UNICO, UNIFICAZIONE ED UNIFORMAZIONE: L'ARCHETIPO
In questo scritto voglio compiere un viaggio in quello che è uno degli archetipi primordiali che osservo operare nell'umanità ma anche uno dei più deviati in alcune sue modalità di espressione: l'unificazione degli esseri umani.
Nel tempo questa spinta è stata raccolta in una modalità legata alla strutturazione piramidale e di potere e tuttora questa proposta, se vogliamo definire così una ideologia che diviene pratica, è evidente e spesso motore dei grandi eventi che osserviamo.
Alcuni potrebbero dire che non si tratti di proposta ma quanto di imposizione ma questo, in realtà, non è propriamente vero se ricordiamo il potere che ognuno di noi ha nella creazione della realtà condivisa.
Ma andremo per gradi per tornare, infine, a questo ultimo concetto.
Ricordo che l'intento di questi scritti è aumentare la possibilità che voi recuperiate ed ampliate degli spazi di libertà personale, interiore e pratica.
IL RICORDO ORIGINARIO DELL'UNICO
In altre occasioni ho espresso la convinzione e l'osservazione che noi siamo già parte di un Unico. L'interconnessione di cui parlo si può esprimere attraverso i campi magnetici individuali, che sono inclusi nel campo magnetico terrestre, che costituiscono una delle dimensioni più grossolane di unione.
L'effetto dell'elettromagnetismo sui sistemi individuali è al vaglio della ricerca scientifica e può costituire un valido punto di partenza per intravedere questo Unico interconnesso.
Che l'umanità abbia comunque una natura condivisa ed in profonda comunicazione questo è insegnamento che proviene dalle antiche tradizioni e, se ci pensate, dentro di noi percepiamo che oltre la separazione e la lotta, esista questa profonda comunione.
Nell'archetipo della piramide ho fatto l'esempio di come da una rete di interconnessione, nella quale ogni elemento è costituente, fondamento, beneficiario del sistema complessivo, si possa passare ad una sovrapposizione gerarchica nel quale il vertice controlla e beneficia della base.
La gerarchia è una struttura che viene posta su una realtà che non la manifesterebbe come naturale.
La gerarchia è un prodotto della mente e delle convinzioni che, per molteplici motivi, porta a far si che i singoli componenti/beneficiari del sistema riconoscano tra di essi degli elementi privilegiati, i quali diventato referenti del beneficio e della creazione collettiva.
Se ricordate l'archetipo della piramide o, se ancora non lo avete letto vi invito ad esplorarlo, ho accennato di come questo sia, certamente, uno strumento di dominio ma nel contempo è accettato da coloro che ne fanno parte: è accettato, in qualche misura, da ognuno di noi.
In virtù di questa accettazione se ognuno di noi si rende conto di questa sovrastruttura, può escludere la sua partecipazione e non alimentarla più.
Questo avviene sia a livello di consapevolezza che di azione conseguente.
Togliere forza alle strutture piramidali ed alla mentalità piramidali significa riappropriarsi dell'unità sottostante e dei benefici che questa comporta.
In effetti dentro ognuno di noi risiede questo ricordo ancestrale, in qualche misura tramandato come una ipotetica esistenza di un Eden, che non deve essere visto nel passato ma nel futuro.
Noi siamo abituati a pensare in termini di scorrere del tempo, dal passato verso il futuro, pensando che un ricordo sia nel passato.
In realtà molti archetipi vanno al di là del tempo poiché, al di fuori della mente, il tempo è solo una dimensione, quindi l'Eden non è una situazione persa nella notte dei tempi ma un risultato del nostro attuale processo di evoluzione: l'Eden è avanti a noi nella linea temporale ed emerge, come consapevolezza, attraverso un ricordo interiore e collettivo.
Ciò sposta completamente il punto di vista che da una nostalgia si trasforma in motivazione: non trovate?
Quindi l'unità esiste ed è indubbio che se anche pensiamo in termini di habitat condiviso, noi siamo parte dell'immenso ecosistema, che si regge su equilibri e si sviluppa in funzione di ciò che le componenti dell'habitat sviluppano: è una co-creazione tra elementi apparentemente distinti.
L'essere umano, per essere più precisi, non solo è unito nell'Umanità ma è unito nella Natura e nelle altre dimensioni che si possono immaginare.
Se la Sorgente, comunque la vogliate concepire, ha manifestato il tutto e mantiene l'esistenza, come pensate di poterne essere separati? La Sorgente è in voi e siete anche voi.
E' l'Amore che regge la manifestazione: la mente la può solo manipolare.
L'Amore Crea e la mente gestisce ciò che è creato: se non chiariamo in noi questo principio ad affidiamo alla mente compiti non propri, non possiamo attingere alla vera fonte di autonomia.
Questa ultima frase riporta a ciò che dicevo prima a proposito del sistema gerarchico: l'Unico come espressione dell'amore, che è alle radici dell'esistente, è la vera forza creativa mentre la mente, attraverso lo sviluppo che questa ha espresso, è lo strumento per quella sovrapposizione piramidale che deforma la creazione originaria.
Se questo passaggio può essere da voi compreso, cioè che noi siamo già parte dell'unico, in questo contesto cosa si in intende per unificazione?
Se qualcosa è già uno, non avrebbe senso di parlare di separazione od unificazione ma voglio farvi notare che ciò che noi creiamo in questa esistenza è la manifestazione di ciò che siamo, in questa realtà, che è percepito con sensi limitati rispetto al multidimensionale.
Quello che sto sottolineando è che siamo uno, lo ricordiamo in qualche modo attraverso una spinta all'armonia che riteniamo “passata”, e stiamo creando assieme una forma sociale che possa rispecchiare questa realtà profonda.
Qui, a questo livello di percezione, sul piano del processo sociale che stiamo vivendo, si può parlare di spinta all'unificazione che può essere spiegata come manifestazione di un sistema integrato e che permetta ad ogni parte di avere il massimo beneficio in termini di benessere.
In questo processo entrano in gioco diverse visioni, di come questa manifestazione debba essere condotta, e vi sono diverse ideologie che manifestano strutture diversificate: abbiamo parlato del sistema piramidale e vi sono varie sfumature di questa visione, sino ad arrivare a sistemi di interconnessione a rete condivise.
Prima di passare ad esaminare una specifica visione, che è importante individuare in alcune sue meccaniche, voglio ribadire che se siamo già un sistema unico ed interconnesso, la spinta a creare un sistema unico ed interconnesso nel sociale è inarrestabile: si tratta di scegliere come.

LA MENTE MACCHINA E L'ESSERE CYBERNETICO: L'UNIFORMAZIONE.
Come, confido, ho cercato di mostrare nei passati scritti, non ho l'interesse a cercare un nemico poiché, come ho già sottolineato in altri archetipi, cercare un nemico distoglie dal vero risultato e crea una dispersione di forze ed intenti che allontanano dall'obiettivo.
Quando descrivo delle dinamiche, non ho l'intento di individuare un tipo particolare di essere umano, “alieno” o residente in altre dimensioni, che in molte ideologie sono visti come la fonte del male. Nemmeno voglio entrare nella teorica molto ricca e diffusa sulla rete e nella contro-informazione che riguarda il NWO (nuovo ordine mondiale) ed altre simili visioni della realtà.
Offro alcuni elementi che riscontro dentro e confido che ognuno di noi sappia poi trasferire nuove consapevolezze in una vera ricerca di libertà e non di lotta contro un nuovo nemico.
Questa piccola premessa è stata dovuta al fatto che quando si parla di unificazione ciò desta allarme in certi ricercatori impegnati sul fronte della “lotta all'oligarchia”.
Essi stessi sono vittime di un'allucinazione parziale e, quindi, sviati dal loro obiettivo finale: questa avviene a causa della identificazione che spesso viene fatta tra unificazione e uniformazione.
Nel descrivere ciò che io chiamo “mente-macchina” non intendo affermare che vi siano esseri totalmente così, perchè non ne ho mai conosciuti. La mente-macchina, però, è una tipologia di funzionamento interiore che può essere presente in ognuno di noi e la descrizione che svolgo è volta ad agevolare, ad ognuno, il compimento di un passaggio di trasformazione interiore, se questo verrà ritenuto da voi opportuno.
Non esiste Nemico ma esiste la multipla sfaccettatura della nostra natura multidimensionale.
La mente può essere plasmata nel suo funzionamento in molteplici modi ed alcuni conoscono già gli aspetti che limitano fortemente la nostra espressione e che riguardano le convinzioni, le credenze, le ideologie, gli influssi culturali (per nominarne alcuni).
Altri modi per plasmare la mente è l'agire sul piano emozionale, poiché emozioni e mente costituiscono un unico insieme.
Se alimento emozioni di paura, il sistema complessivo ne viene influenzato sino ai pensieri e chiaramente, poi, nelle azioni che vengono compiute.
Molte induzioni traumatiche sono delle vere e proprie programmazioni, che possiamo subire in svariati modi a seguito di un certo tipo di mezzi di trasmissione dell'informazione, strumenti di svago e modalità di funzionamento sociale.
Se partiamo dal concetto, anche accolto solo come ipotesi, della piramide che emerge dall'interconnessione, potrete osservare come per mantenere funzionale la piramide si debba costantemente alimentare questa visione distorta nei singoli appartenenti ad essa.
Ciò è frutto di un continuo influsso sul sistema mentale-emozionale, che viene applicato in quasi tutti i settori ed ambiti di espressione dell'attuale umanità.
E' una specie di “virus mentale”, come lo descrivo a volte, che si replica e diffonde in maniera trasversale in diversi ambienti e viene “copiato” sulle nuove generazioni, tramite l'operato inconsapevole dei genitori e rinforzato dai modelli presentati, sin dalla tenera età, tramite sistemi educativi e di svago.
Questa copia inconsapevole avviene poiché, essendo stati i genitori essi stessi vittime di questa programmazione, la ritengono “il modo di funzionare al mondo” e cercano di insegnarlo per aiutare i propri figli.
In realtà stanno producendo un nuovo appartenente alla funzione piramidale.
La mente, quindi, grazie alla sua grande capacità di recepire stimoli ed elaborare processi di azione-reazione automatici, da nostra grande risorsa di esplorazione ed espressione viene trasformata nel nostro carceriere.
La mente, per chiarirvi ancora di più il mio punto di vista, non va distrutta o disattivata ma riportata alla sua funzione armonica ed originale.
Quanto più la mente, difatti, si allontana da una comunicazione con ciò che chiamo Cuore, Centro ed Essere, tanto più essa diventa simile ad un sistema meccanico di gestione delle informazioni, che opera nel rispetto di regole ben precise.
La mente si trasforma da strumento eccelso di evoluzione a “circuito stampato”, simile ad un moderno chip, che obbliga a vivere certe reazioni e scelte in determinate e preimpostate occasioni.
Ho scelto quella immagine tratta da internet che apre questa parte, perchè rappresenta esattamente questo concetto.
La mente diventa una macchina che può essere indirizzata, dove si ritiene opportuno, dall'esterno.
Molti hanno alzato l'allarme sull'impianto materiale di un chip fisico, che secondo alcuni ricercatori è studiato dall'élite globalista, quale minaccia alla propria individualità ma il vero chip è installato nella mente e non è materiale.
Abbiamo il potere di modificare tutto ed abbiamo il pieno controllo dei nostri processi mentali ed interiori ma vanno riallenate le capacità di ascolto e di trasformazione.
La mente-macchina è espressione di un modello preesistente in alcuni individui che hanno iniziato a creare questo tipo di modalità di funzionamento.
Quando ci si disconnette dalla sorgente e dal cuore, cosa non possibile totalmente pena la morte del corpo ma comunque fattibile in un'ampia misura, si perde il senso del bello della vita e dell'armonia dell'umanità, entrando in una fredda visione di efficienza, utilità e gestione.
Chi vive in sé la mente-macchina ha una visione del mondo distorta a tal punto che si vede l'umanità come sbagliata, tendente all'errore ed all'autodistruzione, pericolosa per sé stessa e per l'ambiente e bisognosa di controllo per evitare l'annichilimento.
In questa linea di pensiero potrete riconoscere filosofie, teorie economiche, teorie sociologiche e tentativi di applicazione pratica che sono sotto gli occhi di tutti.
Dal loro punto di vista essi operano per il bene collettivo e la struttura piramidale appare loro come l'unica efficiente.
La mente-macchina ha la priorità del raggiungimento degli obiettivi complessivi, sacrificando ad essi la libertà individuale che è vista come vera e propria minaccia.
Il passo successivo che emerge dalla mente-macchina è il cyborg.
Il termine cyborg o organismo cibernetico (anche organismo bionico) indica l'unione costituita da elementi artificiali ed un organismo biologico. Nasce dalla contrazione dell'inglese cybernetic organism.
Se quindi ho descritto una meccanica mentale, che si riflette anche sull'emozionale, attraverso il concetto di Cyborg si compie un ulteriore passaggio nel voler manipolare il corpo al fine di giungere ad un miglioramento che si ritiene irrealizzabile naturalmente.
Considero l'uso dei sistemi meccanici, in certe precise situazioni, uno sviluppo importante della scienza che diviene di servizio all'essere umano ma quando si eccede, in una visione di un nuovo uomo cybernetico, allora può nascere una nuova forma di prigionia.
Il cyborg ha nel suo corpo alcune parti non organiche o se organiche altamente programmate.
In questo senso si aumenta la possibilità di controllo esterno che, oltre attraverso la mente, riesce a creare degli ingressi nella stessa biologia.
L'inserimento di qualcosa di cui non si ha il controllo nel proprio sistema vitale, lascia aperta una porta alla gestione altrui e, quindi, è una grande minaccia alla libertà individuale.
Ritengo che ogni intervento tecnologico sul proprio corpo vada attentamente valutato, senza farsi allettare dagli immediati vantaggi che sembrano portare.
Assimilabile ideologicamente al cyborg, vi è l'organismo modificato geneticamente: l'eugenetica è la porta all'eugenismo quale forma di controllo sociale.
Anche per questo aspetto, ritengo che l'uso accorto di sistemi di aiuto, anche tramite la genetica, è una risorsa per l'umanità ma è necessario che ognuno di noi impari a distinguerne e definirne i limiti.
Nella visione di una mente-macchina è chiaro che il procedere ad una implementazione del sistema biologico, con “altre parti” ritenute più efficienti, possa essere considerato un considerevole passo avanti.
Il problema di fondo è che questo tipo di visione non percepisce l'armonia del tutto, nel suo sistema che se preso a “pezzi” può mostrare inefficienze.
La separazione che si produce tra mente ed altre dimensioni interiori conduce ad una perdità di quella auto-percezione di essere un cosmo in evoluzione e, si ritiene erroneamente, che un potenziamento di alcune funzioni possa dare beneficio al complesso.
L'aspetto deflagrante e squilibrante però è enorme, perchè all'interno di una sinfonia in costante mutamento si inserisce un suono statico e spesso stonato.
L'onda evolutiva che noi siamo, quindi, viene imbrigliata con la promessa di apparenti vantaggi pratici.
In effetti il corpo biologico, come anche il mentale, sono aspetti meravigliosi del nostro essere manifestato, che posseggono un potenziale di armonia e creazione enorme ma che viene dimenticato a fronte di certe espressioni tecnologiche che appaiono, ad un primo esame, essere molto funzionali.
Ciò è in parte vero ma se si perde il contatto con la natura profonda e la dignità della nostra umanità, si rischia di iniziare a coltivare il pensiero, di cui spesso ho scritto, di giudicarsi sbagliati e necessari di una modifica.
Questa corsa alla modifica è un fraintendimento del processo di evoluzione ed invece di adoperarsi nell'esplorazione delle potenzialità e della nostra natura, si chiede assistenza all'esterno, in questo caso rappresentato dalla tecnologia e dagli impianti (cybernetici o genetici).
Come vedete è la stessa idea radice che si sviluppa nelle sue conseguenze: siamo imperfetti ed errati e necessitiamo di controllo e miglioramento da parte di altri.
La mente-macchina esprime il suo giudizio di erroneità nei confronti di modi di espressione umani ed offre la sua soluzione basata sul controllo esterno.
Questo controllo viene ricompensato con, ad esempio, comodità e sicurezza.
Ricordo anche qui che, dal mio punto di vista, l'affidarsi ad un potere esterno e superiore può essere la via per la più grande gabbia. Vivere la fiducia in Sè in armonia con il Cosmo, porta all'espressione della propria autentica natura ed a vivere il Benessere dell'Unicità nell'Unico.
Questo modello di espressione è però diametralmente opposto a questo tipo di pensiero giudicante-correttivo.
Tutto questo discorso è stato utile a delineare alcuni aspetti di quel tipo di meccanismo interiore che porta a giustificare, dal punto di vista di chi lo vive, la necessità dell'uniformare le diversità per poter giungere ad un sistema globale efficiente.
E' una vera è propria miopia poiché all'analisi di un individuo che viva questo tipo di pensiero, sfugge completamente la vera natura umana e lo stesso cosmo è visto solo parzialmente.
Quindi quando qualcuno addita certi gruppi sociali per essere il male ed essere la fonte di ogni problema, sarebbe più opportuno osservare il processo che porta a manifestare quello squilibrio.
Quel processo è attivo in tutti noi e quindi se davvero si vuole contribuire a creare una unificazione nella materializzazione che sia frutto di principi diversi, è prioritario operare questo passaggio interiore e superare le meccaniche mentali che alimentano l'atteggiamento di controllo-manipolazione: in noi e poi nel sociale.
Se saremo liberi interiormente, potremo intervenire nella dialettica sociale e creare un processo evolutivo che non sia elitario e gerarchico ma, per far ciò, l'alternativa deve nascere in noi.
Anche qui ripeto l'osservazione che emerge dall'analisi di molte rivoluzioni sociali: se i singoli non compiono un passaggio verso la libertà, il sistema creato per sostituire il passato, rispecchierà la medesima meccanica precedente e, semmai, solo con un grado di complessità maggiore.
Questa maggiore complessità di solito si traduce in una più difficile individuazione degli appartenenti all'élite.
ESPRESSIONE DELL'UNICITA' NELL'UNICO
Il punto che voglio portare alla vostra attenzione è la consapevolezza su di voi, sull'essere un qualcosa di unico ed irripetibile nell'intero universo.
Ognuno di noi è unico e portatore di una grande dignità e capacità di creare armonia.
Un esempio è quello del coro e dell'orchestra nella quale ognuno esprime le proprie qualità, all'interno di un sistema armonico.
La differenza è che mentre nell'orchestra e nei cori abbiamo un direttore, espressione di un sistema di guida esterna, nella nostra realtà ognuno di noi è il proprio direttore.
Quindi non si avrà uno spartito-destino da eseguire ma, invece, si creerà sulla forza dell'onda complessiva che si crea e dell'armonia o disarmonia che si produce assieme.
Ogni singola voce e partecipante è essenziale nel suo contributo all'insieme.
Il sistema di interconnessione, originario, che rappresenta l'essere unico di tutti noi con il cosmo, può manifestarsi nelle strutture sociali ma oggi non abbiamo ancora, a mia conoscenza, esempi molto ampi.
Il modello dominante che sta crollando è quello piramidale-dirigista che condiziona i singoli in questa prigionia auto-sostenuta.
Ora per vari motivi molti di noi stanno ripensando alla propria vita e riorganizzandosi in funzione di altre priorità.
E' un momento difficile, poiché nel momento in cui si cambia il vecchio sistema non può più sostenerci, ma stiamo creando il nuovo.
Ricordate l'Eden che è nel futuro? Noi stiamo creando quell'Eden in ogni pensiero, emozione ed azione che rinnoviamo.
Non vi è qualcuno, però, che abbia la visione di dove andremo e chi la propone, spesso, ha semplicemente esteso il proprio punto di vista come se questo potesse essere accolto dagli altri.
La co-creazione, invece, essendo un processo senza “spartito” si evolve su se stessa ed apre potenziali che man mano possono essere colti.
L'aspetto che vorrei approfondire è questo: l'unicità nell'unico.
I sistemi gerarchici e le menti-meccaniche vedono l'unico in funzione della coordinazione di risorse per certi obiettivi ma non valutano l'unicità e l'imprevedibilità.
Nel loro processo è fondamentale, anzi, la prevedibilità poiché la mente distaccata dall'intuizione opera solo in un ciclo previsione-preparazione-problema-soluzione-esperienza (l'esperienza è poi la sorgente della previsione successiva).
Nei sistemi interconnessi, invece, la soluzione è presente all'interno del problema ed, anzi, potremmo dire che il problema è solo una fase transitoria dell'emersione del nuovo equilibrio, che risulta più armonico con il tutto ed i singoli.
Il complesso e le individualità ritrovano l'unità e, nel compiere questo in maniera pratica, si ricrea una sintonia tra i livelli e dimensioni della nostra umanità.
Il conflitto che esiste tra individuo e gruppo viene superato non perchè l'individuo si adegui al gruppo ma perchè il collettivo è espressione delle individualità
Se questo risulta chiaro, è possibile leggere in maniera diversa alcune affermazioni che provengono da varie fonti.
Non tutti quelli che espandono l'idea che siamo UNO, che poi è la nostra natura, concordano nel come manifestare l'Unione.
E' utile comprendere non solo la base del ragionamento, perchè il fatto di essere uniti è già una realtà, ma come questo viene visto nell'applicazione sociale.
Se nell'applicazione che emerge dall'individuo o dal gruppo che proclama l'Uno, osserviamo la mente-macchina e la piramide, ciò ci aiuta a comprendere il vero processo al quale possiamo o meno dare il nostro supporto.
Potremmo persino trovare chi proclama la separazione, perchè la sua visuale si ferma a livello dell'individuo, ma nell'applicare questo attua sistemi che agevolano la libertà di espressione.
Quindi non è essenziale e determinante ciò che si proclama ma ciò che si è nella realtà applicativa.
La mente-macchina può ripetere (con le parole e come strumento di mascheramento) concetti apparentemente liberanti e poi attuare sistemi condizionanti.
L'essere umano equilibrato può affermare visioni parziali ma poi agire nell'armonia del tutto.
Difatti l'affermazione può risentire della visione mentale della situazione personale ma se vi è coordinazione e comunicazione con il proprio Centro, l'applicazione diviene equilibrata.
Senza comunicazione con ciò che si E' e con la profonda natura personale, i migliori programmi e progetti diventano efficienti sistemi di contenimento e gestione condizionante.
Perchè la mente-macchina può essere affascinante e perchè si è sviluppata?
RAGION D'ESSERE DI UNA ESPRESSIONE DEL MOLTEPLICE: LA MENTE-MACCHINA
Non intendo fare uno studio storico ma intuisco che se è emersa una certa tendenza essa ci porta comunque un insegnamento.
Provo a fare un esempio di vita concreta che forse può aprirci degli spazi interiori.
In caso di aggressione subita da un piccolo gruppo, umano od animale, la coordinazione delle risorse del gruppo permette di gestire meglio l'aggressione.
In una risposta che sia rapida, la presenza di un leader permette di agire con rapidità.
Il sistema piramidale e gerarchico, con precisi ruoli e flussi di comando, permette di affrontare la minaccia con una certa efficacia.
Questo sistema, nel momento nel quale lo si volesse approntare in casi di emergenza, dovrebbe essere limitato a questa tipologia di situazione e non certo adottata come sistema ordinario.
Nel tempo però questa utilità dei singoli, di alleggerirsi della responsabilità di dover affrontare varie problematiche e le conseguenze delle proprie azioni e scelte.
Penso che quanto descritto possa essere stata un ottimo ingresso ad un fenomeno di gestione delle risorse privilegiate: una volta iniziato questo meccanismo, i sistemi gerarchici hanno sempre più ricevuto sostegno dal collettivo in un circuito imprigionante sempre più stringente.
Per usare una metafora: virus ha ricevuto sempre più nutrimento sino a che si è espanso a tutto l'organismo sociale.
I singoli appartenenti al sistema gerarchico ci si avvicinano perchè sognano un benessere e non si rendono conto, se non troppo tardi, che entrare nella dinamica significa cedere la propria libertà.
Per tanti motivi, una volta entrati in un circuito mentale è molto difficile tornare indietro.
In questa epoca, però, questa dinamica di trasformazione è facilitata, perchè possiamo percepire di essere ad un punto di svolta.
La scelta di ognuno modificherà la direzione collettiva: la tua scelta è fondamentale.
CHE MANIFESTAZIONE DELL'UNICO SCEGLI?
Gerarchia piramidale od interconnessione?
Dominio o condivisione e cooperazione?
Omologazione od Unicità nell'Unico?
Ecco la grande domanda a livello sociale, alla quale ognuno di noi risponderà, poiché non esiste in realtà astensione: o si propende verso la mente-macchina o verso l'essere umano integro.
Oblio o consapevolezza?
Prigionia vincolata alle droghe mentali ed emozionali o libertà ed espressione della propria unicità creatrice?
Ecco la grande domanda individuale che confluirà, poi, nel sistema globale.
In altro modo: si desidera la Separazione o l'Unione?
Si può agevolare la separazione in sé, tra i propri aspetti (tra mente e Cuore, tra mente e corpo, tra coscienza e mente) e nella società (élite e sudditi).
Si può contribuire all'Unione in sé ( in una nuova attitudine di riconoscimento e rinnovamento) che è armonica all'Unione originaria che trova finalmente una più piena espressione nella società.
Sono opzioni che possono essere entrambe praticabili ma tu, che leggi, quale scegli?
La scelta è dentro di noi ed una volta che essa è stabilizzata diviene realtà nel comportamento, nel sociale e nel collettivo multidimensionale.
Ognuno di noi è centrale in questo grande processo: vivere il punto di svolta è una grande opportunità, auguro a tutti di poterla cogliere (ed accogliere) al meglio.
Al prossimo archetipo.
Luca Ferretti
www.trasformazioneconsapevole.it
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