IL DENARO E LA CRESCITA PERSONALE
E' indubbiamente una tematica che ha destato e desta interesse, soprattutto pensando a quante persone in questo momento stanno vivendo una difficoltà economica e si vedono, giorno dopo giorno, impossibilitati e quantomeno rallentanti nella soddisfazione dei bisogni che esse stesse reputano fondamentali.
La ricerca della ricchezza è una delle grandi “molle” o programmazioni che la nostra società occidentale ha subito con più grande forza.
Il significato che ognuno da al denaro colora la propria vita e, sotto molti punti di vista, per capire come sia una persona e quali possano essere i principi che la guidano nello svolgersi della propria vita, l'osservazione del rapporto che questa ha con il denaro è sempre stato un elemento centrale.
Denaro come fonte di ogni male, come strumento di manipolazione, come droga sociale che alimenta gli aspetti più deleteri del carattere personale: sono molti i significati che sono stati assegnati e che propendono verso una “condanna” di questo strumento che ogni giorno utilizziamo.
Lo usiamo e lo odiamo, lo ambiamo e lo disprezziamo, lo ammiriamo e lo condanniamo.
In effetti ci sono stati insegnamenti di carattere religioso, o almeno di alcune religioni, che hanno stigmatizzato l'uso del denaro e vi è il ricordo consapevole od inconsapevole di quanto una scelta che volga alla moralità, alla crescita spirituale ed al contatto con il Trascendente necessariamente debba escludere l'uso, il possesso e la creazione di grandi quantità di denaro.
Certo questo dovrebbe teoricamente apparire vuoto quando si comprende che le più grandi istituzioni culturali e religiose hanno grandi disponibilità di mezzi.
Ma il circuito di condanna viene recuperato quando si giudicano queste istituzioni corrotte, cosicchè il singolo possa bearsi della sua santa scarsità con la speranza di guadagnarsi, così, le chiavi del Paradiso.
L'essere umano è meraviglioso e non lo dico con ironia ma, bensì, con la volontà di sottolineare quanto la creatività sia infinita e di come essa non rispetti alcun canone della razionalità.
Difatti il collegare ad un attributo interno, come la propria integrità ed onestà, a qualcosa di esterno e ad uno strumento, come il denaro, è arbitrario nonché fuorviante.
Si sposta l'attenzione e l'ascolto interno verso una realtà esterna, compiendo così uno spostamento di priorità e perdendosi, poi, nel vortice di giudizi e di regole che la mente cerca di creare al fine di rispondere alle nostre domande.
Le domande, la ricerca di vita e di senso, in sé è corretta e potrebbe essere riassunta nella frase: “come trovare la felicità?”.
Il problema sorge quando la risposta viene cercata ed individuata in strumenti e non nel vero nucleo interno, dove la felicità risiede e si manifesta: il nostro cuore, il nostro sé interiore.
Tornando al denaro, quindi, a seconda della ideologia che si abbraccia esso diventa fonte di felicità o di perdizione: entrambi i punti di vista sono giudizi parziali.
Molti ora, grazie alle grandi oscillazioni create in questi ultimi anni dai terremoti economici che stiamo vivendo a livello internazionale, sono passati dalla relativa ricchezza materiale, alla relativa povertà.
Molti hanno, seppur sembra impossibile, sperimentato il contrario perchè, nei tempi di crisi c'è sempre colui che riesce a sfruttarne le occasioni.
In generale aver sperimentato questi repentini, poiché avvenuti in pochi mesi, cambiamenti di abitudini ha permesso od ha creato il potenziale di scrollarsi di dosso alcuni vecchi preconcetti sul denaro e la ricchezza.
Penso che molti abbiano potuto ritrovare il vero senso di una vita che sia autonomo dagli strumenti che sono utilizzati nello svolgersi della vita stessa.
Si riprende, cioè, il contenuto e si riconosce la scatola per quella che è: è come se nel passato al ricevimento di un dono, avessimo tenuto la carta argentata e gettato il dono stesso.
Queste immagini possono richiamare il nostro atteggiamento che abbiamo nutrito e tenuto per tanto, nei confronti di tanti aspetti della vita.
Abbiamo quindi giocato a perderci in queste illusioni per poi, giunto il termine, ritornare a svegliarci.
Alcuni, però, hanno e stanno sperimentando un risveglio traumatico e quindi la mia opera e questo scritto è rivolto soprattutto a queste persone, con la speranza di essere di stimolo.
Lasciandoci dietro le spalle, per un momento, tante teorie sociali-economiche-spiritualiste legate a questa tematica, potremmo tentare di individuare ed abbracciare con la nostra consapevolezza alcuni aspetti che potrebbero essere di stimolo per una propria “rivoluzione interiore”, che si trasformerà in un potenziale cambiamento del rapporto che noi abbiamo con “la nebbia d'oro”.
La nebbia è un fenomeno naturale che può essere molto affascinante e che ha anche un elemento di romanticismo e di stimolo della fantasia, alternativamente può essere fonte di problemi e di disprezzo ma alla fine, se si sa come muoversi al suo interno, si può superare e ritrovare il sole.
Così il denaro che per un suo aspetto è proprio una nebbia, che sta rendendo non visibile la sua natura e la natura dei rapporti e dei funzionamenti interiori delle persone, potremmo definirlo come “nebbia d'oro” nella quale, più o meno, tutti si dibattono per una gran parte della propria vita.
Quando ci si immerge in essa, sin dalla tenera età nel quale dai giocattoli si è passati a ricevere e chiedere monetine, si è pensato che essa fosse un fondamento del modo di interagire con gli altri.
Una grande importanza è sempre stata data, nell'educazione, alla gestione del denaro ed è stato dopo un certo primo periodo dell'infanzia, persino elevata ad indicatore della propria identità.
A questa misteriosa forza che ad un bambino può sembrare svilupparsi in maniera arbitraria, per come scelga i propri prediletti ed escluda altri, iniziamo ad abbinare meccanismi e valutazioni come il valore personale, il successo individuale e sociale, la possibilità di fare nella vita.
Questo trasferimento di funzioni e significati continua, successivamente, nell'età adulta e condiziona pesantemente tutta una serie di scelte tra le quali una delle più importanti: la scelta della propria attività lavorativa.
Potrei dilungarmi molto anche sull'intensità dell'influenza che questo elemento, la ricchezza o la presumibile capacità di generare ricchezza, ha all'interno di tutti i rapporti interpersonali ma, ai fini di questo scritto, il richiamare la vostra esperienza in questi campi è più che sufficiente.
Quindi abbiamo varie figure che possono rappresentare diverse, alcune in realtà, visioni: il santo povero che ha rinunciato ai beni materiali, il barbone che è un rivoluzionario sfortunato che ha perso la lotta con il sistema tanto da esserne escluso, il lavoratore che è sottomesso ad una dittatura consumistica e globalista, colui che si è sollevato dalla palude della impotenza per iniziare ad annusare l'aria delle montagne finanziarie, il ricco-padrone che ha venduto la propria integrità per il successo, il fortunato che ha ereditato, vinto o trovato la sua miniera d'oro, la nobiltà nera che conduce il mondo nei pascoli dello sfruttamento... aggiungete voi tutte le immagini e stereotipi che conoscete: scoprirete che ve ne sono infiniti.
Ora vi chiedo di soffermarvi, più precisamente e prendendovi del tempo, sui significati e stereotipi che avete voi in relazione alla ricchezza.
Prendetevi del tempo.
So già che molti sono a queste parole ed ancora non si sono fermati ma lo ripeto, come invito e dono che fate a voi stessi, chiedetevi cosa pensate e cosa sentite voi in riferimento alla ricchezza in generale, alla ricchezza altrui ed alla povertà che sia vostra, dei vostri cari e di altre persone.
Avete ancora una possibilità di iniziare o di approfondire, avete del tempo per rivolgervi a voi od aspettate che io vi fornisca il mio punto di vista?
Non è forse il tempo che voi attingiate alla vostra verità?
Bene, ringrazio coloro che si sono presi del tempo per ascoltarsi perchè si sono donati una diminuzione dell'impatto che la vita sta fornendo per portarvi a fare lo stesso tipo di ascolto.
Quindi questo inquinamento emozionale e mentale, dovuto all'abbinamento di significati ad oggetti della dinamica pratica di vita, lo possiamo vedere in una parola che ho usato prima: le persone verso le quali nutriamo affetto le identifichiamo come “cari”.
“Cari” e “caro” sono termini che usiamo anche per identificare, con un giudizio, il valore economico di un bene: non trovate la cosa significativa? Quanto il nostro stesso parlare è inquinato da questo cortocircuito? “Caro” potrebbe significare che “ha valore”, certo, ma perchè c'è il senso che ne abbia troppo? Questa divertente riflessione, seppur non corretta sotto il profilo dell'analisi della lingua, potrebbe svelare alcuni meccanismi inconsci che ci stanno limitando.
Provate ad operare in voi la sostituzione di “caro”, riferito ad una persona, con “amato” e potrete riappropriarvi di una vostra verità.
Quindi questo esempio mostra con evidenza quanto sia importante depurare alcuni meccanismi interiori (pensiero ed emozione) e di comportamento (azione e parola), per recuperare un equilibrio che permetta una maggiore lucidità.
Ora nello sviluppo di questo mio stimolo scritto, che pur essendo gratuito ha in sé un grande valore o piccolo valore ma sicuramente indipendente dal costo che state pagando, procediamo assieme ad approfondire alcuni elementi che io sviluppo nei miei incontri.
Se fino ad ora abbiamo pensato di capire come funzioni l'automobile analizzando, nei minimi dettagli, il movimento delle ruote e la forma del cofano, è giunto il momento di fermare un attimo la corsa e cercare il motore: preparatevi alle prime nozioni di meccanica creativa.
LA PREMESSA
Il denaro come ogni altro aspetto e manifestazione della nostra vita è creato da noi.
LA DINAMICA
Nel “noi” sicuramente intendo il singolo ma anche la relazione con gli altri e con il cosmo intero: in realtà la parola che amo usare è co-creazione.
LE FONDAMENTA DEL SALTO
Non si può modificare l'espressione nella materia se non si modifica ed armonizza il nostro essere, poiché noi proiettiamo noi stessi all'esterno ed il cosmo non fa altro che adattarsi al “campo giochi” nel quale sviluppiamo la nostra consapevolezza.
IL MOTORE DEL PROCESSO
Il movimento di cambiamento, se vuole essere innescato e procedere in maniera veloce ed equilibrata, necessariamente deve riguardare l'amore per sé stessi.
L'amore per sé è un'arte che pochi possono dire di possedere ma, in realtà, è l'intera chiave della nostra esistenza terrena.
LA COMUNICAZIONE APPARENTE NEI SISTEMI
I nostri preconcetti, le nostre credenze, le nostre ferite emozionali creano il modo nel quale noi agiamo e quindi interveniamo nel nostro quotidiano. Alcuni potrebbero quindi pensare che modificando questi aspetti si modifichi la realtà, avendo in mente che ad azione corrisponde una reazione e che ad un intervento di un certo tipo corrisponda una modifica della realtà in una certa direzione.
Questo solo in parte è vero: rimane necessario ottimizzare questi aspetti ma non è sufficiente, come tanti che ci hanno provato possono testimoniare.
LA COMUNICAZIONE INVISIBILE E FONDAMENTALE
Il vero canale di trasmissione non risiede nelle azioni e nelle parole, che ne sono un complemento importante e collegato, ma in ciò che siamo.
La coerenza interna o, in altri termini, l'equilibrio che noi siamo e che è generato dall'insieme dei nostri aspetti (fisici, mentali, emozionali, spirituali) genera quello che possiamo chiamare “il nostro pezzo del puzzle” od anche “la nostra voce”, che ha una tale potenza da modificare tutti gli altri pezzi e voci che interagiscono con noi. Per usare un esempio più chiaro ad alcuni, se il nostro campo informativo-energetico emette una certa risonanza essa interagisce con altre sia come fenomeno di attrazione, provocando ciò che è trattato nelle varie opere legate alla Legge d'Attrazione, ma riesce ad essere creativo e quindi modifica: è la spiegazione della frase che dice “se vuoi cambiare il mondo inizia da te stesso”.
E' importante implementare, quindi, la dinamica d'attrazione con quella di creazione, o meglio co-creazione.
L'attrazione può essere considerata passiva, la co-creazione è attiva.
LA COCREAZIONE COME FENOMENO CENTRALE ATTIVO
In questo termine, che si va diffondendo in ambienti di ricerca spirituale oramai da decenni, si vuole intendere l'intima relazione che esiste tra ciò che noi consideriamo micro e locale, con ciò che consideriamo macro e generale-universale.
Richiama con chiarezza anche l'unità dei fenomeni che potremmo indicare come interiori ed esteriori.
L'interazione con il macro e con l'esteriore e, per dirla ancora più chiaramente, l'identità in un unico di ciò che percepiamo “nostro” ed “altro”, rende palese come il processo di modifica al quale aspiriamo ed i risultati che desideriamo hanno la loro origine in noi.
In questo “essere noi” si va ad integrare, però, la stessa energia del Divino.
IL DIVINO COME SISTEMA UNICO ED OLOGRAFICO: LA BARRIERA CHE CADE
In questo senso l'intera visione di ciò che è il Cosmo e ciò che può essere definito Divino spinge a comprendere come io, tu, ogni persona esprima questa grande immensità ed eternità che, nel suo cambiamento e trasformazione costante, si evolve e muta il suo aspetto materiale.
Praticamente ecco come si arriva a dire che se vorrete creare ricchezza economica nella vostra vita, sia necessario creare ricchezza interiore attraverso il recupero della vostra vera natura.
Il povero è semplicemente uno “smemorato”.
IL RECUPERO DELLA MEMORIA: TORNARE NOI STESSI
poiché la nostra natura non può essere negata a lungo, seppur nei secoli siamo stati capaci di creare sistemi davvero ingegnosi, nel momento nel quale decidiamo di rivolgere l'attenzione nel nostro profondo, essa emerge e la memoria torna: ciò che si è sempre saputo viene recuperato.
IL POTERE DI GIOIRE
la vita è uno splendido gioco del quale possiamo modificare gli sviluppi.
Attraverso un equilibrio rinnovato e che abbia le sue radici nel nostro profondo possiamo creare il Paradiso in Terra: saremo noi assieme al Cosmo intero (Noi) a manifestarlo.
Il miracolo, quindi, diventa ordinario e la noia assieme a tanti inquinanti della nostra vita, scompaiono progressivamente e definitivamente.
Bene, ora fermatevi, rileggete gli ultimi punti.
“Di nuovo!” forse direte.
“Di nuovo, si.” aggiungo perchè è essenziale a questo punto che sentiate in voi se ciò che ho detto risuona con la vostra verità e identificare quel fastidio o disaccordo che sta emergendo.
Non vorrete “bervi” tutto quello che scrivo senza verificare?
Siete abituati a leggere in maniera passiva aspettandovi chissà quale rivelazione?
Cercate, ora, la rivelazione in voi.
Vi aspetto, il Cosmo vi aspetta ed è tempo di farlo.
Avete ancora la possibilità di farlo o di approfondirlo, rileggete l'ultima parte, i vari punti e percepite dove c'è qualcosa di interessante per voi.
Grazie, sento necessario che io tenti di riportarvi a voi perchè il grande limite che possono vivere coloro che si pongono come stimolo è dimenticare che tu, i lettori, gli ascoltatori, i partecipanti ai seminari hanno la stessa propria potenzialità Divina nella loro unica originalità di me, dello scrittore, del conferenziere, del formatore.
Il passaggio che da ultimo voglio sottolineare è proprio questo: io e voi stiamo co-creando la nostra realtà.
Se vogliamo fare un reale e concreto passaggio, una via importante è la condivisione nel reciproco riconoscimento, per ri-conoscerci ad un piano molto più potente, trasformativo e gioioso.
Ho impegnato, di questo scritto, una grande parte come premessa ed è stata fatta di proposito poiché so che non è stato possibile, per il ritmo di lettura, approfondire tutto quello che ho toccato soprattutto nell'ultima parte.
Ribadendo che sono punti di vista e costituiscono, quanto descritto, elementi di un approccio originale alla creazione dell'abbondanza nella propria vita, il primo passaggio è se in voi abbiate sentito qualche stimolo a "compiere un passo ulteriore".
Il tema è sempre quello: cosa volete? Dove volete e sentite di muovervi? Avete finalmente deciso di emergere nella vostra originalità o cercate ancora un qualcosa di “preconfezionato” che permetta di “mangiare velocemente e vi faccia passare la fame” ma che vi inquini ulteriormente?
Il disagio o la ricerca che vi sta spingendo non si acquieterà per molto con delle ipnosi: molti si auto-ipnotizzano per non sentire il dolore e per nutrire la speranza.
Questo regge sino a che la vita, con un urto, ci sveglia.
Questo è comprensibile e l'ho vissuto anche io: è un passaggio.
Quello che mi sento di suggerire è di accellerare questa fase.
Trovate del tempo per rileggere quello che ho scritto, maturate in voi il vostro sentire e mettetelo in comunicazione con il mio se ne avrete voglia. Sono sempre disponibile via mail Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. .
Sottolineo come nelle mie iniziative, che svolgo individualmente od in team con altri, l'intento è risvegliare delle parti di voi che non sono ancora pienamente accolte od approfondite.
E' ampliare la vostra dimensione di libertà consapevole.
E' un intento grande ma se non rivolgiamo al Cosmo ed a noi stessi grandi richieste, per voi si potrà mai ottenere e vivere qualcosa di grande?
Alcuni riusciranno perchè hanno già in sé implementati questi passaggi, anche non consapevolmente, ma se la vita non vi sta riservando la gioia alla quale aspirate, ciò è un segnale che è giunto il tempo di ri-cordare e ri-conoscervi.
La sveglia sta suonando, è tempo di alzarsi ed abbracciare l'aria frizzante di un nuovo mattino.
Un abbraccio nella mia Unicità e nell'Unico che noi siamo.
Luca Ferretti

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