Stupore, dubbio, reazione, distacco (autonomia PT 2)

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STUPORE, DUBBIO, REAZIONE E DISTACCO: FAR EMERGERE LA GENIALITA'

(continuazione dell'articolo precedente sull'autonomia)

 

 

 

Nel momento nel quale si vive una esperienza importante possono sorgere vari stati emozionali e di coscienza ben distinti, parlerò di alcuni che sento importanti:

stupore che può degradarsi in ammirazione

dubbio che può giungere alla negazione

reazione che è guidata dalle programmazioni e credenze

distacco intellettuale che impedisce una reale partecipazione e comprensione.

 

Ognuna di queste tipologie di stati di coscienza sono ad un primo approccio validi e normali per molti di noi tanto che potremmo pensare allo sviluppo in modo evolutivo o limitante di ognuno.

Difatti ho sottolineato la deriva limitante ma immaginiamo che:

lo stupore può essere lo stato del bambino che si meraviglia della bellezza della vita;

il dubbio diventa discernimento quando valutiamo ciò che accade in funzione della nostra Saggezza interiore;

la reazione diventa cooperazione in armonia a quanto percepiamo;

il distacco intellettuale diviene capacità di osservazione pur rimanendo nella partecipazione che sentiamo armonica ed opportuna.

 

Si potrebbero elaborare altri sviluppi ma quelli indicati sono di stimolo e si offrono come contributo.

 

Ciò che genera limitazione, quindi, non è lo stato iniziale ma come questo poi vada a svilupparsi, guidato da meccaniche che possono avere la loro origine in deformazioni e limitazioni residenti nel piano/dimensione mentale, emozionale e fisico.

In questo senso operare su queste dimensioni è di grande utilità ma non risolutivo.

Difatti è necessario includere nel nostro approccio anche la dimensione informativa-energetica.

L'informazione "viene prima" dell'energia ma con quest'ultima ci viene indicato qualcosa che, seppur non da tutti, è più facilmente percepibile nei suoi effetti.

La grande tradizione che ora possiamo utilizzare sullo studio dell'aura, dei chakra nonché dei sistemi del corpo che fanno fluire la forza vitale possono darci una prima base di ricerca per quesa dimensione.

Ma così come il corpo è una espressione di dimensioni via via "più sottili", possiamo giungere a concepire l'esistenza di una dimensione nel quale l'informazione, come una sorta di impulso originario, vada poi a generare altre manifestazioni via via più tangibili.

Poiché la nostra mente è limitata nel concepire il tempo e lo spazio ed ha grandi difficoltà ad immaginarsi l'olografico ed il multidimensionale, nel quale il tempo similmente allo spazio ha una sua modalità di sviluppo, l'immagine che ho usato di un impulso che partendo da una dimensione non percepibile poi si vada a concretizzare può aiutare ad abbracciare alcuni elementi.

Essendo però una semplificazione è evidente che non tutto può essere considerato in essa ed è, quindi, solo parzialmente utile ma in questo scritto può avere una sua valida applicazione.


Continuando, quindi, a pensare a questo impulso multidimensionale: è comprensibile che se vogliamo modificare ciò che è “a valle” possiamo interagire su ciò che è “a monte”.

Il processo inverso è possibile ed è ciò che noi chiamiamo esperienza che, nel suo svolgersi, permette di acquisire ulteriori informazioni, non solo di carattere mentale, che poi stimolano le successive esperienze.

Quindi molte pratiche di evoluzione personale si inseriscono in questo processo, a questa danza tra materia ed informazione, offrendoci dei benefici.

Il limite di molti approcci è, come ribadito, percepire il proprio quale sistema migliore e che esclude altri: ciò è un fraintendimento che confonde la propria verità con la verità altrui provocando, nel tempo, il crollo ed il superamento del sistema adottato che non è capace di adeguarsi ai cambiamenti.

 

Torniamo agli atteggiamenti di cui ho accennato prima ed iniziamo dallo stupore: come far si che questo non divenga ammirazione per qualcun altro e negazione della propria autonomia? Certo l'ammirazione può in alcuni casi essere uno stimolo per l'evoluzione ma se questa diventa una sostituzione di vecchi modelli personali non più adatti con modelli proposti da altri, non necessariamente si vivrà un equilibrio duraturo ma semmai è solo un processo transitorio. Se non ascoltiamo davvero la nostra Sorgente interiore, corriamo il rischio di cambiare maschera ma non manifestare la nostra Unicità.

Possiamo certamente apprendere dagli altri ed è anzi una fonte di stimolo fondamentale anche per verificare il proprio sentire ma l'eccesso, alimentato da una sfiducia in sé, provoca un soffocamento della propria libertà: è l'effetto clone.

 

Il discernimento, che è una evoluzione di ciò che ad un primo momento può essere percepito come dubbio, permette di sperimentare, conoscere, condividere distillando in ogni cosa quanto di prezioso vi sia per la nostra crescita. Il discernimento non giudica giusto/sbagliato ma, comprendendo le dinamiche di ciò che si manifesta, riesce a percepirne ciò che è armonico con il Sé. In difetto di una percezione ed ascolto interiore di sé, il discernimento non può essere sperimentato poiché ne è, in qualche misura, una espressione. Il discernimento costituisce, in pratica, la nostra bussola interiore che permette di sperimentare la vita beneficiando dei doni che essa elargisce. Se si ha una mente molto rigida, però, che interrompe il collegamento con il Cuore, con la nostra Essenza, ciò diventa non possibile.

Nella tempesta che spesso possiamo percepire attorno a noi e dentro di noi è possibile navigare e sviluppare la propria rotta, il proprio viaggio, con grande armonia ma la guida vera va ascoltata e non delegata ad altri. Il vento e le onde, altrimenti, ci creeranno danno anche se, da un certo punto di vista, stanno semplicemente chiedendoci di svegliarci!

 

La reazione che tanta parte ha in molte vie di crescita personale, essa è lo strumento di sopravvivenza ed interazione con la realtà che contraddistingue una espressione fisica. Se ci pensate un po', la mente non fa altro che creare reazioni, schemi di comportamento automatici che si attivano, anche senza la nostra consapevolezza, in determinate occasioni. Questa è una grande capacità che permette di non ferirsi, ad esempio, e procedere nella propria vita. Il problema si ha solo quando si perde la capacità di modificare le reazioni che non sono ottimali e che sono generate da una combinazione di ricordi mentali ed emozionali, che possono farci produrre dei comportamenti non in armonia con lo stimolo presente. Molte pratiche e proposte di crescita personale hanno puntato nei passati decenni, ed anche ora, su questo aspetto arrivando a grandi possibilità di manipolazione della mente e delle emozioni: qui vi è un grande pericolo per la libertà poiché se l'idea di fondo non è equilibrata ed in sintonia con il sé, si corre il rischio di creare delle feroci gabbie che impediscono la nostra vera espressione. Quindi lavorare sulla reazione in sintonia con ciò che siamo, è una facoltà importante ed una pratica potente che può darci maggiore potenziale di espressione ma, se si pretende di inserire dentro di sé strategie “vincenti” che possono essere state elaborate da altri, si corre il rischio, oltre di riprodurre gli errori della fonte nella propria vita, di creare un grande malessere personale.

 

Ed eccoci al distacco intellettuale: il labirinto della mente qui raggiunge la sua più alta espressione.

Parlare della vita non è vivere. Descrivere i sentimento non è sperimentarli. Insegnare grandi messaggi non è la vera trasformazione personale. Siete d'accordo?

Di fronte al miracolo della vita, espressa da un fiore che sboccia, si può rimanere incantati o cercare di descrivere "il perchè" del movimento. Cercare “i perchè” è una funzione fondamentale ed è essenziale per il nostro procedere ma se questo diventa l'unica spinta, criterio e modalità attiva potremmo persino recidere quel fiore "per capirne il segreto del movimento" provocandone, però, la morte.

La mente ricercatrice può divenire altamente distruttiva e crudele se non è connessa alla nostra Essenza: il sacro che è in noi ed attorno a noi viene avvolto dalla nebbia della mente meccanica che ha eliminato, dal processo, l'emozione e la magia.

Innamorarsi non è come parlare d'amore e dare il proprio contributo affinchè una nuova vita si incarni in un essere umano è qualcosa di molto più ampio di un semplice atto.

Quanto sto accennando, però, è patrimonio di tutti ma siamo anche affascinati, alle volte, dalla parvenza di sicurezza che una mente “freddamente scientifica” sembra emanare.

Poeti ed artisti dell'amore che possono sentirsi “inadeguati” rispetto al meccanico dei corpi e, viceversa, menti razionali che snobbano coloro che "cantano di Armonia".

La fase del distacco è una parte del processo di comprensione che permette di auto-osservarsi ed osservare da un punto di vista diverso che quello solito ma è importante poi non dimenticare che l'armonia interiore non può essere creata solo con una falsa concezione del distacco ma quanto, invece, da una presenza nella vita piena che permette di osservare ma anche di sperimentare (di danzare l'Armonia).

Anche qui è la mente che crea attraverso una visione parziale delle cose e presume di poter procedere senza includere ciò che appare “irrazionale” ma questo, come sappiamo, è la fonte di tanto dolore. Armonia tra Cuore e Mente permette di sperimentare la vita con profondità e saggezza contribuendo, così, alla più ampia trasformazione personale e collettiva.

 

Un altro passaggio di stimolo:


come saprete Leonardo ha lasciato una eredità enorme alla nostra civiltà e il lavoro che è stato svolto in questi ultimi scritti prende l'avvio proprio dallo studio di un'opera molto conosciuta e che è stata interpretata nei più diversi modi, alle volte davvero fantasiosi!

 

Ora osservate l'immagine e semmai cercatela dove sia di qualità migliore (prendetevi del tempo prima di leggere le ultime righe che seguiranno).

 

 cenacolo_leonardo

 

 (vi siete presi del tempo prima di procedere?)

 

 

 


GLI APOSTOLI VIVONO DIVERSE EMOZIONI

 

stupore, dubbio, reazione, distacco: osservate i gruppetti di 3 (sono 4 in tutto)

 

IL CRISTO, INVECE, E' IMMAGINE E PORTATORE DI UNO STATO DI COSCIENZA DIVERSO

 

le interpretazioni storiche ed artistiche dell'opera ci dicono che Gesù in quel momento ha avvisato gli apostoli dell'imminente tradimento e che colui che compirà l'atto è tra loro.

Osservate di nuovo l'immagine.

 

Stupore di quanto affermato, dubbio e ricerca di informazioni, reazione emotiva avventata e distacco intellettuale.

 

Ecco che l'opera ancora oggi ci offre un grande messaggio, da una grande anima ed una grande mente che in un Unico hanno scolpito con l'Arte la coscienza collettiva ed interpretato quanto da essa emergeva.

Mente unita al Cuore e quest'ultimo che, come stella, guida il procedere nel grande viaggio: ecco la via della Genialità.


(....presto ulteriori approfondimenti....)

 

Luca Ferretti

 

 

www.trasformazioneconsapevole.it


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