorda come gli altri siano specchio di noi, vi è una grande chiave di evoluzione.
Lo specchio però “si rovescia” quando si capisce che ognuno di noi è specchio degli altri e che nel conoscere noi stessi conosciamo anche gli altri.
Le antiche verità “come in alto così in basso” e “come dentro così fuori” funzionano, difatti, in entrambi i sensi ed anzi sono multidimensionalmente interattivi: l'altro mostra me stesso, ed io mostro l'altro.
In questo processo quindi aumenta anche l'amore per gli altri poiché la compassione non diventa un sentimentalismo dettato da un precetto semi-religioso ma lo stato naturale di un essere che si riconosce nell'altro e che è consapevole di quanto ciò che è in sé esprime, influenza e comunica con ciò che è l'altro.
“Sono ciò che Sono” abbraccia sempre di più aspetti interpersonali.
Sperimentare se' stessi e trovare un'unica armonia.
Il bilanciamento e l'armonia tra le parti che sembrano separate ma che sono espressioni di una unica forza, senza perdere la propria unicità ma valorizzandola in questa danza cosmica, è davvero un'arte.
Basta poco per mancare il punto di equilibrio che va continuamente aggiornato man mano che si accolgono ulteriori aspetti della realtà.
Ad esempio il “dissolversi” nell'Uno senza conoscere il sé può essere una grande illusione mentale che porta negazione della Bellezza interiore.
Difatti se si intellettualizza il processo di crescita si corre il rischio di crearne una versione mentale-emozionale che però non è il vero processo che è disponibile ad ognuno di noi.
Questa fase che in molti stiamo esplorando, pur ricadendo in alcuni atteggiamenti limitanti, è entusiasmante poiché è ora che si può accogliere la piena responsabilità e potere.
Si diventa il sole del proprio universo interiore ma allo stesso tempo in interazione con le altre stelle della galassia che manifestiamo nella nostra società.
Posso intravedere come questo processo, che man mano investe un sempre più ampio numero di personalità, può contribuire alla creazione di una nuova modalità di interazione sociale che man mano sostituirà quella conosciuta.
L'amore per la nostra esperienza passata, se vista come flusso della consapevolezza verso un livello di complessità ed interezza maggiore, aumenta come aumenta la capacità di intervenire praticamente per modificare l'aspetto materiale della condivisione della medesima realtà.
Conoscere l'Uno non significa, difatti, sfuggire alla vita pratica ma portare l'Uno nella quotidianità: il Cielo e la Terra si pervadono reciprocamente poiché il Nuovo non è una differenza ma una interazione più piena.
Interazione nelle dimensioni che abbracciamo nel nostro sé totale.
Interazione tra le dimensioni di vita di esseri che esprimono punti di vista diversi.
Interazione che diventa una danza di armonia di Unicità che percepiscono l'Unico.
Questa interazione la stiamo creando tutti, indipendentemente dal momento del nostro sviluppo che stiamo vivendo, e sarà l'opera d'arte di questa epoca ed esperienze di vita.
Che l'Arte dell'Amore possa manifestare il Sé riunificato in ognuno di noi e tra noi, nella co-creazione di un nuovo universo dove tempo e spazio danzeranno assieme nelle dimensioni della varietà e della libertà.
La fede, forza poderosa di creazione, diviene al servizio del “Sono ciò che Sono” e fondamenta del miracolo che stiamo intuendo.
Luca Ferretti
www.trasformazioneconsapevole.it
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