LIBERAZIONE MENTALE ED APPARENTE MULTIDIMENSIONALITA' DELLA CONSAPEVOLEZZA
Nella mia ricerca incentrata sull'approfondimento delle dinamiche interiori al fine di poter individuare ed utilizzare strategie ed atteggiamenti che possano migliorare il quotidiano personale mio e di chi si rivolge a me, ho portato un'attenzione specifica ad alcune dinamiche che ho osservato e sento il desiderio di poterle condividerle con voi, quale contributo al vostro percorso.
E' anche uno stimolo nato quale risposta ad una osservazione che in alcuni spazi potrebbe sembrare una provocazione a quanto già consolidato come credenze.
Gli argomenti che toccherò sono:
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mente individuale e mente collettiva
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la coscienza di massa quale coerenza di atteggiamenti singoli
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la forza del gruppo e la forza del singolo
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spazi di libertà entro sistemi limitati
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uscire dalla scatola nella quale siamo.
LA MENTE INDIVIDUALE COME ASPETTO DELLA MENTE COLLETTIVA E VICEVERSA: COSA SPINGE IL SINGOLO AD AUTODISTRUGGERSI?
Tutti potremmo concordare, ad un primo livello di approfondimento, che i pensieri sono i nostri.
Immaginiamo che ciò che “ci passa per la testa” sia qualcosa di talmente nascosto agli altri da essere quasi un santuario della nostra personalità. Ciò che pensiamo, ci potremmo dire, non può emergere se io non attuo comportamenti che possano far trasparire ciò che penso e se non li comunico all'esterno.
Eppure i pensieri che abbiamo, ad un'osservazione più attenta, non possono definirsi totalmente nostri in quanto molti di questi provengono dagli stimoli indotti dall'esterno.
Quante volte avete sentito parlare persone ed affermare idee e concetti che sembrano essere presi direttamente da articoli di giornale, talk show o film? Ecco un primo segnale.
Un ulteriore aiuto alla vostra auto-percezione è quello che posso fornirvi chiedendovi a quanto tempo fa risale il vostro pensiero originale, nel quale avete affermato qualcosa che non avevate mai ascoltato da altri, letto o visto. Potreste definire e ricordare alcuni pensieri che potreste affermare siano stati opera della vostra unicità ed individualità?
Vi accorgerete che non è poi così semplice anche perchè il primo sbarramento è costituito proprio dalla mole di pensieri che processiamo ogni giorno, costantemente, tanto da sembrare un fiume in piena nel quale è difficile distinguere ciò che viene portato a valle.
In questa ricerca, però, man mano che individuerete le varie idee e pensieri e vi accorgerete che essi provengono da altre fonti rispetto alla vostra, inizierete ad intravedere ciò che voglio affrontare in questo breve scritto.
Come può definirsi la mente? Possono essere prese tante definizioni ed ognuna potrebbe illuminarne un aspetto ma quella che ora adotterò è la descrizione di mente come parte del nostro sistema biologico-spirituale nella quale vengono incanalate informazioni delle più disparate provenienze, vengono connesse e rielaborate, al fine di creare “quadri di riferimento” adatti ad un rapido riutilizzo in situazioni similari. La mente ha una stretta correlazione con ciò che definiamo memoria e con ciò che poi diviene pratica e previsione degli eventi.
Nella memoria la mente esplora il suo passato, nella previsione si proietta verso il potenziale futuro basandosi su quanto accumulato e nella pratica adotta schemi di comportamento ritenuti efficienti perchè già sperimentati. La mente, in definitiva, è lo strumento di interazione nel tempo che il nostro complesso biologico-spirituale, intendendo con spirituale tutto ciò che è oltre il corpo ed il biochimico, adotta in questa esperienza che definiamo vita.
In questo senso, seguendo quanto ho appena descritto, la nostra mente è un processore di dati che provengono da altre fonti.
Alcuni potrebbero dire che all'interno di ciò che definiscono mente si creino dei pensieri nuovi: ciò è una impressione diffusa ma se fosse vera sarebbe facile individuare tanti pensieri originali che emergono ogni giorno. Eppure se avete provato a fare quanto vi ho detto, potreste aver incontrato una certa difficoltà, soprattutto quando vi siete accorti che molti pensieri che avete avuto erano rispondenti a pensieri di altri che seppur non conosciuti, inizialmente, in qualche modo avete captato e riconosciuti come vostri: come può accadere questo? Come possiamo captare pensieri altrui?
La natura di ciò che noi definiamo mente è molto dibattuta in campo scientifico e filosofico e vi sono infinite teorie. Una teoria affascinante è quella della “mente non locale” che offre delle aperture ad una visione di questa parte di noi quale sistema ben al di là di quanto contenuto nella scatola cranica: il cervello che fungerebbe da ricetrasmettitore ma non da produttore di pensieri.
Se la mente è qualcosa di “non locale”, essa deve risiedere comunque in uno “spazio” che possa essere anche solo in parte compreso.
Se questo spazio esiste, poiché non è dato ancora sapere se esso è in una specifica posizione spazio-temporale che possa essere percepita, potremmo anche affermare che essa risiede in una dimensione leggermente diversa da quella biochimica e fisica come, ad esempio, nei campi elettromagnetici.
Se volessimo usare il paragone tra radio e televisione con il nostro cervello, potremmo anche dire che i pensieri sono l'equivalente delle immagini che appaiono sugli schermi e dei suoni che fuoriescono dagli autoparlanti.
Così come le immagini non rappresentano una realtà dentro lo schermo ma solo una sua rappresentazione, così i pensieri sarebbero rappresentazione di altro che si sviluppa in altra sede.
Potremmo continuare a dire che se i pensieri sono sviluppati in altra sede, promanano da una fonte che non siamo ancora stati capaci di individuare, come se una ipotetica antenna trasmettesse queste frequenze che vengono raccolte da tanti ricevitori, è in quella sede che dobbiamo iniziare a vedere ed esplorare: se voglio migliorare i miei pensieri posso scegliere varie strategie così come se volessi migliorare ciò che osservo sullo schermo televisivo od ascolto in radio.
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Strategia dell'isolamento.
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Strategia dell'osservazione.
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Strategia dell'intervento.
Questo elenco non è escludente di altre strategie ma sono quelle da me maggiormente esplorate.
La prima opzione, quella dell'isolamento, è davvero difficile da attuare perchè presuppone quella capacità, che in alcune pratiche meditative viene allenata, di creare il vuoto mentale.
In determinate condizioni questo può essere attuato sia in una forma statica, una meditazione definita in un tempo specifico di quiete, sia attraverso la pratica della piena attenzione sul presente, quel vivere nell'adesso che permette di agire nella realtà senza subire pienamente il flusso mentale che incessantemente siamo abituati a mantenere.
Alcuni adottano questo sistema e permettono così che emerga “altro” od in altre parole “ciò che siamo davvero”.
La seconda, nell'osservazione, permette di riconoscere se il pensiero che sto vivendo è originale o proviene da questi campi trasmettitori che condivido con gli altri e quindi scegliere di farli fluire, come l'osservatore di un fiume che si ponga sulla riva a guardare l'acqua scorrere, senza che mi condizionino.
L'ultima strategia, dell'intervento, è quella che molti possono pensare di adottare quando operano delle riprogrammazioni mentali, un cambiamento di convinzione.
Qui si possono notare molti aspetti, il primo è iniziare a comprendere che cosa stiamo davvero modificando.
Attraverso la modifica di una convinzione mentale od una abitudine stiamo modificando la sorgente, questa metaforica trasmissione emessa da un altra fonte che non siamo noi, o stiamo modificando il nostro personale filtro?
Se noi possiamo immaginare che nel campo collettivo o mente collettiva possono risiedere tutti i pensieri pensati nel passato e che ora vengono elaborati che si intersecano ed interagiscono tra loro come onde radio di infiniti programmi di diversissime trasmissioni, quando cambiamo una convinzione stiamo operando sull'apparato personale che permette di sintonizzarci su certe idee piuttosto che altre, un po' come cambiare canale con il nostro amato ed odiato telecomando.
Ma come nella dinamica che possiamo osservare nei programmi televisivi, il sistema è anche interattivo e risponde a quanto scelto dai singoli “utenti del servizio” e privilegiare una certa trasmissione piuttosto che altre.
La mente collettiva, quindi, costituente una parte del sistema di intercomunicazione che ci connette tutti, viene plasmata dalle persone stesse che nel tempo modificano le loro preferenze.
Quindi entro una serie di limiti, seppur molto ampi, noi non facciamo altro che scegliere nuovi canali all'interno di quelli predisposti.
Ma quando emergerebbe il pensiero originale che irromperebbe nel sistema ed inizia a creare una nuova trasmissione? Potremmo trovare all'interno del sistema stesso la novità?
Prendere posizione, ora, sul fatto che questa novità emerga dalla mente collettiva stessa o da qualche altra sorgente in questo momento non modifica molto il senso del ragionamento che mi preme riportare, ora, alla vostra attenzione:
siamo capaci di individuare e scegliere i nostri pensieri?
Perchè il dramma di essere inconsapevoli della mente collettiva porta al sacrificio personale, inevitabilmente.
Quando un sistema di gruppo si attiva, è esperienza quotidiana ed in molti diversi ambiti, il benessere individuale è sottoposto alle condizioni prioritarie del sistema-gruppo che per garantirsi la sua sopravvivenza in quanto entità energetica, sceglie di poter sacrificare un singolo per il fine.
Quanti martiri per presunte giuste cause abbiamo visto e sperimentato noi stessi nella nostra vita?
E' possibile pensare davvero che il nostro benessere ed evoluzione passi attraverso il martirio?
Seppur si considerasse la vita come un passaggio temporaneo di una entità spiritual eterna, come fa chi crede nella reincarnazione o anche chi crede in un “oltre vita” premiante o di punizione, resta il fatto che quella specifica manifestazione viene distrutta in forza di “altro”, spesso un ideale o molte altre volte per un vero e proprio errore.
Quando osserviamo dei cambiamenti sociali, cosa spinge qualcuno ad uccidersi pur di portare avanti una certa presa di posizione? Con questo non voglio togliere nulla alle virtù di coloro che lottano per qualcosa e confido che lo capirete, ma a livello di mente cosa accade?
Il punto è: ciò che spinge la persona a distruggere il suo complesso corpo-emozioni-mente che lo contraddistingue può essere ricercato solo dentro la persona o anche all'esterno?
Queste domande possono iniziare a far intravedere alcuni spazi che vengono chiamati “programmazione e manipolazione mentale”.
E' tempo di iniziare un processo di chiarimento su alcuni aspetti.
INSERIRE UN PROGRAMMA NUOVO
Nella metafora che sto usando, quella della televisione e del segnale trasmesso che permette l'apparire di immagini sullo schermo, se qualcuno dispone della consapevolezza e delle capacità necessarie potrebbe creare un programma nuovo che verrebbe trasmesso nello spazio delle frequenze mentali ed introdotto nelle vite individuali.
Per far questo, come avrete già intuito, è sufficiente creare un significato all'interno di un sistema di immagini-emozioni che richiami, come una calamita, la frequenza del canale creato.
La pubblicità, l'uso di logo grafici, specifiche musiche, associazioni di specifiche pulsioni ed emozioni creano una vera e propria chiave di accesso che permette al nostro sistema ed al sistema trasmettitore di interagire, connettersi.
Quando questa connessione è svolta, ci ritroviamo a vivere il frutto di certi pensieri che si svolgono nel nostro apparente spazio isolato che è tutt'altro che questo, senza adeguata attenzione.
Perchè vi ritrovate a comperare certi prodotti ed agganciare il vostro benessere emozionale ed interiore al possedere certi oggetti piuttosto che altri?
La nostra attuale società è basata su questo, non trovate? La dimostrazione di questa mia esposizione teorica non è davanti ai vostri occhi, tutti i giorni?
I pensieri sono davvero i nostri? Davvero noi nasciamo con l'input interiore che un bel pantalone migliori il nostro stato emozionale? Ma l'uomo non nasce nudo?
A questo punto qualcuno potrebbe essere persino preoccupato ma la provocazione, di queste domande, vuole stimolarvi ad una ricerca della vera autonomia che è possibile ed allenabile.
Quindi esistono persone che hanno capacità di creare programmi nuovi che si diffondono nelle persone come mode, tendenze, indirizzi di acquisto, ad esempio, ma anche di voto.
Questa capacità però non è esclusiva perchè tutti possiamo farlo, seppure è innegabile che avere accesso a canali di trasmissione, fisici, aiuti in questa opera.
In questi anni abbiamo però assistito alla forza di internet che ha reso possibile un vero e proprio salto di consapevolezza perchè permette, a basso costo, di diffondere idee in maniera planetaria.
Sappiamo però come delle idee potenti possano essere diffuse con il passaparola e che idee sviluppate in tempi in cui non vi erano mezzi di comunicazione di massa comunque hanno cambiato al realtà.
Una idea che ci sta assistendo in questo momento è quella che in questi anni a cavallo del 2012 succederà qualcosa.
Possiamo dirci di esserne indifferenti? Attualmente penso che sia un'onda molto potente all'interno di una vasta parte della nostra realtà. Certo assume colorazioni diverse a seconda che seguiamo canali di paura piuttosto di speranza ma ora cercherò di offrire dei suggerimenti su come cavalcare l'onda.
Possiamo inserire un programma nuovo che sia a nostro beneficio.
PROGRAMMI ORIGINARI NUOVI E PROGRAMMI ORIGINALI DERIVATI
Possiamo concordare ed osservare come il gruppo possa essere più forte che il singolo in gran parte delle situazioni.
Anche a livello di trasmissioni televisive, il famoso indice di gradimento plasma l'offerta.
Quindi sappiamo che quando esseri umani si trovano in sintonia tra loro, per alcune specifiche idee e progetti, possono assieme attuare modifiche importanti della realtà.
Si tratta di capire da dove origini la spinta iniziale perchè sappiamo anche come i moti popolari siano spesso manipolati da menti organizzatrici e che creano e diffondono il programma che loro intendono attuare.
Però il meccanismo che si basa sulla sintonia all'interno del gruppo offre forza ai singoli che ne fanno parte, sino a che non li distrugga, è evidente.
Questa forza si tramuta in capacità di azione ed intervento.
Ora abbiamo questa idea in espansione: in questi anni vivremo un Cambiamento.
E' come una grande onda oceanica che si innalza sul mare dei pensieri della mente collettiva.
Come utilizzarla, pur essendo una forza impossibile da domare per il singolo, a nostro beneficio?
Potreste spostare il movimento di un onda, se vi trovate sulla vostra tavola da surf in mare?
Forse in qualche film ma in realtà sapete che avete delle scelte limitate da attuare ma, seppur non infinite, possono spaziare dal farsi travolgere ed affogare quanto piuttosto di farsi portare dove si desideri.
Scegliamo dove andare, facciamolo emergere come nuovo personale nostro pensiero.
Qual'è il vostro benessere? Che caratteristiche dovrebbe avere? Qual'è il vostro intento di vita?
State riciclando trasmissioni vecchie o state attingendo al vostro Sogno personale?
Perchè l'onda è in movimento e spetta a noi, ad ognuno di noi, posizionarci al meglio per farci portare ove desideriamo.
In questo senso siamo noi stessi parte dell'onda ma possiamo muoverci in essa, seguendone lo sviluppo imponente ma anche acquisendo la libertà relativa di non esserne travolti.
In questo modo utilizzeremo la forza del collettivo rimanendo centrati in noi, equilibrando le forze esterne con ciò che a noi serve per procedere verso una nuova spiaggia.
La libertà personale assoluta non è, per me, raggiungibile nel breve spazio nel quale ci troviamo immediatamente dinnanzi all'onda ma possiamo, ora, posizionarci al meglio.
Ma come fare?
Nel titoletto ho parlato di “programmi originali derivati” e sembra una contraddizione: con questa espressione intendo che possiamo inserire nella nostra esperienza quotidiana delle nuove tendenze (originali e personali), da noi scelte, che possano attingere la loro forza di realizzazione (quindi derivata) dal movimento collettivo.
Possiamo scegliere di trasformarci maggiormente nell'espressione più libera di noi stessi usando proprio questo grande stimolo collettivo.
Cavalcare l'onda è possibile e vi offro alcuni suggerimenti.
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Modificare le convinzioni locali, affinchè la nostra antenna possa percepire programmi collettivi di sostegno ed adottarli come supporto.
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Guarire le ferite emozionali che permettono di realizzare quanto pensato.
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Connessione al nostro Centro di equilibrio (il nostro Sè), che permette di distinguere il derivato da ciò che è espressione di me stesso.
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Far emergere oltre i pensieri le intuizioni che provengono da un'altra sorgente interiore, rispondente alla natura espansa di cui facciamo parte
Quelli elencati sono alcuni dei temi che io tratto nel mio lavoro e che meriterebbero ognuno un approfondimento molto più ampio, ma mi rendo conto di essere arrivato al termine di questa condivisione.
Concludo dicendovi che se modifichiamo il filtro che noi abbiamo o, in altra visione, l'antenna che percepisce i programmi immessi nella mente collettiva, possiamo usare solo gli stimoli che sostengono prevalentemente il nostro Benessere piuttosto che la nostra distruzione.
Guarire le ferite emozionali è fondamentale perchè anche se abbiamo una “buona idea” senza un adeguato supporto emozionale essa non può divenire realtà e pratica, ma viene bloccata dalle paure, ad esempio, o dai residui di precedenti traumi e sofferenze.
Tutto il processo di sviluppo poggia sul sé e non sulla mente: la mente nella sua complessità e tortuosità può essere usata da noi, come nell'esempio dell'onda, ma non siamo noi.
Identificarsi con questi pensieri significa, con la similitudine delle trasmissioni televisive, pensare di essere l'attore sullo schermo.
Ciò provoca tutta una serie di errori di scelte di priorità e comportamento.
Il nostro vero Essere è quello che permette di viaggiare sull'onda senza esserne travolti ed è la vera fonte della nostra liberazione personale.
I pensieri essendo sempre o quasi sempre di origine esterna non permettono una vera evoluzione originale perchè la mente non può fare altro che gestire informazioni già presenti mentre l'intuizione fa emergere il nuovo: distinguere tra pensiero ed intuizione è una capacità che può essere allenata come anche quella di aumentare la frequenza delle intuizioni stessi.
L'intuizione è la voce del nostro Sé vero.
Confido che in questo scritto troviate alcuni stimoli.
Per la pratica vi rimando alle mie iniziative che mirano ad assistere in un processo di trasformazione personale.
Luca Ferretti
www.trasformazioneconsapevole.it

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