Alcuni miei pensieri come apertura
“note d'amore che passano nell'aria
e ricordano ad ognuno che è tempo di risuonare
la propria forza originale e mai perduta
che nel tempo gioca a ricordare”
Una musica e delle parole che preparano
Sta crollando l'edificio che regge una grande menzogna e che nel tempo è servita.
Oggi molti ascoltano il rullo di tamburi ed accolgono il clamore del tuono ma quanti dentro di essi sono pronti?
Richiamiamo cosa è accaduto ad ognuno di noi in questi anni.
Tempi difficili per molti e benedetti per altri.
I molti e gli altri sono gli stessi poiché quante benedizioni ricevute possono dirsi dolci e quante invece, delle più importanti, mostrare il viso duro?
E' vero, l'essere umano è capace di sognare, ma spesso si illude.
Baratta i propri sogni con illusioni poichè i sogni sono importanti, sono grandi e debbono essere sostenuti da un grande coraggio e responsbilità.
Ed allora ecco che si sceglie una illusione, più leggera forse ma che ha in dono il risveglio da essa, prima o poi.
Ma non sogniamo solo quando dormiamo?
Il vero sogno, quello che cambierà la nostra vita, quello che vedrà crollare dinanzi ad esso ogni artefatto ed ogni maschera emerge solo quando siamo svegli.
Qui il gioco di parole è interessante: sogno nella sveglia od addormentarsi nell'illusione.
Si scopre così che si pensava di esser svegli ma ci si era persi nelle illusioni.
Ci si trova allora a sognare ed ecco che ci risvegliamo al vero noi stessi.
Un gioco di parole che ha delle chiavi di stimolo interessanti.
Quanto tempo vogliamo ancora attendere?
Lo so, sono come voi, ed alle volte ci rifugiamo in una illusione per sopravvivere ma questa, prima o poi, giungerà al suo termine.
L'illusione è come un'amica che ci accompagna per un po' ma che ad un certo punto mostra il suo volto e ci abbandona con rapidità.
E' un momento difficile, indubbiamente, ma anche benedetto.
Quanto potevamo rimanere illusi e morire in tali illusioni senza poter riascoltare le campane, le note, riassaporare il vento e l'ebrezza di essere noi il centro del nostro mondo?
Ed allora ringraziamo il suo saluto!
Cosa intendo per centro e cosa intendo per mondo.
L'illusione ci porta spesso a venerare su un piedistallo una idea.
Oh ci sono grandi idee che abbracciano gli esseri umani, idee che divengono ideali, che portano alle utopie e che immancabilmente accolgono nel loro grembo milioni di anime in cerca di un conforto e di un senso.
Come risponderemo a ciò che chiamiamo ingiustizia?
Come agiremo di fronte a qualcosa che ci appare sbagliato?
Cosa faremo e sentiremo nel momento in cui i popoli si sollevano?
Cosa cerchiamo dentro la nostra quotidianità che possa redimere questo unico grande errore: dimenticare noi stessi?
Un vento impetuoso sta attraversando la coscienza collettiva.
Vediamo popoli scendere in piazza ovunque con diverse richieste ma con i medesimi occhi.
I medesimi cuori che anelano al cambiamento ma sapremo mantenere saldo il ricordo di chi siamo o permarremo ancora dentro l'illusione di essere quell'immagine che naviga da tempo nelle nostre menti?
Quanto tempo mancherà al suono della nostra campana, che infonderà nei nostri cuori il ricordo di chi siamo?
Quanti saremo pronti davvero a cogliere l'opportunità di questa porta che si apre?
Avete preparato le vostre vele? Dove volete dirigervi?
Il vento soffia impetuoso nelle vite di ognuno di noi, ed ognuno è chiamato a guardarsi nuovamente, profondamente, lucidamente.
Abbiamo un grande labirinto che ci ha avvolto, di cui non si vedono i muri terminali ma possiamo toccare solo quelli più vicini a noi.
I mattoni di questi muri sono costituiti dalla ricerca del potere sugli altri, ricerca della comprensione da parte degli altri, controllo dell'altrui volontà, ricerca della ricchezza violentemente esclusiva ma anche dalla falsa propensione a spendersi per gli altri, volontà di cambiare e limitare l'espressione degli altri, pensiero di avere l'unica verità che merita di schiacciare le altre, falsa immagine di bontà ipocrita, strafottenza della voce che dentro di noi urla un cambiamento...
I mattoni di questi muri sono infiniti, diversificati ed insospettabili.
Certo osservando noi stessi e gli altri potremmo dire che serva un miracolo.
Ma i miracoli, mio caro lettore, esistono ed è compito nostro realizzarli.
Non sarà un dio, non sarà un maestro, non sarà un pianeta che ci offrirà i suoi magici aiuti, non sarà un angelo e non sarà un demone: saremo solo noi nella nostra semplice potenza di essere incarnato che potremo modificare la nostra vita e compiere il miracolo.
Certo non dico che non vi siano aiuti e chi crede in ciò che non vediamo potrà dirmi che certamente siamo in una squadra che opera assieme.
E certamente io posso testimoniarvi di sincronicità e di eventi meravigliosi avvenuti nella mia vita.
Non nego che questo ci sia ma è tempo di centrare ciò che è davvero importante.
Noi siamo coloro che possono finalizzare quanto altri hanno predisposto ma se ci rifiutiamo tutto sarà vano e la nostra falsa quiete porterà alla vera rinnovata perdita di sé.
Quando vorrete ancora delegare nella vostra vita prima di muovere?
E quanto vorrò io attendere nella mia vita prima di cambiare ulteriormente?
Nessuno è escluso da questo processo, nessuno può affermare di essere arrivato in un posto diverso che non sia il passo presente.
Alle volte ci si può arrestare sentendosi come giunti in un posto di quiete.
Sentiamo che abbiamo lavorato tanto, che tanto abbiamo fatto e che siamo arrivati.
Certo permaniamo per un po' in questo stato a riprender fiato....ma poi giunge la musica, giunge il tuono, lo scuotimento torna ed ecco che si riparte.
Abbiamo una struttura mentale molto complessa e con una grande capacità di rinnovamento: è una grande prigione dinamica.
Più studiamo, più impariamo e sperimentiamo e più la nostra mente si fa complessa.
Pensiamo di aver raggiunto una uscita ed invece tutto il piano si ribalta ed ecco che la mente ha inglobato tutto il momento, il passaggio, il traguardo: di fronte a noi c'è un nuovo muro.
Abbiamo una storia emozionale molto variegata.
Dolori e gioie si miscelano in noi e ci spingono a ricercare antichi riferimenti e fuggire da vecchie paure. Alcuni temono i demoni ma nella rappresentazione dell'archetipo del demone esso è ben visibile: ha caratteri molto chiari. I nostri demoni interiori, ed al dire il vero gli unici che esistano e che possano davvero influenzarci, hanno invece spesso il viso dolce e non aggressivo.
Essi però sono parti di noi che con lusinghe ed errati ricordi incatenano le nostre emozioni in circuiti di ripetizione che possono creare un vorticoso dolore.
Siamo tutti collegati e siamo tutti interdipendenti.
Abbiamo una mente ed un emozionale che può dirsi individuale ma, a ben vedere, queste “vette delle montagne”, queste “isole” che sembrano separate che noi chiamiamo menti ed emozioni sono in realtà tutte interconnesse così come in fondo alla valle ed in fondo al mare le vette e le isole sono congiunte.
Nessuno di noi può dirsi autonomo sul piano emozionale e mentale ma si può essere solo autonomi nella gestione di quanto emerge da dentro di noi.
Siamo come collegati da meccaniche di trasmissione non ancora comprese e che alcuni possono riferire al concetto di inconscio collettivo e di Campo.
Attraverso queste vie di comunicazioni riceviamo costantemente stimoli che provengono dal collettivo e che, quindi, non dovrebbe stupirci se ci troviamo a vivere sensazioni e pensieri che possono dirsi espressioni di ciò che accade in un paese lontano da noi o, piuttosto, da quello che viene vissuto dai nostri vicini di casa.
Dove inizia l'individualità e dove termina il collettivo? Se vi ascoltate scoprirete che siamo come ricevitori sempre aperti alle più svariate frequenze ed influenze.
La nostra libertà è nella scelta del canale ed è lì che si può dire inizi ad emergere chi siamo.
Cosa è l'archetipo se non una espressione di quella comunicazione che avviene tra noi?
Su cosa si basa molta della cultura moderna se non in un insieme di forme mentali-emozionali che si diffondono copiandosi da persona a persona e rinforzandosi man mano?
E' ora emergente un nuovo paradigma, come molti amano chiamarlo, una nuova forma-archetipo di vita umana sul pianeta.
La stiamo creando tutti, con il nostro contributo consapevole od inconsapevole, alle quali le nuove generazioni rispondono incarnandolo.
Non solo creiamo i corpi dei nostri figli ma letteralmente anche le menti e le emozioni.
Non direttamente ma come frutto di questa dinamica incredibilmente complessa che sussiste tra tutti noi.
Chi siamo noi?
Chi sono io?
Chi sei tu?
Vi siete soffermati a dare una risposta a queste domande?
A che punto siete del labirinto?
Questa immensa struttura multidimensionale nella quale vaghiamo per una gran parte della vita, e ci sono molti che affermano che esista anche dopo il velo della morte, è immaginabile come una figura simile al Cubo di Rubik.
Nella sua funzione, questo complesso in cui siamo immersi, ci influenza in maniera tale da esserne completamente presi e trascorriamo tutta la vita a modificarne le parti ma tutto ruota su un perno centrale e non riusciamo a muoverci di molto.
Immaginate di avere un Cubo di Rubik nelle mani: per risolverlo dovrete seguire le sue regole.
Poi con impegno le singole parti dei lati vengono messe pazientemente al loro posto che, però, è quello predefinito.
Certo si potrà avere una maestria molto elevata nel completare il gioco ma appunto il fine è già fissato: qui non risiede la libertà.
Non troverete la libertà all'interno del gioco, all'interno del labirinto, all'interno del piano mentale ed emozionale, collettivo ed individuale.
Dove allora? Dove trovare la libertà? Ed è possibile raggiungerla?
Ora non possiamo dire di essere liberi ma, per i più attenti, semmai di aver visto alcuni muri del gioco, alcune parti del cubo.
Ma il labirinto, il cubo poggia su un perno e senza quello non potrebbe resistere, non potrebbe svolgere la sua funzione.
Qual'è questo perno per voi? Quale è l'energia, il significato, l'insegnamento, la dinamica che per voi potrebbe essere al centro?
Se volessimo davvero liberarci dal cubo abbiamo varie possibilità, alcuni potrebbero dire.
La più immediata sarebbe smettere di giocare ma questo è possibile se abbiamo percepito il gioco intero, altrimenti rientreremmo in un cubo più ampio che contempli anche questa scelta.
Un cubo nel cubo in un pazzesco gioco di dimensioni.
Non vi demoralizzate perchè vedere il labirinto ed il cubo è già un grande passaggio.
Ricordiamoci, però, che se stiamo al gioco non ci sarà fine ad esso e rimaniamo nel labirinto.
Allora ecco la mia alternativa: puntare al centro.
Se il labirinto è dinamico e si adatta perfettamente ai nostri cambiamenti potrebbe significare che le sue mura poggiano su nostri aspetti, parti di noi, dimensioni di ciò che sembra comporci.
Quindi non è un andare all'esterno di noi ma semmai dentro di noi: al centro del gioco.
Puntare a quei meccanismi basilari e disattivarli, facendo sì che il nostro sistema personale possa acquisire un grado più ampio di libertà.
Puntate dentro di voi come fareste alla ricerca di un tesoro nella caverna.
Man mano che farete questo abbandonerete il mentale dietro di voi: voi non siete la vostra mente.
Man mano che procederete abbandonerete dietro di voi le emozioni: voi non siete le vostre emozioni.
Man mano che scenderete in profondità ecco che arriva qualcosa di diverso.
Sono diretto verso questo, sono solo come siamo tutti soli in questo viaggio eppure sono assieme a voi, siamo sempre assieme.
Non serve fuggire pensando che si possa evitare di rimanere invischiati nel crollo di un sistema marcio.
La via di trasformazione è puntare al nucleo, con coraggio spogliarsi di tutto quello che non è espressione di libertà.
Nel centro vi è la purezza di chi siamo, oltre i pensieri, oltre le emozioni.
L'unico indizio che abbiamo è il respiro: unico ma potente.
Vi siete mai chiesti perchè tra le pratiche di crescita personale più antiche ed efficaci vi sia proprio il respiro?
Alcuni usano le frasi mentali per modificarsi, ma sappiamo che hanno le “gambe corte”.
Altri cercano di vivere emozioni positive, ma sono temporanee e fragili come strumento.
Altri ancora usano simbologie, immagini e strategie: labirinti per scardinare altri labirinti, inefficaci perchè capaci solo di far luce in piccole parti.
Tutto questo schiarisce un po' il quadro ma non lo risolve.
Non si può smontare un sistema usandone le sue funzioni: questa illusione crollerà prima o poi e se la vivete ancora rifletteteci un po'. Posso spegnere un fuoco buttando su di esso altro carburante ed ossigeno?
Se voglio spegnere le fiamme devo togliere qualcosa che è essenziale per il processo.
Nel nostro caso i pensieri e le emozioni potrebbero essere tolti?
Potremmo disattivare ciò che percepiamo come noi stessi e non morire?
La mente si rifiuta e sorge una paura dal profondo che ce lo impedirebbe... ah se qualcuno pensasse al suicidio sperando in una quiete successiva posso dirvi che anche questa è una illusione.
Noi siamo la nostra consapevolezza che, con o senza il corpo, è quella raggiunta.
Illudersi di avere riposo da sé stessi è, appunto, una illusione e dentro di noi lo sappiamo.
Il suicidio è sintomo di disperazione, stanchezza e profondi conflitti ma non è una soluzione.
Quindi perchè vi ho menzionato il respiro?
Perchè il respiro è l'attività vitale che quando svolta ferma i pensieri e le emozioni.
Lo avete verificato molte volte nella vostra vita: quante volte avete ripreso lucidità da un pensiero fisso o da una emozione con un respiro profondo?
Fatelo anche ora.
Inspirate aria dal naso, riempiendovi i polmoni, e poi espirate dalla bocca, ascoltando il rumore dell'aria e percependo il movimento di essa dentro di voi.
Continuate per un po' e siate coscienti dell'aria che si muove, del movimento del vostro corpo, delle sensazioni che arrivano.
I pensieri compiranno dei veri e propri assalti ma, un altro respiro, ed essi vengono allontanati.
Fate questo e percepite il vostro nucleo, immergetevi in ciò che siete oltre i pensieri e le emozioni.
Siete senza emozioni, senza pensieri ma siete.
Ecco la via per il centro del labirinto.
Ma dove muoversi... siamo abituati a decidere un posto dove andare.
Vi suggerisco di muovervi verso il vostro cuore, un respiro dopo l'altro ed immergetevi dentro di voi, nel vostro cuore fisico e vitale.
Avrete ad un certo punto il movimento dell'aria, il battito del cuore: è la vita che parla.
Seguitela.
Avete il biglietto per il viaggio, lo userete?
Luca Ferretti
http://www.trasformazioneconsapevole.it/

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