la Magia Interiore

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LA MAGIA DELLA TRASFORMAZIONE: CHI È IL MAGO?

 

Possiamo dire che nell'immaginario di molti di noi, la figura del mago è associata alla capacità di modificare la realtà in funzione dei propri desideri.

Abbiamo potuto osservare diverse incarnazioni di questo mito o archetipo che dal Topolino di Fantasia, al Gandalf del Signore degli Anelli conosce infinite sfumature.

Ognuno di noi sente connessa all'espressione della propria giovinezza la figura del mago, forse perchè ha riempito molte delle nostre fantastiche visioni che nella nostra mente si creavano in risposta a favole, libri, film e giochi elettronici.

Il mago, indubbiamente, ha il suo fascino ma che spesso sfocia in ambiti che di magico hanno ben poco.

Definirsi “mago” ha spesso aiutato figure ambigue nella ricerca di un “proprio posto al sole” e per questo, una volta cresciuti, abbiamo abbinato alla parola mago anche quella di truffa.

Superando con un balzo tutto questo possiamo però ritornare all'archetipo, al simbolo di base che richiama in noi qualcosa di importante e profondo.


Il mago è un essere umano che ha trovato la propria forza divina nel creare ciò che è importante per sé.

Ci sono diverse tipologie come diversissime sono le strade che ognuno di noi può percorrere nella propria vita: dal mago malvagio al mago che salva.

In realtà, però, la saggezza del mago, del Merlino, si erge al di sopra del giudizio che facilmente gli viene affibbiato in base ai presunti comportamenti.

Spesso il mago osserva ed interagisce con attività, persone, cose all'interno di un quadro di riferimento non sempre intellegibile agli altri e questo può creare spesso incomprensioni e paure.

In altre parole egli opera ad un livello di Consapevolezza diverso da coloro che lo osservano.


Ognuno di noi però può divenire un mago e conoscere la magia vera che è dentro di sè.

La magia, in questo senso, può essere per noi un ritorno di una parte del nostro essere nella nostra quotidianità.

Qui non si vuole fare riferimento a rituali, libri polverosi o presunti segreti custoditi in amene località del pianeta o strani gruppi occulti, quanto piuttosto alla Fonte del potere di ogni mago.

 

IL FIUME ED IL MULINO

 

Per fare un esempio, se immaginiamo la forza sottostante alla magia con un fiume, la magia codificata (fatta di rituali, segreti, formule... ) e che sembra dare potere non è altro che un mulino che con le sue pale attinge al movimento dell'acqua.

Certo si potrà affermare che per alcuni scopi il mulino rimane utile ma non è mai la vera sorgente tanto che, un grande e segreto rituale, può perdere improvvisamente ed irrimediabilmente la sua forza se il fiume al quale attinge si secca o cambia corso.

Questo è capitato e capiterà sempre più a chi utilizzi il mulino trasferendo in questo il proprio potere.

Il mio intento, invece, e puntare la vostra attenzione, per rimanere nella metafora, sul movimento dell'acqua e sulla forza contenuta in essa.

Qual'è? Dov'è questa grande sorgente di potere? Chi la può fornire?

Potrebbero essere queste delle prime domande che affacciandosi nella vostra mente possono già aiutarvi ad individuare come siate ancora vittime di una illusione degli specchi, trucco “magico” ben conosciuto.

Lo specchio, difatti, riflette la vera luce ma provoca uno spostamento: osservando l'immagine credo che la persona riflessa si trovi in un certo spazio, mentre invece è altrove.

Possiamo creare grandi illusioni, e questo gioco viene utilizzato molto, semplicemente operando questo spostamento nello spazio.

Quindi nel nostro caso lo specchio può essere il rituale, la presunta conoscenza o qualsiasi altro attributo che noi possiamo fornire a chi riteniamo mago e che lo distingue da noi.

 

Rimanendo nella metafora: cos'è lo spazio?

 

LO SPAZIO DELLA MAGIA

 

Se quindi diamo alla magia il suo vero significato che è “potere di creare” ed allo spazio restituiamo la connessione con la nostra Consapevolezza possiamo arrivare velocemente al punto.

 

Nel momento in cui in ognuno di noi si ha una crescita della Consapevolezza, che può assumere le apparenti fisionomie di esteriore ed interiore, riusciamo ad individuare dove sia “lo specchio” e l'illusione e dove, invece, sia la sorgente della creazione.

 

Compiendo questa operazione ci liberiamo velocemente dall'influenza di chi gestisce i “mulini sul fiume” poiché si riacquista la capacità di navigare nel fiume.

Difatti man mano che procediamo nella nostra crescita personale e ci liberiamo dalle pastoie di vecchi vestiti e strumenti non più attuali, risvegliandoci alla nostra capacità di vedere, ascoltare e sentire la vita, ci riappropriamo della nostra consapevolezza e quindi della nostra capacità di creazione.

Liberati dalle catene del giudizio e del pre-giudizio i nostri occhi ritornano a vedere cosa interagisce con noi e si aprono possibilità di azione diverse e nuove.

 

La magia si compie come conseguenza naturale: la realtà che viviamo cambia sotto i nostri occhi.

 

Ora riprendendo le vecchie favole non si tratta di trasformare la proverbiale zucca nella carrozza (che aggiornando ai tempi attuali potrebbe essere una fiammante auto sportiva) ma di guardare diversamente ciò che è la zucca.

In questo passaggio il mondo, che abbiamo vissuto sino ad oggi osservandolo tramite infiniti specchi , cambia ed ogni cosa riprende il proprio posto: l'immagine illusoria si rivela come tale, lo specchio può essere tolto e si scopre dov'è la sorgente dell'immagine.

Quando parlo di una trasformazione consapevole voglio diffondere anche questo significato: la forma cambia poiché abbiamo ritrovato la sorgente, l'origine di noi stessi.

La forma è come un vestito che la nostra consapevolezza veste: non c'è distinzione tra dentro e fuori ed il mondo può apparirmi meraviglioso o terribile a seconda di come lo guardo.

 

ACCETTAZIONE ATTIVA

 

Ciò non vuole dire che nella trasformazione si accetta passivamente ciò che è, senza possibilità di modifica se non accontentandosi di una diversa interpretazione interiore ma che, al contrario, nell'accettazione attiva si diventa creatori più efficaci.

L'accettazione può essere passiva quando mi induce alla paralisi mentre diviene attiva quando, libera da pastoie mentali ed emozionali, contribuisco al flusso esprimendo me stesso.

Sino a che ci affanneremo a combattere contro i riflessi, non avremo sorte diversa che quella del Don Chisciotte ed i suoi mulini a vento o del prigioniero che urla disperato da dietro le sbarre.

Quando invece ci riappropriamo del nostro essere vero, potremo davvero essere una forza di cambiamento per noi stessi e, di conseguenza, per gli altri.


Ecco spiegato perchè la figura del mago ci affascini così tanto: richiama una parte di noi stessi, un posto di comando sulla nostra vita, a cui intimamente ed a volte inconsapevolmente aspiriamo.

E' un processo quello di recupero del mago interiore, che è un aspetto della scoperta della nostra grandezza e bellezza, che va di pari passo con l'osservazione della bellezza altrui e del potere altrui.

Il mago non è, in questo senso, colui che si erge sopra gli altri per utilizzarli per i suoi scopo ma, bensì, colui che perseguendo i suoi scopi crea un mondo migliore per sé e per tutti coloro che entrano in contatto con lui.

Amare sé stessi, nella maniera che ci permette di esprimere il nostro tesoro interiore, è liberante per noi stessi e per gli altri poiché è perfettamente armonico con il flusso universale.

Tutto ciò è molto lontano dalle immagini di manipolazione e sfruttamento alle quali siamo abituati.


Compiere questo passaggio significa diventare parte di quel fiume che è la vita e non accontentarsi più di usare quanto di misero ci è stato offerto, sino ad ora, da chi gestisce i mulini.

 

In questo senso mi muovo nell'offrire i miei stimoli attraverso il mio lavoro quotidiano.

 

Altre informazioni in questa pagina

il Creatore Consapevole

 


 Gandalf1

Ultimo aggiornamento Domenica 29 Agosto 2010 21:50

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