Tutto è Bene: il nuovo punto di vista

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Tutto è Bene.


Come guardare oltre la cortina di fumo.


Trascendere la dualità: il locale e l'universale.


Amare sé stessi e co-creare la vita.

 

 

Affermare che tutto sia bene potrebbe sembrare una falsità od una illusione.

La maggior parte delle persone ed io stesso, per gran parte della vita, tende a percepire ciò che non è in sintonia ed in accordo con i propri pensieri e desideri, giudicandolo non opportuno e pericoloso.

Viviamo gran parte della nostra esistenza ponendo la nostra attenzione su quanto “non funziona” e su tutte le espressioni di “violenza ed errore” che la vita sembra manifestare.

Alcuni, intossicati da tutto questo guardare dove il sole non splende, pensano che la stessa vita sia un percorso di patimento e di espiazione di qualche strana e lontana colpa.

Molte intelligenze vengono poste al servizio di questa esaltazione del “non funzionale” che da eccezione viene elevata a regola.

Ciò non significa che intendo affermare la necessità di chiudere gli occhi di fronte a quanto ci circonda ma, bensì, suggerire che se concentriamo tante delle nostre energie sull'osservazione di quanto appare nefasto, non rimane nulla da porre nella creazione di ciò che il nostro cuore desidera.

Questo inquinante, che è l'apparente bruttezza, intasa ed ostacola la nostra capacità di percepire i vari colori e portare, al quadro complessivo, il nostro personale ed unico contributo.

Ecco che sorge l'esigenza, in me, di portare alla vostra attenzione la necessità di guardare oltre e ritrovare i colori.

 

Mantenendo ferma la possibilità di essere consapevoli di quanto accade, risulta necessario sospendere alcuni dei giudizi che abbiamo mosso, anche da lungo tempo, per “rimescolare le carte”.

Giusto e sbagliato, così come bene e male, sono categorie mentali alle quali facciamo riferimento per orientare i nostri pensieri ed azioni.

Sono briglie che poniamo, con un morso molto stretto, alla nostra voglia di cavalcare la vita affinchè, ci dicono, possa giungere la felicità ed il successo.

Apprendiamo sin da piccoli come sia opportuno compiere certe azioni piuttosto che altre e neghiamo con fermezza ciò che emerge da noi stessi.

E' cosa risaputa e da me già toccata in altri scritti come questa grande manipolazione, che subiamo ed alla quale ci sottoponiamo, ci porta ad allontanarci dal vero nostro Essere.

Quindi dire ora che “tutto è Bene” potrebbe sembrare un oltraggio, una illusione ed una trappola. Cosa sentite dentro di voi ora? “Tutto è Bene”: vi sconvolge o siete in accordo?

 

Ora non voglio accontentarmi e riproporre una facile descrizione della vita come eventi che hanno tutti un senso o richiamare un imperscrutabile e misterioso destino ai quali tutti ci conformiamo.

Certo queste visioni permettono di affermare che “tutto è Bene” ma ponendo un elemento di fede, di mistero, e coprendo con una ulteriore costruzione ciò che appare accadere nella quotidianità.

In questo senso il Bene viene inteso come conformità ad una volontà superiore alla quale siamo sottoposti e questo, in definitiva e nella profondità, non ci soddisfa realmente.

Per poter entrare nel “tutto è Bene” al quale mi riferisco è necessario aprire gli occhi e togliere ciò che è stato aggiunto.

Nel nostro dialogo con quello che appare esterno siamo stati abituati a colorare ogni cosa con il nostro giudizio, come se la valutazione di quanto accadesse fosse più importante dell'accadimento in sé.

Operando questo processo preliminare e preimpostato, non appena sembrano apparire gli elementi che noi giudichiamo in maniera negativa, interiormente chiudiamo la nostra capacità di vedere e quindi non guardiamo le cose e gli accadimenti e le persone per ciò che sono ma sovrapponiamo ad essi il nostro pensiero precostituito o, molte volte, il pensiero altrui.

Siamo diventati, per certi versi, un deposito immenso di pregiudizi e schemi di reazione che usiamo ogni qualvolta alcuni elementi percepiti sembrano essere rispondenti allo schema di riferimento.

Questo crea tutta una serie di valutazioni, poggiate su pregiudizi, che ci allontanano dalla percezione di quanto accade.

Persino l'autoconvincersi che “tutto sia Bene” può essere uno di questi filtri e, quindi, non permette l'accesso ad una reale percezione del Bene al quale voglio rimandare.

 

Bene e Male sono grandi polarità espressione della dualità che abbiamo accettato di vivere.

Se si trascendono, però, si giunge ad uno stato di coscienza diverso che, chi lo ha sperimentato, descrive come una capacità di vedere le cose in maniera diversa.

E' in questo processo che vorrei stimolarvi, un aiuto a compiere questa riunificazione che ora appare fondamentale affinchè la vita personale possa esprimere un'armonia nuova.

Fondendo e riunificando queste percezioni parziali, il Bene ed il Male, si giunge ad un livello diverso nel quale l'innocenza è unita alla saggezza e che esprime il solo Bene.

Non è un gioco di parole nè un suggerimento che affermi che nell'ipotetica lotta che viviamo, tra gli opposti, alla fine emerge uno di essi.

La lotta degli opposti è una parte di questa illusione che ha le sue basi nel pregiudizio.

In realtà non c'è lotta se non quelle che noi creiamo ed appoggiamo.

Dissolvendo la lotta e fondendo le polarità si può arrivare a percepire quel Bene supremo che possiamo chiamare Vita.

Cosa accade ad una persona che compia questo passo? Potrete leggere in molte fonti la descrizione di questo stato e di quanto si possa compiere nella propria vita, attraverso le cronache delle esistenze di coloro che spesso vengono chiamati Maestri.

Dal canto mio posso innanzitutto affermare come quanto accade possa essere visto in maniera diversa tanto da svelarne meccaniche, collegamenti tra gli eventi, significati che emergono da questi, molto diversi da quelli percepibili precedentemente prima della riunificazione degli opposti.

Il processo di riunificazione, che molti stanno vivendo, può essere svolto in una miriade di modalità che possono contemplare o meno sentimenti ed esperienze difficili ed impegnative.

Ciò non è necessario ma è indubbio che molte persone includeranno nel loro processo di metamorfosi anche alcuni passaggi che possono essere definiti dolorosi.

 

Il processo di riunificazione, però, è soprattutto un movimento nella Coscienza che può essere svolto anche in brevissimo tempo, a patto di coltivare quel sano stupore che è proprio dei bambini.

Quanto più saremo fermi nel nostro giudizio anteriore e che ci ha guidati sino ad ora e tanto più sarà complesso il processo di trascendere tali limiti e filtri.

Il due che torna ad essere Uno ha il potenziale di creare una forza immensa che diviene disponibile nel nostro quotidiano.

Chi si appresta o sta compiendo questo processo non lo fa certamente per un vantaggio, in termini di vita materiale, perchè se mossi solo da questo intento ci si ritrova facilmente in un circuito che può divenire un loop senza fine.

E' una tendenza, una scelta, un movimento che poggia la sua origine su qualcos'altro come un richiamo dell'anima.

Certamente si potranno ottenere vantaggi tangibili ma sappiamo, per chi ha provato questa via, che non è questa la motivazione e il propellente adatto a questa riunificazione ma , semmai, un suo effetto.

 

Altro aspetto che voglio toccare è la paura che in ognuno di noi può avere una ampia o ridotta capacità di fermarci, di perdere la propria identità e le proprie sicurezze.

Sappiamo tutti quanto in maniera ingiustificata siamo aggrappati a quanto conosciamo di noi e del mondo, quasi che non possedessimo le qualità necessarie al cambiamento.

Questa paura ha le sue radici nel giudizio che nutriamo verso di noi di “non essere capaci” e ,detto in altro modo, del fatto che abbiamo dimenticato “come amarci”.

Rapidamente posso ricordare ad ognuno di voi di tutti quegli eventi della vostra vita nei quali siete riusciti a superare esperienze difficili e dalle quali non pensavate di uscire, delle volte che con capacità inaspettate siete stati il catalizzatore per un cambiamento grande, di quando nel rapporto con altre persone avete avuto la giusta intuizione.

Nella vita di ognuno di noi esistono i successi e se ora non li percepite è solo per il fatto che avete posto di fronte ad essi gli ipotetici errori: fatevi un regalo (regale) nel riguardare la vostra vita e ritrovare i vostri successi ma non nel giudicare quanto è stato provocato da una certa azione o parola ma, bensì, del sentimento che nutrite e che avete nutrito quando avete seguito ciò che da dentro di voi urlava e di come questo si sia rivelata la scelta più adatta.

Un semplice tentativo, quello fatto, ed invito a percepire che dentro ognuno di voi vi siano risorse inimmaginabili e che sono pronte a manifestarsi nel momento opportuno.

 

L'Amore per sé” ha tante sfaccettature ma indubbiamente costituisce il fondamento di una rivalutazione profonda di tutta la nostra esistenza.

Man mano che si vive e si integra nella propria quotidianità, esso contribuirà a rinnovare tutto il nostro pensare, sentire e vivere permettendo un accesso maggiore all'amore interiore che traboccherà nella personale esistenza come una grande onda, trasformativa e vivificante anche per chi ci circonda.

Molte delle difficoltà che viviamo hanno una loro origine in questa mancanza di amore per noi stessi che innesca una serie di processi di riequilibrio che tendono a portare al recupero di questa forza fondamentale.

Certo che quando “ci si trova nel guado” non si vede e non si capisce ma suggerisco di iniziare a vedere come quello che si sta vivendo, ci stia riportando a noi stessi ed alla necessità di reintegrare e riassaporare l'amore per sé stessi.

Gli insegnamenti che cercano di descrivere l'amore solo come relazione con l'esterno sono grandi illusioni che allontanano dal vero amore: questo è risaputo da molti di voi, anche per averlo sperimentato nella propria vita.

 

Rivivere l'amore per sé è anche una parte del processo che conduce al superamento della dualità bene/male.

Man mano che sapremo amarci, ci introdurremo sempre più profondamente e stabilmente in quel Bene superiore, in quell'Armonia della Vita, che è la realtà nascosta dalla cortina di fumo.

Nello sperimentare uno stato interiore diverso potremo osservare diversamente ciò che esterno a noi.

Altro passaggio è trascendere la separazione “tra io e l'altro”, “interno ed esterno”.

Nel compiere questo passaggio, possibile se congiunto all'amore per sé, si entra in una percezione differente di tutto quanto accade.

Tutta la vita viene letta come lo sviluppo complessivo di un'unica realtà e “la nostra parte”, che in definitiva è un punto di vista, acquisisce un senso diverso.

La consapevolezza di ognuno di noi che lotta per molto tempo con l'identificazione con una parte separata all'interno di un cosmo esterno a noi, superata questa fase ritrova la sua vera natura.

La consapevolezza che possiamo definire locale, individuale, ritrova la sua partecipazione alla consapevolezza totale, quale punto di vista o focus nel quale l'Infinito osserva sé stesso.

L'Io Sono racchiude il richiamo all'Essere Unico, permanente ed universale, del quale siamo aspetto e manifestazione.

 

La consapevolezza individuale e locale, che si coordina con un aspetto fisico (il corpo) e non fisico (la mente), è lo strumento per leggere una parte della sinfonia globale.

Un esempio è il raggio laser di un lettore cd che legga le informazioni contenute sul supporto.

L'esempio per essere capito, deve essere visto come espressione di ciò che noi chiamiamo tempo.

Per essere aderente a ciò che voglio spiegare deve essere modificato, però, immaginando che il lettore non è passivo ma co-creativo: mentre “legge” egli “crea” modificando il supporto e la musica scritta in esso.

Quindi il supporto non ha la dimensione del tempo, poiché tutte le informazioni sono presenti in una dimensione dell'Adesso, ed il lettore-cocreatore mentre scorre lungo i settori dell'ipotetico cd, ne rende intellegibile il contenuto (la musica), modificandola nel suo procedere.

Il lettore-cocreatore è nel tempo e nel suo avanzare, man mano che tocca le informazioni, permette di decodificare la musica e farla ascoltare.

Se viviamo a livello di coscienza locale, individuale, sembra che il divenire della melodia sia al di fuori del nostro controllo perchè non osserviamo come noi, man mano che procediamo, stiamo riscrivendo e modificando il cd.

Se però ci poniamo in un punto di vista più ampio, che riesca ad abbracciare una più grande parte della coscienza totale, osserviamo come il nostro procedere stia modificando “in tempo reale” quanto contenuto sul cd.

Tutto danza all'interno degli infiniti potenziali che si diramano dal momento presente.

In questo senso il momento presente è quello percepito dalla consapevolezza locale/individuale.

Tutti gli insegnamenti che ci aiutano a rimanere nel momento presente, ci permettono di scrivere con maggiore efficacia la traccia o, per maggiore precisione, di scegliere quale potenziale far realizzare tra i molteplici possibili.

Quindi dal punto di vista della consapevolezza individuale-locale, vivere nel presente offre la maggior capacità di creazione ed interazione con la realtà: essere nel passato o nel futuro, un processo prettamente mentale, depotenzia la nostra capacità di creare ed esprimerci.

 

Come fare, però, oltre a vivere nel presente ad accedere ad una porzione maggiore della consapevolezza totale?

Qui ritorno a portare attenzione alla dualità che è l'àncora che ci tiene fermi nella consapevolezza individuale.

Sino a che rimarremo nella percezione del Bene/Male nonché dell'Io/Altro o Dentro/Fuori, siamo cristallizzati nella impossibilità di accedere alla consapevolezza multidimensionale.

Mancando la riunificazione delle polarità, possiamo rimanere nel presente e vivere una vita intensa ma è solo con il trascendere il giudizio di separazione che potremo accedere all'oltre, all'Unico, che poi è la nostra natura originaria.

Ecco perchè molti parlano di “accettazione di quanto accade”: non è un atteggiamento passivo ma bensì attivo, non emerge se non facciamo spazio in noi.

Accettare è un vedere e non un subire: molti quando sentono questa espressione entrano in rivolta proprio perchè la fraintendono.

Chi vuole modificare la realtà e vi riesce nella pratica ha, in sé, l'accettazione e l'osservazione di quanto esiste senza giudizio altrimenti, necessariamente, ricrea ciò che apparentemente combatte.

Il nuovo equilibrio può nascere solo se si trascende l'altro perchè così si possono trasformare le basi sulle quali il precedente equilibrio si reggeva, in difetto si ricrea il medesimo sistema sotto nomi diversi ma di medesima sostanza e meccanica: quante rivoluzioni vi sono state per la libertà che hanno creato schiavitù!

 

Se volessimo riepilogare alcuni degli elementi toccati potremo dire che attraverso l'Amore per sé possiamo agevolare la riunificazione degli opposti che permette di vivere il Presente ed il non locale.

La nostra consapevolezza può muoversi dal locale all'universale poiché partecipa alla manifestazione del punto di vista parziale come anche alla esistenza totale.

In quanto esseri divini che si auto-osservano in una dimensione dove è presente un grado di dualità, possiamo saltare da uno stato all'altro e beneficiare di una interazione molto più piena con la vita in tutti i suoi aspetti.

Il ritorno all'Uno fatto in Consapevolezza non crea la fine della vita lineare e locale ma la rende più ricca ed intensa: la Sacralizza ad un livello più alto di Amore.

L'essere che diviene Essere assume una capacità infinita di modificare la propria esperienza: è l'Attore che si scopre anche nelle sue vesti di Autore, Regista e Scenografo.

Il Cosmo diviene incarnato nella Consapevolezza, l'essere umano emerge dal pantano che ha usato come scuola per riabbracciare il sole.

 

Prossimamente altro su questo tema.

 

Luca

 

www.trasformazioneconsapevole.it

 

 

ACQUAspruzzo

Commenti  

 
#3 Luca F 2011-06-30 15:38
ciao, sono contento ti sia stato di stimolo. Cosa intendi per tenerlo? Puoi stamparlo o salvarlo sul tuo pc. Ho capito male? Un caro saluto.
Luca
Citazione
 
 
#2 Antonia 2011-06-30 15:23
fatto:-)
come tenerlo? Qs scritto
mi interessa molto
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#1 Antonia 2011-06-30 15:20
:-)))
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