Guarire un antico archetipo per essere più liberi: l'Obbedienza di Abramo

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PREMESSA


Tratterò una tematica che può creare fraintendimenti e cerco, in poche parole, di facilitarvi la lettura.


  • Questo articolo non vuole essere di carattere religioso.

  • Non si vuole interpretare la storia narrata dal punto di vista delle tante Fedi, che ne fanno uno scritto considerato sacro.

  • L'esame che porto alla vostra attenzione non è espressione dello studio millenario che in vario modo ha letto e riletto queste parole, disvelandone vari piani di significato.


Senza invadere quindi spazi di competenza di altre tipologie di studio, si vuole offrire uno stimolo per comprendere che attraverso questo episodio contenuto nella Bibbia è stato trasmessa a tutti noi una idea che, se non approfondita e maturata, può creare dei grandi fraintendimenti nel vivere personale e quale appartenente ad una comunità.


  • Chiarisco anche che quanto espresso non è contestualizzato all'interno del quadro complessivamente disegnato dalla Bibbia.

 

Ciò potrebbe sembrare un errore, poichè sappiamo che se prendiamo un elemento fuori dal contesto andiamo a mutarne il significato, ma è il modo nel quale questi insegnamenti, immagini, precetti vengono trasmessi da secoli a tutti noi.

Ciò che è importante ai fini di quello che desidero offrirvi, come spunto di riflessione, è comprendere che siamo esposti, sin da piccoli, a concetti che accettiamo così come ci vengono trasmessi e che percepiamo con le capacità di un bambino, che non approfondisce il contesto e le motivazioni del perchè una certa immagine simbolica viene usata.

Dentro di noi queste acquisizioni rimangono ferme per tutta la vita e fungono da collegamento all'archetipo corrispondente: in questa sinergia la nostra vita viene plasmata da questi contenuti.



La mia attenzione riguarda gli archetipi, cioè quelle forme primordiali che possono condizionarci pesantemente nel nostro pensare ed agire.

Gli archetipi emergono in vario modo e li troviamo espressi, con chiarezza, in alcuni testi centrali della nostra cultura come la Bibbia.



Anche per persone che si definiscono non credenti e che non sentono di dare un particolare significato a questi scritti, esso ha degli effetti.

Se immaginate che la Bibbia è il testo maggiormente diffuso e letto, fonte di guerre e riappacificazioni, di dolore ed anche crescita spirituale e che una moltitudine di persone hanno toccato ed usato il contenuto, in un modo o nell'altro , di questi insegnamenti, potrete anche sospettare quanto questi siano inscritti dentro le profondità di noi.

Da generazioni, per una cultura come la nostra di tradizione cattolica, ascoltiamo queste storie che come favole sono entrate nel nostro immaginario personale.

La stessa memoria dei nostri predecessori ci ha trasmesso contenuti, in parte rielaborati, ma che possono essere ricondotti a questo riferimento di base.

Le vie di trasmissione di un concetto primordiale, un archetipo, sono infinite e si rinnovano nel tempo, parallelamente all'evoluzione della società.



Aggiungo che essendo questo tipo di concetto precedente alla stessa Bibbia, attraverso di essa veniamo a conoscenza di una delle tante ramificazioni di un albero ben più vasto e che si dispiega sin nella notte dei tempi.



E' evidente che siamo, anche non volendo, condizionati da esso e possiamo uscire da questo condizionamento grazie alla Consapevolezza di alcuni aspetti di questa immagine interiore.

Si diverrà, quindi, capaci di scegliere quali contenuti esprimere nella propria vita e si riacquisterà una maggiore Libertà personale, nel pensare e nell'agire.

La libertà va costruita, ognuno per sé stessi, e non è data automaticamente poiché nella nostra società siamo fortemente indirizzati e plasmati da “altro”, lontano spesso dalle nostre aspirazioni profonde.

Stiamo imparando ad attingere al nostro metaforico pozzo, dove l'acqua può essere trovata limpida e che mai si prosciugherà, piuttosto di rimanere dipendenti dall'acqua altrui.

E' una ricerca di autonomia che permetterà di far emergere le personali qualità e caratteristiche, affinchè possano essere di sostegno ed esempio nel nostro sociale, familiare e collettivo.

Infine, prendete le mie parole come una “ipotesi di lavoro” e cercate di trarne il miglior beneficio personale.

Non parlo da uomo di fede religiosa o come studioso di questi testi ma da uomo che ha fede nell'Amore che l'essere umano può esprimere tutti i giorni.

 


L'ARCHETIPO DELL'AUTORITA' FEROCE


La ricerca della Libertà personale è una delle più grandi ricerche dell'umanità, nel suo complesso, e spesso ne parlo e ne ho scritto, essendo oggetto principale del mio lavoro.

Nella mia esplorazione e sperimentazione di sistemi volti ad aumentare la nostra capacità di espressione ho, in modo approfondito e consapevole, da tempo iniziato ad interessarmi di ciò che viene definito Archetipo.

Di recente, riflettendo sulla tendenza delle persone a sottomettersi ad un'apparente autorità esterna, superiore ad esse, e su come questo sia fonte di grandissimi squilibri interiori e nei rapporti interpersonali, ho iniziato anche ad esaminarne alcune radici.

Mi sono imbattuto o possiamo dire che da me è emersa questa storia, che sin da piccolo ho ascoltato e che ora sto “guardando” con più consapevolezza.

In questo scritto inizia una esplorazione di uno dei grandi limiti che l'umanità ha manifestato nei passati millenni e che è fonte di una innumerevole quantità di dolore sia ieri che oggi.

Questa storia, per come ci è raccontata, era già presente nella coscienza dell'umanità in infinite diverse forme e già applicata, nelle sue conseguenze.

In effetti uso il testo biblico perchè ci offre una descrizione stabile di questo archetipo che esiste, però, a prescindere dalla descrizione contenuta nella Bibbia.

Certamente il carattere del testo e l'importanza che esso riveste, per l'evoluzione della civiltà occidentale e moderna, ne amplifica l'effetto.

L'archetipo, però, era parte di noi e dell'umanità da molto prima e possiamo dire che rappresenta una fase dello sviluppo sia individuale che sociale.

Leggiamo la storia.


Bibbia - Genesi 22


1 Dopo queste cose, Dio mise alla prova Abramo e gli disse: «Abramo, Abramo!». Rispose: «Eccomi!». 2 Riprese: «Prendi tuo figlio, il tuo unico figlio che ami, Isacco, va' nel territorio di Moria e offrilo in olocausto su di un monte che io ti indicherò». 3 Abramo si alzò di buon mattino, sellò l'asino, prese con sé due servi e il figlio Isacco, spaccò la legna per l'olocausto e si mise in viaggio verso il luogo che Dio gli aveva indicato. 4 Il terzo giorno Abramo alzò gli occhi e da lontano vide quel luogo. 5 Allora Abramo disse ai suoi servi: «Fermatevi qui con l'asino; io e il ragazzo andremo fin lassù, ci prostreremo e poi ritorneremo da voi». 6 Abramo prese la legna dell'olocausto e la caricò sul figlio Isacco, prese in mano il fuoco e il coltello, poi proseguirono tutt'e due insieme. 7 Isacco si rivolse al padre Abramo e disse: «Padre mio!». Rispose: «Eccomi, figlio mio». Riprese: «Ecco qui il fuoco e la legna, ma dov'è l'agnello per l'olocausto?». 8 Abramo rispose: «Dio stesso provvederà l'agnello per l'olocausto, figlio mio!». Proseguirono tutt'e due insieme; 9 così arrivarono al luogo che Dio gli aveva indicato; qui Abramo costruì l'altare, collocò la legna, legò il figlio Isacco e lo depose sull'altare, sopra la legna. 10 Poi Abramo stese la mano e prese il coltello per immolare suo figlio. 11 Ma l'angelo del Signore lo chiamò dal cielo e gli disse: «Abramo, Abramo!». Rispose: «Eccomi!». 12 L'angelo disse: «Non stendere la mano contro il ragazzo e non fargli alcun male! Ora so che tu temi Dio e non mi hai rifiutato tuo figlio, il tuo unico figlio». 13 Allora Abramo alzò gli occhi e vide un ariete impigliato con le corna in un cespuglio. Abramo andò a prendere l'ariete e lo offrì in olocausto invece del figlio. 14 Abramo chiamò quel luogo: «Il Signore provvede», perciò oggi si dice: «Sul monte il Signore provvede». 15 Poi l'angelo del Signore chiamò dal cielo Abramo per la seconda volta 16 e disse: «Giuro per me stesso, oracolo del Signore: perché tu hai fatto questo e non mi hai rifiutato tuo figlio, il tuo unico figlio, 17 io ti benedirò con ogni benedizione e renderò molto numerosa la tua discendenza, come le stelle del cielo e come la sabbia che è sul lido del mare; la tua discendenza si impadronirà delle città dei nemici. 18 Saranno benedette per la tua discendenza tutte le nazioni della terra, perché tu hai obbedito alla mia voce».

 

 

Ora il testo, suggestivo di tantissime considerazioni, verrà esaminato non nella sua completezza, poiché ciò occuperebbe uno spazio molto ampio e potrebbe portarci lontano dall'oggetto di questo lavoro.

Staccandoci un po' dalla citazione, ora procediamo a ciò che gli artisti ci hanno trasmesso ed, attraverso loro, osservare un'altra dimensione dell'archetipo.

C'è da dire che in tante immagini che vengono date dagli artisti, appare l'angelo che blocca materialmente la mano di Abramo ma, nello scritto, questo non è presente in quanto ci viene narrato di un contro-ordine dato verbalmente (11 Ma l'angelo del Signore lo chiamò dal cielo e gli disse ).

Sappiamo però la potenza delle immagini che suscitano immediato riscontro dentro di noi e, quindi, osserviamole come parte di questa riflessione.

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Aggiungo qui che, per farvi capire il tipo di lavoro che stiamo facendo, potete considerarlo come prendere della sabbia e far fluire le parti più piccole per poter trattenere le pietre più grandi o, in altro esempio, liberare un oggetto dalla terra che lo ricopre e lo ingloba.

In questo modo l'archetipo emerge più chiaro.

 

 

Caravaggio, "Il sacrificio di Isacco", 1601-02, Galleria degli Uffizi, Firenze

 

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Andrea Mantegna, Sacrificio di Isacco, dettaglio del Trittico degli Uffizi (1460 circa)

 

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"Sacrificio di Isacco" realizzato nel 1635 dal pittore Rembrandt Harmenszoon Van Rijn. Museo dell'Ermitage di San Pietroburgo.

 

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Queste sono immagini che si sono rafforzate in ognuno di noi, sia direttamente in funzione del racconto verbale e scritto che abbiamo ascoltato e letto, sia alle opere che sono disseminate in centinaia di luoghi dedicati al culto.

Se voi stessi cercate di riportare alla mente l'episodio, vi accorgerete che emergerà immediatamente una immagine simile a quella riprodotta sopra.

E' uno degli episodi più citati e significativi, nel quale lo schema di riferimento che osservo essere più palese, è quello che ora delineo.

(per chi dovesse essere disturbato e non sentirà di procedere ulteriormente, avviso che questo episodio ha dimensioni multiple di lettura, io ne toccherò alcune tra quelle adeguate al percorso che sto compiendo in questo scritto).

 

UN PRIMO SCHEMA DEL RACCONTO DEL SACRIFICIO/OLOCAUSTO

 

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Il dio di Abramo ORDINA un atto, una PROVA DI OBBEDIENZA, di eccezionale importanza.

 

Abramo ACCOGLIE L'ORDINE e si appresta ad ESEGUIRLO, rispettando l'ordine nella ritualità del proprio credo.

 

L'Angelo interviene a BLOCCARE L'ATTO, nel momento estremo.

 

Solo allora si conosce chiaramente l'ALTERNATIVA, che è percepita come un primo premio all'ubbidienza: la vita di Isacco è risparmiata.

 

Si conosce il secondo premio all'ubbidienza è la “benedizione di ogni benedizione”.

 

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Quindi dal racconto potremmo sintetizzare ancor di più con la seguente affermazione-insegnamento:

 

se si esegue senza discussioni l'ordine di dio, si ha il più grande premio.

 

Ora nella Bibbia per come è caratterizzata, offre la descrizione di dio quale autorità massima, indiscutibile.

Quindi possiamo compiere un altro passaggio:

 

se si esegue senza discussioni l'ordine dell'autorità, si ha il più grande premio.

 

Se eliminiamo gli attributi di fede che questo racconto possiede, possiamo osservare la struttura fondamentale che è quella, in realtà, che parla ad ognuno di noi.

Alcuni potrebbero non sentire immediatamente di compiere questo passaggio, ma invito a sperimentare e proseguire.

 

Quale natura ha il premio?

Innanzitutto il premio immediato è la salvezza della vita di Isacco. Abramo è riconoscente, si presume o almeno si immagina a seguito di una identificazione che si ha tra il lettore ed il personaggio della storia.

Anche Isacco è riconoscente, su questo penso possiamo concordare e se ci siamo immedesimati in lui anche noi lo siamo, in qualità di lettore/ascoltatore.

Poi c'è il premio seguente: un premio che investe l'abbondanza materiale, il potere ed il futuro:

 

17. …..la tua discendenza si impadronirà delle città dei nemici. 18 Saranno benedette per la tua discendenza tutte le nazioni della terra, perché tu hai obbedito alla mia voce».

 

Quindi in questa parte viene enfatizzata l'aspetto di potere e di autorità che in qualche maniera viene trasmesso all'obbediente: la sconfitta dei nemici data per certa, viene poi colorata da un attributo che giustifica il potere e l'autorità sui nemici, i quali sono benedetti grazie alla obbedienza di Abramo.

Si crea, quindi, l'inizio di una gerarchia che promana da dio, giunge ad Abramo ed i suoi discendenti per toccare tutte le nazioni.

Ora qui si potrebbe aprire un'analisi davvero ampia ma, ripeto, “manteniamoci leggeri” e procediamo nella sola esamina dell'archetipo e del senso profondo che questo ci comunica.

 

Quindi l'ultimo passaggio che vi offro è questo:

 

se si esegue senza discussioni l'ordine dell'autorità, si ha il più grande premio personale ed il potere sugli altri.

 

Come percepite questi passaggi?

Cos'è per voi l'autorità? Una persona, un gruppo, una ideologia?

Pensate dentro di voi che “se eseguite senza discussioni l'ordine dell'autorità, otterrete il più grande premio personale ed il potere sugli altri”?

Se non lo pensate, analizzando i vostri comportamenti nella vita quali la scelta del lavoro e come costruite i rapporti sociali, notate che avete comunque adottato questo atteggiamento?

Lo notate negli altri?

In aspetti e meccaniche della nostra società?

 

Prendetevi del tempo per rifletterci ed ascoltare la vostra verità interiore.

 

LE IMMAGINI ARTISTICHE FANNO EMERGERE UN ALTRO ASPETTO

Andando ad usare anche la sinteticità data dalle immagini, viene rappresentato il momento che possiede la più alta intensità emotiva, dell'intervento angelico.

 

Qui ci viene fornito chiaramente un altro aspetto dell'archetipo: l'essere umano viene distolto dal suo intento, che viene percepito simile a follia da coloro che non siano legati al principio dell'obbedienza a precetti religiosi, solo grazie ad un intervento esterno.

 

In queste immagini viene rappresentata la condizione umana che è determinata da poteri che si mostrano più ampi e che sembrano giocare nella manipolazione del singolo.

Queste immagini ci fanno trarre un respiro di sollievo ma instillano in noi il concetto che la salvezza umana giunge dall'esterno.

Di nuovo, siamo vittime dell'autorità sia nel compiere un'azione che sentiamo non equilibrata che nel momento di cambiare direzione all'azione.

 

Quindi la domanda che vi faccio è:

vi ritenete capaci di scegliere ed agire autonomamente per il meglio o, nella vostra vita, attendete l'aiuto di qualche forza esterna mentre vi avviate all'olocausto, di cui voi siete i protagonisti-vittime?

 

Ecco un altro livello dell'archetipo.

 

Quindi l'Autorità, una forza maggiore ed esterna, viene reputata l'origine di tutte le azioni umane.

 

Abbiamo una prima catena di significati : ordine-obbedienza-contrordine-premio.

 

Vi è anche una seconda catena di significati: azione contraria al sentire (ma necessitata dalla prima catena di significati) e necessario intervento esterno, autoritario, per riportare equilibrio.

 

Dalla prima serie emerge la convenienza ad obbedire.

Dalla seconda serie emerge una incapacità di fare autonomamente ciò che è equilibrato.

Da questi due riflessioni, possiamo dire che l'essere umano viene descritto come dipendente totalmente dall'esterno.

La Libertà è tramontata dietro la convenienza e la giustificazione di una natura umana che viene percepita come sbagliata.

Se nel peccato originale si descrive la disubbidienza e le conseguenze nefaste, in questo episodio di descrive l'ubbidienza e il beneficio che ne consegue: è una vera tenaglia concettuale e non solo.

 

Cosa ne pensate ma soprattutto cosa sentite in voi?

Questi processi sono dentro di voi o si sono manifestati in qualche ambito della vostra vita?

 

 

DALL'ARCHETIPO ALL'EVOLUZIONE PERSONALE: COSA SIGNIFICA PER NOI NELLA SOCIETA' ATTUALE E NEL TEMPO PRESENTE

 

Si potrebbe pensare che nella nostra attuale società i racconti biblici abbiano poca o nulla influenza ma se avete seguito il mio ragionamento, forse potreste iniziarne a vedere alcuni effetti.

Ricordando che la Bibbia descrive archetipi già esistenti: non è solamente negli estensori della stessa che dobbiamo vedere delle responsabilità.

In quanto archetipo e significato insito in noi possiamo, ognuno, modificare il proprio atteggiamento per ricostruire una maggiore libertà.

Dentro di noi abbiamo tutti i contenuti e personaggi di qualsiasi storia possiamo immaginare, che sia vera o falsa.

Dentro di noi abbiamo Abramo, ma anche Hitler come Gandhi.

Dentro di noi possediamo i potenziali dell'umanità intera che, però, vanno riscoperti, ascoltati e praticati.

Se scegliamo aspetti squilibrati, la responsabilità e soprattutto nostra: se si riconosce questo si trova la via per cambiare.

 

Tutto il lavoro che ho svolto in questa breve esamina ha l'unico scopo di far capire questo ulteriore passaggio.

Se immagino me stesso e l'umanità come obbediente e privilegiato oppure come vittima e salvato, sto delegando la mia capacità di scelta ed il mio potere al altre persone.

 

Nella storia biblica, il rapporto Abramo con dio può offrire tutta una serie di significati che lascio al sentire personale, per quanto riguarda le concezioni trascendentali che ognuno di noi può nutrire.

La storia, però, si è prestata a creare qualcosa di squilibrante in noi perchè si opera una sostituzione tra dio con il padre biologico (o capo-famiglia) e l'autorità.

Questo passaggio è un problema sentito e vissuto nella nostra attuale società che mostra, ancora, aspetti molto lontani da quella che potrebbe essere una espressione di consapevolezza sociale e personale.

 

Nell'attuale cultura vediamo come molte persone si avvicinino a ruoli di autorità, divenendo e sentendosi dei privilegiati, arrogandosi la possibilità di utilizzare a proprio vantaggio il ruolo ricoperto: un contributo determinante lo offre questo schema.

Esso può demolire dei principi etici, ad esempio, di servizio poiché interiormente si vive il ruolo che abbiamo visto nella storia svolto da Abramo, dell'obbedienza ad un Potere che offre Abbondanza e Potere sugli altri.

 

La ricostruzione di una libertà personale passa anche dal riconoscimento di meccaniche che operano sotto il livello consapevole ma che sono fortemente limitanti.

Il Servizio agli altri, ad esempio, può nascere dal riconoscersi negli altri e nel rispetto degli altri ma non da un precetto intellettuale.

Difatti la forza di ciò che opera nel non consapevole è devastante se non viene compresa e trasformata dalla consapevolezza.

Quando dentro di noi avremo modificato delle meccaniche, scegliendo attributi diversi della nostra umanità, allora potremo manifestare una vita diversa.

Altrimenti ci si ritrova a vestire “i panni di un personaggio” senza saperlo.

 

Alle volte vedo molti, mossi da intenti che sembrano innovatori ma che, poi, nella pratica ci ripropongono una necessità di essere diretti da altri e da regole superiori ma sempre esterne.

Molte rivoluzioni, potenzialmente liberanti, sfociano in dittature proprio per questo processo: il liberatore si trasforma in autorità "per il bene supremo" e compie misfatti peggiori dei suoi predecessori.

Nel riconoscere questa spinta alla devozione dell'autorità, nello smontarla attraverso l'osservazione della sua origine ed elementi costitutivi e nel valutare le conseguenze nefaste per i singoli e la società nel suo complesso, potremo davvero compiere un passaggio.

 

LIBERARSI DALL'OBBEDIENZA ED UNA ULTERIORE LETTURA DELLA STORIA.

 

Ogni singolo ha necessità di riappropriarsi della sua dignità e Bellezza intrinseca.

Liberarsi dal fardello di una obbedienza, dettata da qualche errore di cui abbiamo perso memoria e condita da una sfiducia in sé e nella propria capacita di scelta differente, è oggi importantissimo.

Non significa, lo preciso, rifiutare i credo religiosi perchè molti, nel leggere l'esempio che ho portato potrebbero pensare e criticare questo.

Dal mio punto di vista il credo religioso deve essere elevato, per chi vuole mantenerlo come parte della propria vita, ad una forma diversa che sia più armoniosa.

 

Ed a questi offro un suggerimento:

 

chi è l'angelo?

 

Nella storia nessuno sottolinea questo aspetto: perchè dio si pronuncia nell'ordine e poi nel contro-ordine manda un emissario?

Vi era la linea telefonica occupata? Aveva altro da fare? E' più importante ordinare la distruzione che la salvezza? Abramo era avvolto dalla furia omicida e dal dolore da non poterlo sentire?

Cercate una risposta, se volete, che sarà sempre e comunque una opinione non verificabile.

 

Al di là di questo però vediamo apparire un angelo, una figura diversa che interrompe l'olocausto di Isacco.

 

E se l'angelo rappresentasse la nostra Coscienza? La nostra parte più elevata che è custodita in noi e che, spesso, non vedendola ci si presenta sotto “diverse immagini”?

E se tutto l'archetipo potesse essere guarito, dal suo squilibrio intrinseco, facendo emergere un'altra interpretazione?

 

Vi propongo questa:

 

la bellezza dell'essere umano emerge nel momento in cui recupera la propria cosciente autonomia dai vincoli esterni.

 

L'angelo potrebbe avere il viso di Abramo da giovane?

La vita di Isacco, l'innocenza e la purezza del bambino, viene salvata da una versione di questa purezza più evoluta?

L'immagine che ci offrono gli artisti è evidente:

un anziano che sta distruggendo la vita giovane e viene salvato dalla giovinezza eterna dell'angelo.

Questo è un archetipo che può aiutarci se lo utilizziamo.

La giovinezza è flessibilità e cambiamento.

 

Nella nostra vita l'angelo siamo noi stessi, la parte di noi che è giovane e vitale. Essa possiede la forza di cambiare gli eventi ed il mondo a patto di farla emergere.

La Bellezza emerge nella sua forza: Bellezza offerta come olocausto ma che ha anche la forza di evitarlo.

La Bellezza interiore di cui parlo spesso, "l'essere angelo e spirito" che appartiene a tutti noi, perchè fondamento del nostro Essere ma che va ricordato, richiamato, reso partecipe della nostra quotidianità.

 

DALL'UBBIDIENZA ALLA RESPONSABILITA'

 

La Libertà e la sua espressione permette di manifestare le qualità più elevate dell'essere umano mentre l'ubbidienza ha mostrato, storicamente e nella nostra vita, la capacità di creare i più grandi squilibri.

Vi è, quindi, uno spostamento dall'ubbidienza alla responsabilità.

Una persona libera che è consapevole del proprio potere e di quello altrui, non entra nel dominio e nella dipendenza ma si sviluppa in armonia con lo sviluppo altrui perchè ha in sé l'elemento della responsabilità.

Comprende che l'equilibrio interiore, nato dal riconoscimento della propria natura profonda, va alimentato e sostenuto attraverso un uso responsabile di questo potere.

Sappiamo che, infatti, se si scivola nella volontà di limitare gli altri, per un proprio beneficio egoistico e miope, si vanno ad innescare tutta una serie di processi che andranno a limitare la propria Libertà, inquinando la manifestazione della propria essenza.

Queste ultime considerazioni ve le offro come stimolo e non le approfondisco, ora, ulteriormente.

 

L'INTUIZIONE DI ABRAMO

 

Ulteriore stimolo, per arricchire questa superficiale trattazione.

Un altro passaggio della storia: 7 Isacco si rivolse al padre Abramo e disse: «Padre mio!». Rispose: «Eccomi, figlio mio». Riprese: «Ecco qui il fuoco e la legna, ma dov'è l'agnello per l'olocausto?». 8 Abramo rispose: «Dio stesso provvederà l'agnello per l'olocausto, figlio mio!».

 

Quindi in Abramo vi era una intuizione di ciò che forse doveva accadere poi?

Se affermiamo che ciò sia possibile, l'archetipo ubbidienza-esecuzione-premio crolla.

In effetti se Abramo conosceva il fatto che stesse giocando “una parte” ma che l'esito sarebbe stato fausto, miracoloso, recuperiamo un aspetto di noi, di ognuno di noi, molto importante.

Abbiamo pensato che si trattasse di ubbidienza all'esterno e se questa, invece, avesse nascosto la sintonia con la parte più profonda di sé che offre aperture su ciò che accadrà, al di là del razionale?

Se Abramo aveva già intuito lo sviluppo degli eventi, la sua risposta (data al figlio) quindi appare frutto di sincerità e non della codardia che gli impedisce di ammettere il suo proposito al figlio.

Ecco che, forse, riusciamo a recuperare la sua figura ma soprattutto la nostra.

 

L'archetipo può essere elevato alla sua versione più equilibrata considerando un bilanciamento di quanto fosse giunto dall'esterno tramite un contatto percepito come trascendentale, con quanto emergeva nel cuore di Abramo in contatto con la sua Purezza Originaria, con la sua parte profondamente vera ed espressione dell'Essere.


In una moderna versione, si sarebbe potuto affermare che la sincronicità e la co-creazione fossero all'opera.

 

Ecco emergere la fondamentale importanza di ascoltare il nostro profondo sentire e, se ci fidiamo di noi stessi, non stiamo ubbidendo all'autorità ma all'unica autorità vera: il nostro Essere.

 

A voi la scelta di usare per voi stessi alcuni di questi elemento o nessuno.

 

 

LA FLUIDITA' DEGLI ARCHETIPI

 

Con la consapevolezza possiamo modificare gli effetti degli archetipi su di noi, sia perchè possiamo attingere ad altri archetipi di significato e natura diversa da quello limitante e sia perchè ne possiamo creare dei nuovi, costantemente.

L'essere umano ha potenzialità illimitate a patto di riconoscersele ed esprimerle in maniera equilibrata.


Scrivo nella giornata che è dedicata all'Unità d'Italia ed è un tempo interessante.

E' possibile creare Unità vera se basiamo i nostri rapporti sul potere esercitato a scapito degli altri?

E' possibile creare Unità nel sociale se non abbiamo creato Unità dentro di noi?

E' possibile creare Unità in noi se non ci conosciamo?

Ci conosciamo se non ci ascoltiamo?

 

Se le vostre risposte saranno in sintonia con le mie, forse capirete perchè oggi ho voluto inviarvi questo mio dono che è frutto del mio lavoro individuale e condiviso.

 

Uno stimolo, una ipotesi di lavoro ma emersa “dal meglio di me”.

 

Luca Ferretti

 

 

www.trasformazioneconsapevole.it

 

i prossimi appuntamenti

http://www.trasformazioneconsapevole.it/appuntamenti-conferenze-seminari.html

 


 

 


Commenti  

 
#2 Luca 2012 2012-01-12 18:31
grazie a te, siamo tutti magnifici e posso augurarci che la nostra magnificenza possa emergere sempre più! :-)
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#1 Angelica Barbieri 2012-01-12 15:33
Sei magnifico...semplicemente. Decisamente in sintonia con me..Angie
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