IL CENTRO DEL CENTRO COME NUOVA RICERCA DI CONSAPEVOLEZZA
Siamo esseri complessi, su questo vi sarebbe un fiume infinito di parole da usare anche se solo volessimo considerare la meraviglia che il corpo fisico desta già ad una sua superficiale osservazione.
Abbiamo cercato, come tentativo di una parte dell'umanità inebriata dallo “spirito scientifico”, di sezionare l'unità alla ricerca di spiegazione e, certo, molte cose sono state apprese e grandi sono stati i progressi della teoria e pratica medica.
E' altrettanto indiscutibile, però, che nel processo biologico di funzionamento delle nostre ampie attività si mostra ancora una complessità ed armonia che lasciano senza parole e senza spiegazione.
Nell'inoltrarsi poi nei meandri della mente e dell'ambito emozionale, anche qui parlare di impulsi nervosi e chimici non aiuta a trovarne le chiavi ma solo a percepirne alcune grossolane conseguenze.
Mi sono soffermato ultimamente a leggere alcuni documenti sui frattali e sugli ologrammi che mi hanno incuriosito e che mi spingono a fare ora un ardito collegamento.
I frattali sono figure geometriche molto particolari, che vedono il ripetersi di un tema dentro sé stesso, e che hanno alla base una funzione matematica.
Gli ologrammi sono una rappresentazione di oggetti reali che grazie ad una specifica metodica possono essere riprodotti partendo da una informazione contenuta su un supporto che, se diviso in più parti, mantiene sempre la capacità di riprodurre l'immagine intera.
Alcune idee fuoriescono dal loro ambito originario di concepimento per estendersiin altri ambiti e questo accade quando si tocca qualche meccanica universale.
Ciò è avvenuto con i frattali e con gli ologrammi: alcuni stanno esplorando i frattali per comprendere i sistemi apparentemente caotici, come la forma delle montagne, delle coste e delle piante per capirne il processo di sviluppo ed altri attribuiscono proprietà olografiche al cervello ed all'intero universo.
Negli ologrammi abbiamo la possibilità, quindi, di ritrovare l'informazione del tutto nella parte mentre nei frattali possiamo trovare la figura del tutto nelle dimensioni più piccole.
RIVOLGIAMO L'ATTENZIONE A NOI STESSI
Se consideriamo che possiamo pensare che proprietà olografiche ed espressioni frattale siano quelle che contribuiscono a creare la nostra manifestazione personale, forse potremmo aprire lo spazio ad alcune considerazioni interessanti.
Un antico motto di saggezza recita “come in alto così in basso” per indicare che la meccanica universale è rispecchiata in quella più vicina a noi e sembra sorgere un eco nella frase “Dio creò l'uomo a sua immagine e somiglianza” che è ben chiaro come non indicasse il fatto che vi sia un dio con corpo umano in qualche parte dell'universo ma ben altro.
Altro insegnamento e motto è “conosci te stesso” come chiave per la conoscenza universale.
Quindi nei millenni sembra emergere dalla nostra consapevolezza questa stessa informazione che poi, oggi, viene rivestita da teorie e matematica.
Stiamo anche recuperando, nell'approccio alla cura dell'individuo ma anche all'analisi dei sistemi complessi come la società, una visione olistica che esprime la necessità di comprendere, nella nostra percezione, qualcosa di più che nasce dall'unione delle parti nel tutto.
La maggior parte delle terapie e degli approcci olistici parte dal presupposto che vi sia un sistema di interrelazione molto profondo e potente che permette, attraverso una stimolazione di una parte, incidere sull'equilibrio e stato complessivo.
Stiamo assistendo come diverse professionalità, sviluppate in separati ambiti di attenzione, vengano a confluire per cooperare in un moderno sistema di aiuto integrato.
Scopriamo come emozioni e pensieri plasmino il corpo e che, viceversa, in funzione di ciò che operiamo sul corpo interagiamo anche con le parti meno visibili.
Quindi recuperando i concetti di olografico e frattale, applicandolo all'essere umano, possiamo dire che nell'interagire con la persona se tocchiamo alcuni elementi dell'equazione di base e dell'informazione olografica possiamo, realmente, migliorare l'espressione della persona nella sua vita.
Questo intervento può essere fatto in vario modo e quello più accessibile e di cui voglio parlare è la capacità della consapevolezza di cambiare ogni parte di noi.
Ciò è comprensibile nelle emozioni e nel pensiero perchè sappiamo che le une e gli altri possono essere migliorati e modificati, in vista di una creazione di un equilibrio migliore interiore, grazie alla presa di coscienza su certi aspetti personali e della vita.
Ma anche il corpo può essere modificato grazie alla consapevolezza perchè se immaginate la postura, ed alcuni esercizi di rieducazione applicati a questa, possiamo modificare l'assetto del corpo grazie al portare attenzione su certi movimenti e certe predisposizioni, migliorando la funzionalità meccanica e l'equilibrio generale non solo fisico.
Anche il sistema riconducibile agli archetipi, in forza del quale noi siamo espressione di informazioni che emergono dal collettivo, può essere considerato uno dei tanti stimoli che ci modificano in tutti i nostri aspetti.
Di solito gli archetipi funzionano sotto il livello della consapevolezza ma possono anche essere indirizzati verso un uso migliorativo, come sto esplorando approfonditamente da tempo.
Quindi ciò che noi esprimiamo è un insieme armonico derivante da stimoli individuali, ambientali, collettivi ed universali che confluiscono in noi.
L'espressione “essere interconnessi a tutto” e sempre di più rispondente a quanto si osserva e se siamo influenzati dal tutto e viceversa comprensibile come in qualche modo anche noi offriamo il nostro contributo all'intero.
A questo punto la domanda e l'aspetto ulteriore sul quale voglio portare la vostra attenzione è considera cosa sia “il Centro del Centro”.
INDIVIDUO E COSMO
In questo sistema interdipendente osserviamo un individuo all'interno di un cosmo che appare esterno allo stesso.
Quindi noi ci percepiamo separati ma se andassimo a verificare tutte le influenze che continuamente subiamo e che contribuiscono a creare il nostro essere al mondo, la nostra emozionalità, i pensieri che abbiamo ed, infine, i comportamenti che attuiamo davvero ci rendiamo conto come molto è dovuto a questo afflusso di stimoli che potremmo considerare esterno.
Immaginate, ad esempio, a come siano caratterizzate le diverse culture sul pianeta che esprimono, ognuna, diversi modi di intendere la vita, dalla sessualità, alla vita comunitaria, al sistema lavorativo ed a come si percepisce la vita ed i valori importanti.
Vi è un insieme immenso di educazione e condizionamenti della più ampia natura che incidono su ciò che il singolo pensa, sente e compie.
Però è anche vero che ognuno di noi può osservare questi processi personali e modificarli: io posso andare in un supermercato e sentire l'esigenza di acquistare un prodotto quasi in automatico ma posso fermarmi e rendermi conto che non mi serve quel prodotto ma semmai un altro di qualità identica ma non di quella azienda: se siamo vigili possiamo bloccare l'input del sistema pubblicitario che ci invade quotidianamente.
Se sto guardando la televisione ed ascoltando un programma di informazione di politica internazionale posso cadere nell'ansia di quanto accade in altri paesi, pensando ad un pericolo imminente, ma posso anche cercare diverse informazioni da altre fonti e farmi un quadro più lucido.
Se sono avvinghiato da un sistema economico e lavorativo che sembra non lasciare speranza posso subire la cosa od iniziare a rendermi consapevole di alcuni aspetti e modificare la mia quotidianità, persino il lavoro, per crearmi uno spazio più adeguato a me.
Se vivo uno squilibrio fisico posso accettare come vero un progressivo decadimento delle mie funzioni o cercare altri stimoli e fonti per invertire il processo degenerativo.
Ognuno di noi, quindi, in tutti gli ambiti della vita sceglie costantemente se rimanere un ingranaggio di un sistema più ampio od emergere.
Questo lo si fa a molteplici livelli di cui, al momento, sono consapevole solo in minima parte ma che mi permette di dire di sentirmi più libero che anni fa: aver preso consapevolezza aumenta il mio campo di intervento.
Questo tipo di ragionamento mi porta ad intuire che la maggior parte delle nostre espressioni possono essere modificate operando una scelta e discostandosi da influssi deleteri al nostro benessere.
Ma se subiamo influssi deleteri, abbiamo anche il supporto di altri che potremmo considerare positivi.
Tutto questo confluisce, quindi, in ciò che noi sperimentiamo come noi stessi e davvero verrebbe da dire, se ci fermassimo alla superficie dopo questa riflessione, che l'individualità si dissolve in molti aspetti, ritenuti invece erroneamente essenziali come l'apparenza e lo stile di comportamento, per recuperarsi solo nell'ambito sella scelta consapevole.
Da dove proviene questa scelta?
Essa può modificare così profondamente la nostra quotidianità (pensieri, emozioni, azioni) da farci letteralmente diventare persone diverse e quindi è espressione di una forza più ampia di tutte le influenze di cui parliamo.
Se queste venissero paragonate alla creata, la scelta e la forza centrale potrebbe essere il vasaio che con essa crea la forma che desidera.
L'analogia del vasaio è importante per molti aspetti e se pensiamo ai vecchi sistemi di creazione dei vasi di terracotta, fatti a mano, l'uso delle dita e del movimento rotatorio potrebbe ben esprimere il succedersi dei fatti della vita che si susseguono e come la forza della nostra scelta modelli il “nostro vaso”.
Questo vaso è la nostra espressione quotidiana che è percepibile agli altri (pensieri ed emozioni espresse, comportamenti ed azioni): non siamo noi, perchè essa è il vaso e non il vasaio, ma riflette l'intento e l'arte del creatore.
Procedendo su questo flusso di considerazioni, liberamente connesse e che forse a molti non parranno nemmeno logiche o condivisibili, possiamo dire che il centro del centro, cioè l'essenza della nostra natura non risiede nelle espressioni derivate, come il corpo, le emozioni ed i pensieri, che possiamo modificare ma in altro più profondo.
Senza rispolverare concetti di anima e spirito che possono essere fuorvianti, continuiamo a seguire il concetto della scelta.
La scelta è possibile se vi è una osservazione, altrimenti non è scelta ma semplice reazione agli stimoli.
Se io entro in un supermarket ed acquisto una data marca di tonno, ciò sarà dovuto alla pubblicità martellante attiva da decenni su di me e non certo per aver approfondito la qualità del prodotto: non ho scelto, nel vero senso della parola, ma reagito ad uno stimolo ripetuto.
Se invece alimento la lucidità e valuto le cose, posso dire di operare una scelta che, se anche erronea, è frutto di un mio processo interiore.
Aumentare la consapevolezza di noi stessi e di ciò che viviamo rende più ampia la scelta e più profonda la nostra partecipazione nella società ed al tutto, al cosmo.
Se in un sistema complesso una piccola parte del sistema, se consideriamo questo sistema come un frattale ed avere gli attributi olografici, contribuisce alla modifica del tutto.
Se io opero una scelta consapevole, opero una influenza sul tutto che in una interrelazione inimmaginabile si trasforma.
E' come inserire una informazione nella lastra olografica affinchè, pian piano ed in modo non percettibile, l'intera immagine prenda un colore diverso.
Se pensiamo che questa immagine olografica esprima un certo disegno, modificandone le informazioni potrebbe emergerne uno nuovo.
Una frase che amo molto recita: “sii tu il cambiamento che vuoi vedere nel mondo”. Essa esprime egregiamente il concetto che sto cercando ora di rappresentarvi.
Nell'operare queste scelte però sto sempre modificando aspetti superficiali, non centrali della nostra manifestazione.
Se ci liberiamo dai condizionamenti mentali ed emozionali subiti in tutta la nostra vita, dove arriveremo? Potremmo dire di raggiungere la libertà personale?
E' una grande domanda che a livello personale ancora non può trovare una vera risposta poiché trovare una persona che sia completamente libera da queste influenze non è semplice, soprattutto nella nostra società per come essa è impostata.
Potremmo essere già molto felici di poter modificare il nostro vaso e vivere una vita più equilibrata e, certamente, anche io lo percepisco come un grande risultato.
Intuisco, però, altro e dell'esistenza di un centro ancora più profondo che può essere esplorato.
Se ho fatto l'esempio del vasaio e di come gli influssi ricevuti siano la creta, le mani e la rotazione la vita che viviamo che ci plasma e che possiamo usare per plasmare, il centro potrebbe essere nell'intento del vasaio e nella sua creatività.
Che essere siamo in realtà? Qual'è la nostra vera natura? Quella più profonda?
UN PROCESSO DI RICERCA E NON UN CREDO
In questa ricerca ora potrei introdurre tanti concetti più o meno religiosi e metafisici ma che ci svierebbero. Abbiamo tutti, più o meno, una visione di ciò che è “oltre” e che può sfociare in ideologie, in credi religiosi o nuove concezioni spiritualiste.
Ciò potrebbe costituire un ostacolo alla nostra libera condivisione perchè tutti sappiamo che quando interagiamo su un piano di “verità accettata e dogmatica” non riusciamo a trovare un punto di incontro e preferisco non prendere questa direzione.
E' però possibile fare altro che possa essere di stimolo, qualsiasi sia il vostro concetto della natura profonda della realtà.
Come un cercatore d'oro conosce che nel fiume e nella sabbia vi è l'oggetto della sua ricerca, anche noi possiamo adottare l'atteggiamento del ricercatore del nostro “oro interiore” senza saltare subito alle conclusioni.
Suggerisco quindi una esplorazione del livello consapevole che può emergere una volta liberato il campo interiore dai condizionamenti principali ricevuti nel tempo e che ci limitano.
E' facile individuare quelli principali, perchè spesso sono quelli che generano un più ampio dolore.
Quindi molti che si avvicinano alla ricerca personale a causa di squilibri, si trova ad interagire e modificare queste espressioni squilibrate di pensieri, emozioni ed azioni.
Man mano che si procede in questo, può emergere come nell'esempio che ho fatto della sabbia, un barlume che ci indica l'oro.
Un ascolto profondo che io non interpreto come meditazione ma quanto come attenzione, che si può attuare nella pratica di tutti i giorni, può portare dinnanzi a noi degli elementi che possono con il tempo prendere sempre una maggiore consistenza.
Se non vogliamo ridurci a pensarci solo il frutto di una moltitudine di condizionamenti, delle più disparate provenienze e natura, possiamo iniziare ad interessarci e portare l'attenzione alla ricerca di qualcosa che sia davvero unico e personale.
Inizialmente non potrà essere nemmeno descritto e non sarà facile condividere con gli altri questa profondità ma la ricerca è quella che merita anche se non offre teorie da divulgare o “poteri” da manifestare.
La forza della consapevolezza è indubbia perchè, per ritornare al nostro vasaio che si è dimenticato di sé stesso, se questo si riaccorge di essere lui colui che plasma il vaso, riacquista una possibilità maggiore di interagire con la creta.
Suggerisco che questo livello di consapevolezza possa sforare in una diversa dimensione di esistenza che può permeare il nostro quotidiano.
Se avete fatto esercizi fisici, saprete sicuramente come, nel tempo, si prenda consapevolezza di alcuni movimenti muscolari che prima non erano percepiti.
Si entra, metaforicamente, ancora di più nel proprio corpo acquistando una capacità di gestione superiore e più efficace.
Se questo lo estendiamo all'ambito più ampio della nostra sorgente d'essere, potrete intuire le conseguenze profonde sulla quotidianità.
Si “vestirà” meglio e più profondamente la nostra vita, potendone così assaporare maggiormente gli aspetti e beneficiando di una intensità senza paragoni.
Molti cercano di fuggire da questa esistenza ma tutti abbiamo più o meno sperimentato che è quando siamo davvero presenti, in una esperienza, che questa ci mostra la sua vera bellezza.
Se passassimo distrattamente dinnanzi un'opera d'arte noi non ne percepiremmo la grazia e non raccoglieremmo il messaggio.
In maniera identica, se non ci volgiamo con attenzione all'opera d'arte che siamo, come potremo davvero coglierne il senso?
Ci ritroveremo solo a ripetere insegnamenti di altri, semmai senza veramente intenderne il significato e mancando di essere ciò che siamo.
Il nostro Centro del Centro, la nostra porta verso un nuovo modo di esistenza.
Luca Ferretti
www.trasformazioneconsapevole.it

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