VIVERE IL TORNADO DEL CAMBIAMENTO: UNA NAVE AFFONDA PER COSTRUIRNE UN'ALTRA
Iniziamo a parlare di come utilizzare al meglio ciò che accade.
Vi è una parte di eventi che possono dirsi rientrare in una prevedibilità ed ai quali possiamo esserci preparati consapevolmente.
Vi è un'altra parte di eventi che non erano stati previsti ma, in maniera sincronica, notiamo come possediamo tutti le qualità per poterli gestire ottimamente.
Vi sono, infine, gli eventi che ci rendono “la vita difficile”: non erano stati previsti e non siamo preparati.
Parliamo di questi ultimi.
VIVERE L'IMPREVEDIBILE SENZA AVERE RISORSE GIA' PRONTE
C'è l'esempio che sin da piccoli ci accompagna, degli scoiattoli che ripongono le ghiande e le noci per l'inverno, al fine di superare un momento difficile con l'abbondanza accumulata.
Alcuni hanno questa tendenza e sono parsimoniosi nella gestione delle cose affinchè possano essere di sostegno nei momenti di mancanza.
Abbiamo scoperto, però, che questo esempio e questa metodica non è applicabile a tutti i campi della vita e quindi non potrà aiutare tutti nelle situazioni difficili che vanno ad essere vissute.
Ci è stato anche detto che la cooperazione in tempi di carestia può portare beneficio e sicuramente questo è vero. La cooperazione ed il contatto però spesso non riescono a giungere sino alle profondità del nostro essere per sostenerci nei momenti di sconforto perchè vi è una tendenza a chiudersi nel proprio dolore.
Chi nutre una fede in qualche Potere Superiore, considera questi tempi di prova per temprarsi e meritare la salvezza e comunque prevede che una qualche Provvidenza penserà a risolvere la situazione imprevista: molti di coloro che piangiamo nelle tombe avevano nutrito questa speranza.
E' oggettivo che la nostra personalità viene travolta da un mare di pensieri, emozioni e difficoltà pratiche che la portano a rompersi.
Come una piccola nave in balia delle onde mosse da un uragano, la chiglia può incrinarsi e l'acqua entrare: noi in certi momenti ci possiamo sentire proprio come se stessimo affondando.
Pensare ad un premio futuro non aiuta tutti, osservare il presunto senso superiore alle cose anche quello non mostra sostegno ed irrompe il dolore nelle nostre vite, la disperazione accompagnate da azioni disperate.
Dove costruire la propria resurrezione? Dove trovare la forza per risorgere in una nuova alba personale? La personalità potrà essere traghettata oltre le cascate che si aprono dinnanzi a noi?
Posso suggerire alcuni punti di vista che sono rivolti a chi cerchi stimoli, a chi vive in una realtà che non presenta sfida forse questi consigli potranno sembrare inutili ma confido che alcuni potranno trovare beneficio: il fuoco si accende per chi ha desiderio di scaldarsi, per altri sarà solamente generatore di ombre.
LA PERSONALE RESURREZIONE, IL COSTANTE EMERGERE DELL'ORO INTERIORE
Alchimia per molti ricercatori è una parola che richiama il sapere antico, il simbolismo, l'oro e la trasformazione.
Per coloro che hanno avuto l'occasione di osservare alcuni dei messaggi simbolici che ci sono stati forniti o dei racconti delle fiabe che vedono l'alchimista intento tra i suoi alambicchi, avrà familiarità con il principio della fiamma trasformatrice.
La fiamma è quel principio attivo che permette di far emergere qualcosa dal profondo della materia, la luce dall'oscurità o se preferite, l'oro dal piombo.
Quindi nella nostra presente incarnazione abbiamo richiamato, tutti, il principio della fiamma lungo il nostro percorso.
Ci apprestiamo ad interagire con questa potente Forza ogni volta che nella vita ci si presentano delle sfide e delle occasioni di rimetterci in gioco.
Poiché ogni espressione di ciò che siamo, ogni vita vissuta come essere umano, ci porta a poter vivere questo personale processo di affinamento è chiaro quanto sia frequente l'incontrare situazioni che ci pongono ai limiti delle nostre capacità.
Quando la fiamma diventa più forte, le nostre vecchie strutture comportamentali, di pensiero ed emozionali tremano e persino il nostro corpo ne risente in maniera evidente.
Anche la manifestazione delle malattie è direttamente legato a quello che viviamo interiormente ed esse stesse fungono da ulteriore catalizzatore, estremo alle volte, ma potente.
Quindi questa panoramica è servita per entrare nel quadro nel quale ci muoviamo e per identificare il momento nel quale molte cose sembrano crollare.
Come fare, cosa fare, cosa pensare e sentire, con chi interagire per superare tali problemi?
Qui voglio ripetere che seppur la condivisione tra compagni di esperienza sia importante, è fondamentale puntare su di noi e sulla nostra forza primordiale.
In realtà gli altri hanno una grande funzione di stimolo soprattutto quando ci rendiamo conto che essi, con il loro fare, dire, pensare e sentire, ci permettono di ri-alimentare la forza interiore.
Nessuno potrà davvero toglierci dalla fiamma, poiché questa è espressione di una volontà personale molto più ampia ma possono mostrarci chi siamo.
Quindi ritornando al processo interiore, osserviamo che la chiglia della nostra nave, la nostra personalità, sta naufragando nelle difficoltà.
Il nostro mondo sembra crollare poiché in effetti lo sta facendo.
Il processo che stiamo vivendo è proprio quello che vuole farci abbandonare una posizione conosciuta, fatta di comodità e vizi interiori oramai ripetuti da tempo, per entrare in una nuova dimensione di vita.
La nuova dimensione per me non è qualcosa che fantasiosamente alcuni descrivono con rappresentazioni ardite di fantomatici passaggi di epoca, accompagnati dai cavalieri dell'apocalisse piuttosto che da improbabili eventi straordinari.
In questo contesto sto parlando della nuova dimensione di vita che ognuno di noi sta costruendo per sé e che si differenzia da tutto ciò che abbiamo sperimentato in precedenza.
In questa opera di costruzione siamo, per un certo punto di vista, soli con noi stessi poiché se è pur vero che poi condividiamo una parte di realtà con i nostri simili è altrettanto vero che il nostro mondo interiore è solo ed esclusivamente di appartenenza personale.
Ora questo “personale”può riservare sorprese se ci immergiamo nello studio di cosa sia un essere umano ma ciò sarebbe eccessivo per questo scritto e nemmeno utile in questo contesto e per l'obiettivo di darvi un sostegno immediato.
Dal punto di vista del singolo, il proprio mondo che crolla è davvero una sorta di tragedia e di naufragio sino a che non si crea un nuovo veicolo interiore che possa sostenerci meglio di prima e permetterci di procedere oltre.
Molti parlano della dissoluzione dell'ego offrendo definizioni a questo che possono essere molto fuorvianti. Se però riprendiamo l'esempio della nave che io ho associato alla personalità, ciò vi permetterà di capire ed intuire come ciò che siamo, che è di una vastità e complessità insondabile nella sua totalità, utilizza una parte di sé come strumento di esplorazione.
Questo strumento, questa nave però ha un'autonomia limitata poiché essendo formata e costruita per superare e fare esperienza di determinate cose, sensazioni, pensieri una volta che ha esaurito il propri compito è destinata ad essere smantellata e riciclata in un circuito vitale molto ampio.
Se quindi si è nel bel mezzo dello “smantellamento” si è in quella fase molto delicata ed allo stesso tempo potente nella quale siamo ciò che siamo, liberi da strutture rigide.
Spesso questo potenziale è perso all'interno del dolore ma se io vi dicessi che in questa fase, in questo momento, siete e siamo in contatto più stretto con ciò che davvero ci rende ciò che siamo?
Immaginate e ricordate una forza immensa, eterna ed infinita che è nel processo di smantellare una sua maschera per costruirne un'altra: intravedete cosa può accadere?
Questi momenti di estrema trasformazione possono far irrompere nella nostra personalità aspetti molto più ampli e capaci di farci compiere un salto di qualità nella nostra esperienza.
Ci stiamo letteralmente ricostruendo e quindi possiamo inserire qualcosa di nuovo in noi.
Non è semplice, non voglio dire che sia un gioco da ragazzi ma anzi è un'attività che è di una tale creatività che può essere descritta come Divina.
Ma in questo momento, quando la chiglia si spezza ed affonda, la nostra forza vitale può riconfigurarsi per il prossimo viaggio.
Sento che vi sono processi ampi che si sviluppano indipendentemente dal nostro intento consapevole, dal nostro volere, e che posiamo al più vivere consapevolmente.
Sento, però, che c'è un potenziale che va sentito ed accolto: io posso ricostruirmi in maniera diversa.
In questo caso per “io” intendo la parte della personalità che è in contatto con l'Essere eterno che ci rende vivi.
Certo può essere un dialogo complesso ma la potenza di un sogno è dirompente se espresso con l'autorità della creazione e l'amore per la vita.
Per coloro che si sentono smarriti in questi concetti suggerisco di concentrarsi solo su questo aspetto: la nostra nave, la nostra vecchia vita si sta smantellando e sta affondando.
Ognuno di noi però non è morto per questo e semmai la morte sopraggiungerà per altre dinamiche legate alla nostra disperazione ma il fatto di destrutturare chi siamo non ci sta distruggendo: ne stiamo parlando, non trovate?
Ciò significa che il nostro Essere è ben più ampio dell'immagine che ne abbiamo, noi siamo molto più di ciò che pensiamo di essere.
Quindi se io posso osservare il processo, anche stando male, significa che sono più ampio del processo stesso.
Da questo punto possiamo avere una più grande possibilità di ricreare il nostro veicolo, sia fisico che emozionale e mentale.
Siamo in una dinamica di co-creazione di quello che sarà la nostra personalità futura.
Essa stessa sarà un veicolo, pronta a rinnovarsi nel momento opportuno ma se in questa fase cogliamo questo punto di vista e questa ampiezza, accadrà che la personalità che emergerà sarà più consapevole dell'Infinito che noi siamo.
Una personalità è necessaria sino a che manteniamo questa forma ed è, in realtà, l'essenza di questa forma e della sua possibilità di interagire in un tempo lineare ed in uno spazio con le caratteristiche di questa esistenza umana.
Questa personalità però può accogliere in sé aspetti nuovi, multidimensionali, che sono di appartenenza non solo della vita umana ma della stessa esistenza eterna ed infinita alla quale apparteniamo.
Ecco che quindi potremo vivere una personalità che alcuni definirebbero illuminata, con una parola abusata, ma che io voglio definire in questo contesto come alchemica.
Difatti se accogliamo aspetti di noi nuovi, la nuova personalità avrà capacità più ampie di trasformazione ed il processo eterno di crescita nel quale siamo sarà, in una parola che amo, più elegante.
Difatti pensare che una volta ricostruita una vita essa possa procedere con stabilità è una illusione, soprattutto nei tempi che viviamo che ha delle condizioni molto speciali.
Quindi nel ricostruirci una delle caratteristiche che possiamo amplificare è proprio quella di poter aumentare la nostra propensione a svolgere il processo alchemico su di noi e accelerare l'emersione di ciò che siamo nella realtà che viviamo.
Diverremo così non solo un tipo di persona diversa, che saprà superare i tempi di cambiamento, ma che sintonizzandosi sempre più con la forza di cambiamento che sta spingendo il Tutto a modificarsi, saprà “cavalcare l'onda” e persino trovare un sostentamento nuovo rispetto al passato.
L'esempio è di chi è abituato a mangiare un certo cibo ed improvvisamente questo venga a mancare.
Potrà esserci un primo momento di disagio ma poi ci si accorgerà che si può mangiare altro.
Se ci abituiamo ad osservare qual'è il cibo e la risorsa maggiormente disponibile allora potremo abituarci ed imparare a cogliere il meglio da ciò che c'è.
E' una capacità che abbiamo e che ci aiuta anche in questo caso.
Recentemente ho letto che si può “respirare il caos” e questo è una immagine suggestiva che spiega proprio questo: noi possiamo essere sostenuti anche da ciò che può apparire caos al giudizio di una mente abituata a vedere le cose in un dato modo.
Ma se man mano osserviamo ciò che si sviluppa attorno a noi, ci accorgeremo che vi è una intrinseca Bellezza che prima non era stata vista e che non è caos ma un grande cambiamento nel quale siamo immersi.
Per ritornare alla fase di ricostruzione, quindi, è importante per me assimilare ed integrare degli “organi nuovi”, che ci permettano di tranne forza e sostegno anche dalle situazioni che appaiono difficili.
Altre volte ho ricordato come sia importante trovare la propria Essenza, perchè nel fare questo e nel ricordarsi di Essere quella Essenza noi costruiamo noi stessi su fondamenta solide.
Quando ricordo l'amare sé stessi prima di tutto, è un aspetto di questo radicarsi nella propria forza primordiale che è eterna e quindi non ci verrà tolta “da sotto i piedi”.
Nel processo attuale è necessario, per me, accelerare questo radicamento in noi stessi e dedicare del tempo per amare ciò che siamo.
Questo fornisce un appoggio nell'Eterno ed Infinito nostro Essere e da quel punto poter creare questo nuovo veicolo, personalità, strumento.
Diverremo così in maggior misura Creatori di Noi Stessi assieme al Cosmo che ci sostiene.
Nel far questo accederemo più pienamente alla magia di questi tempi di uragano.
L'uragano può essere vissuto in vari modi: cercate l'occhio del ciclone, risiedete in questa oasi interiore di quiete e nel silenzio Create.
Viaggerete così con l'uragano e non sarete trasportati in un reame alieno come nelle favole, ma ritornerete al vostro Eterno ed Infinito Essere.
Luca Ferretti
www.trasformazioneconsapevole.it

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