LO STRUMENTO DI NAVIGAZIONE DELLA CONSAPEVOLEZZA

In questo scritto tratto un argomento che penso possa offrire uno stimolo alla ricerca comune. Sono consapevole che troverete altri simili spunti in altre fonti ma voglio suggerire di usare questa mia descrizione nella sua originalità.
L'intento è essere semplice ma in molti tratti potrebbe diventare una semplificazione e quindi non rispondente pienamente alla realtà: traetene lo spunto per la vostra ricerca poiché l'intento che mi muove è quella di offrire un contributo.
NAVIGARE
Tutti sappiamo cosa possa significare navigazione, intendendo lo spostamento di una imbarcazione sulla superficie del mare e dell'oceano. Osserviamo un oggetto che ha una sua densità diversa dall'acqua e che usa la stessa per spostarsi, in base a varie forze che possono essere quella dei venti (tramite le vele) o di altri propulsori (elica e motore, remi e voga). Nella navigazione è possibile, quindi, spostare un osservatore da un punto all'altro della distesa d'acqua. Si parla di navigazione anche nell'uso di internet data la vastità di informazioni reperibili.
Facciamo, quindi, un parallelismo tra la nave od il navigatore software con la nostra personalità.
Questi strumenti, della consapevolezza, permettono di acquisire informazioni ed esperienze di vario genere che arricchiscono e trasformano lo stesso strumento e lo stesso mare (di acqua e di informazioni).
Nel caso della nostra vita, man mano che procediamo noi modifichiamo i nostri comportamenti, idee e reazioni per meglio sperimentare ciò che è nel nostro intento.
Nel far questo modifichiamo o contribuiamo a modificare l'ambiente sociale dove viviamo e la realtà fisica con la quale interagiamo andando a creare condizioni diverse di interazione che saranno disponibili per noi e per gli altri.
Nel caso della nave potremmo dire che essa mentre si muove, modifica l'oceano stesso.
Nel caso del software e di internet potremmo dire che man mano che noi ne usiamo le risorse e diamo preferenza a certe cose piuttosto che altre, contribuiamo alla sua evoluzione ed al concepimento ed integrazione di nuove risorse.
Così, però, come la nave non è il capitano, il software non è chi lo utilizza anche per la personalità potremmo affermare che non sia ciò che ci rende vivi: non trovate?
Stiamo navigando nel mare dell'esperienza umana tramite la forma umana che noi indichiamo come personalità (se vogliamo dare un accento all'aspetto interiore) o complesso corpo-emozioni-mente (se vogliamo dare importanza ad ulteriori elementi).
Poiché noi identifichiamo con il termine persona un individuo, preferisco usare il termine personalità per indicare il navigatore dell'esperienza umana.
COSA SUCCEDE SE AGGIORNO IL NAVIGATORE
Così come nel campo del software dove possiamo aggiornare il nostro modo di esplorare internet, come nel campo della navigazione dove possiamo passare dai remi, alla vela ed al motore, così è immaginabile che possiamo accedere a diversi modi di sperimentare la vita attraverso un cambiamento della personalità (complesso corpo-emozioni-mente).
Se aggiorno il navigatore e implemento nelle sue funzioni nuove capacità, potrò sperimentare letteralmente un nuovo livello di ciò che chiamiamo realtà.
In questo momento siamo tutti impegnati in questo aggiornamento: per scelta o necessità.
L'aggiornamento però può essere interpretato come modifica di ciò che sono in base a quanto gli altri chiedono o suggeriscono di fare: ciò crea ulteriori limiti e dolore se non è in accordo con il nostro sentire vero.
Se l'aggiornamento emerge, invece, dalla nostra interiorità profonda, in accordo con il nostro Cuore, allora potremo aprirci ad una nuova vita.
PER AGGIORNARE QUALCOSA SIGNIFICA CHE NON SONO QUEL “QUALCOSA”
Nelle pratiche di crescita personale e nelle varie vie che oggi si vanno diffondendo, ci vengono suggerite implementazioni, modifiche ed upgrade che possiamo accogliere nella nostra personalità.
Alle volte vengono accettate acriticamente, creando uno squilibrio all'interno di sé, poiché è come voler innestare qualcosa che non ha armonia con ciò che è la struttura di base e di funzionamento di ognuno di noi. Altre volte l'integrazione ha luogo e ci troviamo a vivere in maniera diversa la vita ma spesso non ne siamo soddisfatti perchè non siamo autenticamente espressione di noi stessi. Altre volte se la ricerca è libera, ci permettiamo di far emergere aspetti di noi non adeguatamente sviluppati e man mano far fiorire il nostro vero Sé, ciò che siamo veramente, che plasma letteralmente il nostro navigatore-personalità.
Difatti se posso aggiornare qualcosa significa che non sono solo quella cosa ma altro: se posso modificare le mie abitudini, persino quelle più antiche, significa che sono altro rispetto a ciò che si è sviluppato in questa esistenza.
Questo “altro” trova molte descrizioni nelle varie filosofie e religioni conosciute ma in questo ambito mi riferisco ad esso parlando di “Sè” e di “Consapevolezza”.
SE' E CONSAPEVOLEZZA
Possiamo anche percepire che possiamo riferirci al Sé ed alla Consapevolezza ancora da un punto di vista individualistico, separato, e quindi dire che esista qualcosa che, grazie alla navigazione nella vita, possa soddisfare qualche sorta di bisogno che possa anche discostarsi molto dal bisogno della personalità. Si sente che la vita ha un senso più ampio di quello immaginato e soprattutto sembra seguire uno sviluppo che viene condotto da una forza “superiore e molto saggia”. Suggerisco che la Guida siamo noi stessi, ad un livello più ampio di Consapevolezza. La vita ha un senso multidimensionale poiché ciò che arricchisce la personalità, in termini di esperienza, arricchisce anche altri aspetti che sono più ampi e forse non sempre percepiti ma in base ad altri criteri (spesso diversi) rispetto a quelli quotidianamente accettati.
Certo è che posso modificare la mia personalità in grande parte: ciò ci dimostra che c'è una flessibilità della personalità ma anche l'esistenza di qualcosa che sia da substrato o, meglio, costituente intimo di ciò che poi noi percepiamo nel quotidiano.
Questo “costituente” ha degli elementi comuni anche con coloro che noi osserviamo essere diversi da noi stessi e quindi si può arrivare a comprendere come i vari Sé e le varie Consapevolezze siano in una relazione di condivisione molto ampia, quando ci si distacchi dalla personalità quotidiana.
Quindi abbiamo varie forme di comunicazioni possibili, sia tra le personalità che tra le consapevolezze e questo rende il nostro “mare” interattivo, imprevedibile e meravigliosamente stimolante.
La consapevolezza che percepisce sé stessa in effetti è parte della consapevolezza totale che mantiene in sé sia la separazione che l'unione: se può essere vero da un certo punto di vista che tutti siamo uno è anche vero che tutti siamo aspetti unici. Ecco che appare ciò che io esprimo come “l'unicità nell'unico” e che ritengo importante amarci nella nostra espressione di Unicità.
LIBERTA' DAL NAVIGATORE E SUA EVOLUZIONE
Continuando nella similitudine tra navigatore della vita (personalità) e navigatore software nella rete informatica, possiamo anche sottolineare l'aspetto della libertà, che possiamo concederci, di evolvere la nostra quotidianità poiché essa è una parte di noi ma non il totale. La vita è ricca di drammi e gioie ma è possibile viverla consapevolmente e con la percezione di quanto c'è “oltre” ciò che sperimentiamo.
Come detto se si desidera migliorare la propria capacità di esplorazione della vita in qualche modo, si può migliorare il proprio navigatore affinchè esso possa fornirei nuove opzioni prima non disponibili. Certamente paragonare la bellezza della vita ad un fenomeno limitato quale internet è riduttivo ma ci permette di cogliere una tendenza che voglio enfatizzare.
Per fare questo cambiamento, però, è importante che non ci si sia identificati completamente nel navigatore ma che si percepisca il “resto di me” o che almeno lo si intuisca.
Quando si è in condizione di riconoscere questi aspetti, uno quotidiano che si sviluppa nella vita ed uno extra-ordinario che è oltre lo spazio-tempo ed è espressione dell'Essenza eterna ed infinita che ci anima, si può procedere a quell'apertura del finito verso l'infinito, del temporale verso l'atemporale che permette di evolvere il navigatore, la personalità, affinchè possa assisterci nella sperimentazione più piena delle realtà (al plurale per intendere la natura multidimensionale della nostra esistenza). Alcuni in passato si sono riferiti a questo con i termini di illuminazione e risveglio ma se si pensa che queste espressioni indichino uno stato fisso, una meta da raggiungere, un cambiamento da acquisire definitivamente e staticamente, si può fraintenderne il significato ed inserirsi in illusioni molto limitanti.
Il risveglio e l'illuminazione sono stati di coscienza, tendenze, approcci alla vita che permettono una capacità evoluta di conoscere, conoscersi ed interagire.
Il risveglio è l'illuminazione, se sono vissuti dal navigatore come prodotto del proprio mentale, possono essere illusioni mentre se esprimono una nuova connessione del Sé con la personalità, una fusione tra questi, possono davvero indicare un nuovo livello di coscienza nella materia ed una nuova forma di vita personale.
Evolvere il navigatore, quindi, può essere una buona espressione per far intendere come al di fuori dello spazio-tempo noi siamo Esseri di una magnificenza inimmaginabile che, attraverso la propria estensione nello spazio-tempo che è la personalità, possono irradiare la loro Bellezza nella vita quotidiana. L'immagine che vi offro è quella di un fiore che si apre al sole che, però, è espressione di un albero con foglie, rami, tronco e radici. Noi come personalità siamo il fiore mentre il nostro Sé è l'intero albero che si estende oltre lo spazio-tempo.
Ecco anche che l'immagine della lente trasparente, che spesso uso per descrivere una mente che operi ai suoi massimi sviluppi e che permette di focalizzare la luce del Cuore, dell'Essenza, può essere estesa alla personalità che diviene la manifestazione concreta dell'aspetto più evoluto che è parte di noi.
IL CAMBIAMENTO COME DANZA E COME SOFFERENZA
Un'ultima nota importante è quella che riguarda la sofferenza. Secondo voi chi soffre? Quale parte di noi prova questi sentimenti?
In quello che ho descritto è agevole individuare che la sofferenza risiede all'interno della personalità e la si vive per vari motivi ma certamente la sofferenza non appartiene al nostro Sé.
La possibilità di vivere la sofferenza in maniera diversa, come esperienza e non come elemento di distruzione profonda della nostra vitalità, risiede proprio nella connessione alla nostra Essenza e Sé che permettono di attraversare qualsiasi tempesta.
La ricerca di ciò che siamo e l'espressione nel quotidiano, quindi, non diviene un esercizio intellettuale (sempre connesso alla personalità imbrigliata dai concetti) ma una pratica di presenza ed evoluzione costante che ci dischiude ad un nuovo orizzonte di vita.
Incarnare ciò che Siamo è qualcosa che è tempo di portare nel quotidiano attraverso un processo di trasformazione consapevole del nostro navigatore-personalità.
E' questo che può condurci ad una contemporanea espressione di maggiore libertà ed autonomia, poiché la libertà ed autonomia sono aspetti del nostro Sé che riesce sempre di più ad esprimersi.
Danzare nel cambiamento, quindi, richiama l'armonia che possiamo inserire in questo processo e che è in sintonia con l'armonia di un cosmo che chiama la nostra partecipazione consapevole.
(....presto ulteriori approfondimenti....)
Luca Ferretti
www.trasformazioneconsapevole.it
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