COSA UNISCE UNA STELLA, UN'ISOLA ED UN ESSERE UMANO?
A VOI LA SCOPERTA...
L'Essere Umano: una scoperta permanente!
Ed è proprio vero perchè chiunque si muova nell'esplorazione, oltre la superficie, di quello che ognuno di noi è, si trova di fronte ad un mondo inaspettato.
Come ogni nuova dimensione che la nostra Consapevolezza si trovi ad esplorare le sorprese sono molteplici.
Ho già scritto del Risveglio come uno stato di Coscienza ed adesso vorrei condividere ciò che man mano mi è dato di osservare.
Sono spunti questi e sono consapevole che ogni punto di vista è unico ed importante.
Sento di avere la capacità di comunicare ed offro così un servizio tramite i miei scritti e gli incontri che svolgo con le persone, resta però da ricordare che ognuno di noi è una originale finestra sacra sul panorama infinito che è la realtà.
Riconosco l'importanza di coloro che fanno divulgazione e di quanti, come me, portano avanti iniziative volte alla crescita propria ed altrui ed esistono vari approcci, sistemi, stili messi in opera.
In ognuno di noi, però, si sta muovendo un processo che si potrebbe definire alchemico poiché ci sta portando a modificare profondamente nostre parti ritenute, sino a poco tempo fa, definitive, cristallizzate, intoccabili.
Questo processo spesso va al di fuori di qualsiasi schema conosciuto: è una novità.
Stiamo man mano, seppur non con facilità, creando di nuovo noi stessi.
E' quasi come una seconda nascita, una seconda venuta al mondo: un nuovo sé stessi in un nuovo mondo.
Sappiamo che tutto ciò che risuona in noi ha una corrispondenza all'esterno e reciprocamente ciò che accade attorno a noi provoca in noi un passaggio interiore.
Molti ricordano giustamente che siamo in un periodo che per il collettivo, l'Umanità nel suo insieme, è cruciale: ognuno di noi è posto costantemente dinanzi a delle scelte che possono mutare completamente il quadro di riferimento personale, di vita quotidiana e di vita interiore.
Un caos per alcuni mentre per altri è la magia dell'alchimia.
Il processo alchemico della trasformazione lungi dal poter essere definito e limitato in quanto il processo mentale possa abbracciare, sconfina in quella realtà multipla che coinvolge dimensioni personali e collettive nuove.
Le eterni domande che hanno spinto l'umanità in avanti per millenni in questa fase stanno nuovamente catalizzando un passaggio: chi sono io? Chi sei tu? Cosa è la realtà? Qual'è il senso della vita?
Ecco i motori potenti che stanno portando molti di noi a ricostruirsi, immergendosi in sé per uscire rinnovati.
Un processo che alcuni possono collegare alla trasformazione del bruco in farfalla ma che a me piace collegare all'accensione di una stella.
La fusione nucleare, una grande incontro di forze ed energie che creano una nuova forma: il sole si accende.
Ognuno di noi può divenire una stella, la nuova stella del proprio firmamento, ma certamente la fase di ignizione, di accensione richiede scelte, coraggio, rilascio ed in una espressione unica: un grande amore per sé stessi.
Il processo non è facile perchè quando in una nuova consapevolezza si osserva la propria vita ed il proprio passato si può rimanere letteralmente scioccati da quanto accaduto e dalle stesse compiute scelte personali.
Alle volte si percepisce quanto un filo d'oro abbia condotto gli eventi, come e meglio di un ipotetico regista che conduca le scene di un film nel loro dispiegarsi, e si comprende che è in opera una Saggezza che va al di là della consapevolezza della mente.
Concetti come la sincronicità iniziano ad offrire un aiuto per interpretare fatti che altrimenti rimarrebbero inspiegabili.
Il concetto di sincronicità può essere condensato in questa definizione: diversi accadimenti che non hanno una connessione di causa-effetto tra loro ma che risultano interconnessi in un ordine ed armonia non casuale ma funzionale a determinati passaggi, combinazioni, trasformazioni, evoluzioni. La sincronicità si osserva sul piano del senso ulteriore all'evento: è una osservazione legata ad una consapevolezza ampliata.
La sincronicità irrompe nella nostra visione e crea una breccia in quella diga mentale che vorrebbe tutto spiegabile in base a quanto conosciuto, per condurci verso una visione della interazione del singolo con ciò che è esterno a lui che è molto più complessa.
Il caso non esiste: questa considerazione ci pone di fronte ad una nuova possibilità di percepirci diversamente.
In effetti ognuno di noi ha attraversato una fase più o meno lunga della propria vita pensandosi separato, diverso, unico e solo.
Queste sono in effetti stati che viviamo ma non possono essere posti in assoluto come condizione che abbracci tutte le dimensioni del nostro essere.
Siamo separati? Si se pensiamo di possedere un corpo delimitato ma i nostri pensieri sono davvero “solo i nostri” o le influenze che li determinano hanno radici in una connessione non visibile con gli altri?
Siamo diversi? Certo, poiché ognuno di noi esprime una particolare combinazione di equilibri ma non condividiamo delle meccaniche comuni a tanti altri?
Siamo unici? Certamente, poiché non risulta possibile trovare un'altra persona che possegga le medesime qualità, attributi, conoscenze, esperienze di noi ma non siamo forse uguali in questa unicità?
Siamo soli? Certo, molti vedono la vita come un viaggio solitario svolto con compagni temporanei ma non è anche vero che siamo sempre connessi a forze, energie, pensieri, emozioni che vanno bel oltre noi anche attraverso il semplice ricordo?
Una immagine che mi è sempre piaciuta è quella di un'isola che emerge dal mare: se la guardiamo dall'alto può sembrare solitaria, circondata dall'acqua e separata dalle altre isole ma se ci immergiamo sotto la superficie del mare ecco che si scopre l'unione tra tutte quante: tutte sono espressioni della stessa terra.
Ora se questo paragone lo affianchiamo a quanto accade nella vita di ognuno di noi si può capire che se è verò che partecipiamo al rappresentazione della vita come individui che presumono di possedere una propria mente, proprie emozioni operando personali scelte si potrebbe anche affermare che, a livelli non subito visibili, il tutto possiede un'armonia ed una connessione insospettabile sintomo di una non separazione.
L'isola, nella metafora, perde quindi la sua identità se scopre che le sue radici si confondono con quelle delle altre isole? Certamente no ma questa considerazione porterà a modificare i propri atteggiamenti verso l'altro.
In molti insegnamenti di ricerca spirituale ed evolutiva si ripete come un mantra l'espressione “tutti siamo Uno” e vi sono trovati molti significati a questo, ognuno si immerge e descrive una propria parte delle immense radici che poi esprimono l'isola sopra l'acqua.
L'invito che vi rivolgo è di esplorare le vostre radici: ognuno può apportare una parte della verità che è fondamentale.
Così come un puzzle non può tornare a comporsi senza tutte le tessere, così ciò che noi viviamo in questa esperienza ha necessità di ognuno di noi, di ognuna delle tessere magiche che creano la realtà.
Si immagina l'umanità distaccata dalla natura ma ciò è profondamente limitato: il nostro corpo è della stessa materia delle rocce e delle stelle, non si può negare questa connessione.
Alcuni soffrono fisicamente del cambiamento climatico, altri di interazioni con onde invisibili quali quelle radio, ed altri ancora sono connessi e risentono fortemente a diverse espressioni della natura.
Siamo davvero separati?
Un nuovo stato di consapevolezza permette di osservare queste infinite connessioni e radici non perchè si debbano interrompere nel momento in cui si scopre che siano in qualche maniera controproducenti per il nostro benessere.
Si può però scegliere la sintonia e rimanere connessi a certe forze piuttosto che altre.
La dinamica del perdono ad esempio può richiamare questo processo nella nostra quotidianità emozionale.
Il rapporto tra me ed un'altra persona con la quale abbiamo avuto un conflitto è un fatto.
L'emozione di rabbia che nutriamo reciprocamente è , invece, una scelta.
Nel perdono si sceglie di nutrire una diversa emozione in connessione al fatto che non è cambiato, appartiene al passato, ma che ora si sceglie di non voler far pesare come limite nel presente.
Questo è un esempio semplice e facilmente verificabile da ognuno ma le interconnessioni sono infinite e man mano che procedo nella mia ricerca comprendo sempre più come il nostro Essere è qualcosa di molto lontano da quanto si è pensato.
Le scelte si operano su molteplici piani, sempre più sottili ma sempre più importanti per la vita di ognuno.
Anche questo è un processo: non c'è punto di arrivo ma uno “stile di viaggio”.
E' una scoperta di un nuovo mondo che va vissuta come tale: un esploratore si demoralizza se, all'interno di una foresta sconosciuta, scopre che la via non è tracciata?
L'esploratore conosce già, prima di intraprendere il viaggio, che sarà portato a creare nuove strade.
Siamo tutti esploratori di noi stessi e della realtà: ce ne siamo forse dimenticati ma questo non cambia questa parte della nostra natura.
Chiudo questo scritto con un augurio rivolto a tutti noi: che ognuno ritrovi la libertà nel cuore, vivendo il suo essere esploratore come la più grande benedizione che ci si possa dare.
Ritroveremo il nostro stile, quale stella che sceglie di accendersi.
Luca Ferretti
www.trasformazioneconsapevole.it

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