far emergere la Genialità personale

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Seraph

 

 

Far emergere la genialità individuale e di gruppo.


 

Cos'è un genio? Come lo definireste? Come lo hanno definito e come vi hanno trasmesso questo concetto?

Per molti la parola genio identifica una personalità che emerge in maniera evidente dalla media, come un fenomeno incomprensibile ma potente della unicità degli esseri umani.

Si collega a questo attributo tutta una serie di nomi di illustri passati uomini e donne che hanno strabiliato per doti spesso legate al campo artistico o scientifico.

Si parla di bambini prodigio, sottintendendo che esista una qualche parte di loro che trascenda ogni tipo di sviluppo prevedibile ed istituzionalizzato e che permetta, a tali bambini e bambine, di manifestare delle doti che appaiono al di fuori dei riferimenti e dei pregiudizi che nutriamo nei confronti di persone di una tenera età.

Il genio spesso è anche associato alla pazzia o squilibrio emozionale.

Il genio viene anche ricordato per l'incapacità di comunicazione ordinaria e della difficile integrazione nella società.

Altre volte abbiamo personalità e manifestazioni della genialità che non vengono identificate come tali ma anzi combattute, perchè troppo diverse dallo status quo accettato ed accettabile da un determinato gruppo sociale, nel quale questo si manifesta.

La genialità è come una incognita X che appare in maniera casuale e che non trova spiegazione nelle descrizione dei fenomeni umani ma proprio con la estrema forza della quale tale manifestazione è dotata, evidenzia l'erroneità di tutte le costruzioni mentali che ci hanno sempre accompagnato e che riferiamo alla descrizione della natura umana.

Per tranquillizzare gli amanti della prevedibilità, coloro che manifestano tali doti finiscono nel circuito dei fenomeni inspiegabili come eccezioni che confermino la regola e non ci si sofferma, invece, come essi siano la dimostrazione che la regola stessa è falsa: è una illusione accettata collettivamente.

Quindi con questa introduzione ho voluto sfiorare alcuni dei tanti pre-concetti e pre-giudizi che nutriamo ma desidero andare oltre: trattare il risveglio della vostra personale genialità.

“Io un genio?” alcuni potrebbero pensare e poi continuare in pensieri egualmente non corretti, sia che essi possa suonare come “Certo, lo sapevo! Gli altri non mi riconoscono! Finalmente ecco chi ha notato la realtà di come stanno le cose.” ed altri “Io non sono capace di risolvere problemi semplici, figuriamoci il considerarmi un genio. Luca sei sulla strada sbagliata.”

Entrambi i pensieri nascono da una sorta di deformazione della vera natura della genialità.

Entrambi inquinati dal confronto e dal giudizio che si ha su di sé e sugli altri.

Tutti pensieri mossi dai filtri che abbiamo acquisito durante la nostra vita e da quel meccanismo ripetitivo che, come un circolo senza fine, logora il nostro interiore.

Inizio quindi a dirvi che se desiderate intraprendere il viaggio all'interno della vostra genialità, è necessario che sospendiate tutti questi circuiti e facciate pulizia di vecchi modi di intendere questa manifestazione di voi stessi.

La genialità, come capacità ed attitudine a creare qualcosa che sia un netto salto rispetto a ciò che era stato sperimentato in precedenza, nasce dal profondo di ciò che ognuno è.

Noi osserviamo la genialità per i suoi frutti, nei campi artistici, scientifici, economici o sociali.

Facendo questo commettiamo un grave errore nel definirne le caratteristiche e tutto appare non comprensibile.

Per osservare la genialità e poterla apprezzare in noi, al di là dei pre-concetti, è utile entrare in alcune sue caratteristiche ed aspetti.

La genialità è connessa ad una grande fiducia in sé stessi e nel proprio sentire.

Essa è connessa alla libertà rispetto a quello che altri, anche con violenza, cercano di trasmetterci come volontà di conformismo ed accettazione di quanto detto da un'autorità, dal gruppo, dal riconosciuto ufficialmente.

E' qualcosa che si esprime come emanazione della forza vitale, non ha regole e non è ripetibile: non è insegnabile direttamente.

Difatti non esistono “corsi di studio per genialità” ma semmai solo “corsi di studio per geni”: la genialità esiste a prescindere dell'organizzazione.

Essa, alle volte, è talmente forte che le istituzioni “si adeguano” ad essa.

Viene trattata come fosse un fiume che sia di una tale forza che non possa essere imbrigliato e reso prevedibile ma solo gestito affinchè non debordi nei campi, ove tutto è ordinato, all'interno di spazi appositi.

La nostra società, così organizzata sino a spegnere la bellezza interiore, è come un campo coltivato nel quale la forza libera del fiume è vista come distruzione invece di ciò che essa è: rinnovamento.

Quanto è distante il concetto del fiume visto come dispensatore di vita, come il Nilo, che nel suo ritmo era simile al respiro della Terra.

Oggi siamo abituati a pensare l'imprevisto come una maledizione: non siamo più capaci di vederne l'armonia che è presente in esso.

Quindi la genialità viene relegata in scuole speciali, spettacoli televisivi che come moderni incontri circensi sono nati solo per far spalancare la bocca per un attimo, ma non per far riflettere.

Ora è tempo che ognuno di noi inizi a riflettere o, in altro termine, ascoltarsi.

Il punto di partenza che vi suggerisco, per costruire un nuovo circuito di pensiero e cambiamento, è concepirvi tutti come geniali.

Siamo tutti geniali come nostra natura fondamentale di sovvertire il previsto, il prevedibile al fine di trovare nuove soluzioni ai medesimi problemi di sempre.

Ciò che ci distingue è la capacità di lasciar emergere tale nostra natura.

Difatti se la genialità è espressione della natura umana, non c'è una metodica per creare genialità ma bensì per aprire la strada, ad essa, verso una sua espressione nella nostra vita.

La nostra società, nonostante manifestazioni di apparente apprezzamento, in realtà rifiuta la genialità perchè è espressione di una forza che non può essere controllata.

Nella nostra estrema ricerca di controllo, come umanità, abbiamo creato sistemi che da istruzione sono diventati sinonimo di distruzione della individualità.

Da sistemi a tutela della libertà a sistemi indirizzati alla omologazione e gestione.

Tutto questo ha una sua profonda radice nella paura e nella sfiducia di fondo che viene nutrita verso la nostra natura: siamo stati “cacciati dall'eden” e quindi non meritevoli di alcuna fiducia.

Molti sottolineano l'estrema natura distruttiva dell'essere umano e ne dimenticano la bellezza.

Questi pre-giudizi poi generano la ricerca di un sistema che permetta di creare persone che nelle loro azioni siano accettabili all'interno di parametri molto stretti e predefiniti.

Di conseguenza “il diverso” viene sopportato come eccezione alla regola ma non si riesce a beneficiare della grande forza propulsiva ed evolutiva che viene da essi.

In questo senso siamo stati programmati, tutti più o meno, a rifiutare e disconoscere la nostra unicità e perdere la nostra genialità nel grigiore di percorsi preconfezionati, con obiettivi già stabiliti, come in un moderno “monopoli” sociale.

Il genio è colui che fuoriesce da queste regole preimpostate e decide di giocare la partita al proprio gioco.

La genialità quindi ha questa tendenza ad essere libera.

Accettare la propria genialità e permettere di farla emergere è un “togliere le barriere” che ci hanno trasmesso e che abbiamo accettato (e che abbiamo creato!).

Gli aspetti della crescita personale, che io torno a sottolineare, e che permettono di far emergere la propria genialità sono principalmente: l'amore per sé stessi e lo sperimentare.

Nell'amore per sé stessi c'è la fiducia in sé ed in ciò che si sente.

Nello sperimentare vi è l'interazione con il mondo che ci circonda ed il rimanere presenti a ciò che è, evitando di chiudersi in un proprio mondo illusorio.

Entrambi questi aspetti sono stati puniti nel tempo: amarsi è stato considerato negativamente se non bloccato; lo sperimentare è stato spesso giudicato e non accettato.

Per essere accolti nei gruppi spesso siamo stati costretti a troncare parti di noi, disattivarle e renderle silenziose.

Il mondo è diventato grigio ma ci siamo sentiti amati: molti hanno operato questo, a qualche livello, nel loro passato.

E' tempo di riattivare la propria genialità, però, perchè ciò che ci era stato promesso non è stato mantenuto: era un'illusione di un falso amore, dalla quale ci siamo risvegliati.

Ci sono state promesse pace, sicurezza, salute, successo, serenità ma nel tempo di siamo accorti che era solo “il suono del pifferaio magico” che ci ha portati in una situazione di distruzione personale e collettiva.

E' ora giunto il  tempo di suonare, cantare e ballare la nostra personale e geniale armonia.

 

(vi consiglio di guardare il video, mi è arrivato il link stamattina (12 novembre) e l'ho trovato perfettamente sincronico )


 

 

..... LA PROSSIMA PARTE NEI PROSSIMI GIORNI....nel frattempo..... fate emergere la Genialità ed Amatevi!

 

Seraph

Ultimo aggiornamento Giovedì 18 Novembre 2010 13:23

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