le tante strade di crescita personale: punto di vista

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RICORDARSI COME OGNI TECNICA, CREDENZA E CREDO

SIA SOLO UN SUGGERIMENTO

 

IL TRATTO DI STRADA CONDIVISO

 

Tante tecniche ed insegnamenti

Nella crescita di molte persone che desiderano cambiare la propria vita e la propria quotidianità, nel momento in cui si decide di compiere il passo ulteriore rispetto alla semplice informazione di ciò che si potrebbe fare e di ciò che si potrebbe diventare, si apre il panorama vastissimo delle varie pratiche, tecniche, insegnamenti che cercano di assistere il cambiamento personale nella pratica.

Difatti poichè tanti sentono fortemente questa necessità e richiedono stimoli, molti che hanno compiuto un proprio passaggio decidono di mettersi al servizio, fornendo la propria esperienza e agevolando gli altri con sistemi che possano condensare il meglio di ciò che conoscono.

Questo è un fenomeno molto importante poiché attraverso la spinta naturale ad aiutare gli altri, molte informazioni vengono condivise e la crescita di tutti viene accelerata.

Se ora andassimo a visitare una grande libreria potremmo rimanere disorientati dal numero di libri dedicati all'argomento e questo, comunque, è un segno incoraggiante di quanto si stia muovendo in noi e nella società.

Mi piace ricordare che “ognuno ha un proprio punto di vista” e quindi ogni pratica, strategia, suggerimento che viene inviato agli altri esprime questo “punto di vista”: non esiste la vera neutralità e la pienezza della visione in nessun essere umano che sia incarnato.

Difatti anche se alcuni affermano che crescendo in consapevolezza si raggiunge la verità, io contesto questa affermazione ricordando che se pur ampia ogni consapevolezza è necessitata a selezionare le informazioni che tramite i sensi vengono percepite e gestirle nella maniera possibile dal sistema mentale-emozionale-fisico di cui fa parte.

Le scelte che compiamo durante il quotidiano, inoltre, sono limitate da condizioni che non sono direttamente influenzabili.

L'espressione co-creazione indica nella prima parte “co” il processo di “dialogo e relazione” che noi abbiamo con tutto ciò che percepiamo come “non noi” e che, pertanto, esige un adeguamento ed il cogliere le opportunità che si presentano: queste non possono essere create come pura espressione del nostro volere nella diretta forma alla quale abbiamo pensato.

Questo è un aspetto sottinteso anche quando si accoglie l'idea che creiamo la nostra realtà e quando si afferma: “chiedi ed osserva come ciò che hai chiesto giungerà a te, senza aspettativa ma con disponibilità”; “non sai come ciò che hai chiesto arriverà quindi non nutrire un pregiudizio ed una aspettativa”; ecc...

Questa necessaria attività di adeguamento rispetto a quello che giunge a noi è un meccanismo della nostra realtà dal quale la possibilità di liberarsi completamente può essere relegata alla mitologia, dove “lontani esseri” avrebbero compiuto questo passaggio e che spesso vengono scelti quale oggetto di devozione.

La devozione, però, non è trasformazione del sé nella libertà.

La realtà di tutti coloro che vivono la quotidianità senza rinchiudersi in una illusione autoprodotta, sa che deve compiere tutta una serie di gestioni più o meno ottimali 1) delle risorse disponibili in quel momento, 2) dello stato interiore che si vive e 3) dell'interazione con gli altri.

Ciò non nega concetti come la sincronicità o la capacità di creare la propria realtà ed attrarre gli eventi a sé favorevoli (anche se qui c'è molto da approfondire per accogliere questi concetti in equilibrio) ma questi vanno visti in modo che non procurino alla persona profonde delusioni che, in definitiva, hanno la loro origine in alcuni fraintendimenti di insegnamenti molto diffusi ma che sono, ripeto, punti di vista di realtà personali limitate.

 

Le tante scatole sulla via della crescita consapevole

Il processo di creazione di stimoli volti al miglioramento altrui rimane, però, fondamentale ed è una grande ricchezza per tutti noi.

E' oggettivo come attorno a determinati approcci, ricostruzioni ed insegnamenti nasca la tendenza di assumerli a nuovo parametro di riferimento, a nuova chiave di lettura della realtà quasi fosse una novella “rivelazione”.

E' chiaro come questo atteggiamento, seppur può fornire una certa iniziale energia che vada nel senso di un cambiamento personale, poi ne definisce i nuovi limiti e chiude colui che ha seguito quell'insegnamento in una “nuova scatola”.

I nuovi limiti sono i limiti che la fonte di quell'insegnamento non ha potuto superare, per proprie motivazioni, ma che non debbono essere necessariamente i limiti degli altri.

Uno dei motivi che portano le persone a cambiare, nel tempo e durante il loro procedere, insegnamento, schema di descrizione, tecnica è nell'aver “toccato” le pareti della nuova scatola ed in quel momento, se non si è assopita la propria capacità di osservazione, si compie un passo verso una maggiore autonomia: verso una scatola più grande.

Questo processo non è criticabile da me perchè è quello vissuto dal sottoscritto e da molti altri ed è un fenomeno fondamentale che però va visto nel suo sviluppo per ciò che è.

Non avendo immediatamente la capacità di aprirci completamente ad una realtà troppo ampia rispetto al nostro “punto di partenza” il processo che si vive è simile ad una graduale espansione, entro scatole sempre più vaste, che ci permettono di vivere “fasi di decompressione” che permettono al nostro sistema mentale ed emozionale di riformularsi e riorganizzarsi con gradualità.

Quindi ribadisco che tutto l'apporto dato da coloro che fanno ricerca ed esperienza è onorato, ringraziato da me, anche pensando ai tanti insegnanti che ho conosciuto e che mi hanno accompagnato per un tratto di strada.

Per coloro invece che permangono tutta una vita nel loro “credo” possono evidenziarsi enormi differenze tra chi vi permane alimentando comunque la propria crescita e chi, invece, si cristallizzi in una struttura rigida di pensiero e sentire.

Difatti è sempre lo stato interiore e la manifestazione nelle azioni che ci permette di capire se una persona pur avendo cambiato tanti insegnamenti e tanti approcci rimane identica e limitata entro il proprio recinto o se un'altra persona pur rimanendo in un identico “quadro di riferimento personale” invece cambi profondamente.

 

Stato interiore ed azioni: come percepirli ed interpretarli?

Non è così semplice rispondere poiché la percezione, essendo un punto di vista, non è mai completa e perfetta ma sempre migliorabile.

Se la percezione non è piena anche l'interpretazione risulta contenente una parte di errore ed incomprensione.

Ma allora neghiamo la capacità in assoluto di valutare ciò che accade attorno a noi ed in noi?

Il compiere scelte in base al vissuto è necessario e connaturato in ognuno di noi ma se si tiene a mente quanto detto e della parzialità di ciò che a noi appare vero, posso certamente dire che non si potrà cadere in un estremismo di qualsiasi genere e ci si rialzerà prima dalle conseguenze di un errore.

Possiamo anche dire che se la percezione viene integrata dall'ascolto della personale intuizione, aggiungendo il proverbiale ulteriore senso a quelli più usati, il quadro che si dipinge davanti a noi può assumere colorazioni più precise.

Lo stato interiore dell'altro può, difatti, essere percepito intuitivamente e le azioni che egli compia possono essere interpretate più profondamente attraverso un analisi non superficiale.

Quindi possiamo rappresentarci l'immagine di una spirale che si innalza: quanto più aumentiamo la nostra consapevolezza, tanto più siamo capaci di percepire; una maggiore e più profonda percezione ci porta ad un livello diverso di consapevolezza.

I cicli si ripetono espandendoci verso le “altezze” dell'evoluzione umana a patto di non “sostare” nel livello acquisito perchè lo si creda ultimo.

 

IL TRATTO DI STRADA ASSIEME

Colui che si ponga “al servizio” degli altri giungendo a questa consapevolezza può aprirsi ad un grande amore per sé, per gli altri che interagiscono con lui e per l'umanità intera.

Questo scritto ha lo scopo di informare chi si rivolga a me dell'approccio che adotto verso le mie stesse conoscenze e, nel contempo, suggerire una modalità di liberazione veloce dalle scatole nel quale ci si possa essere fermati.

E' l'anomalia una delle chiavi per comprendere il sistema: per anomalia (rispetto alla propria scatola) intendo ciò che accade e che non rientra nella spiegazione che ci siamo dati sino ad ora, sono gli imprevisti della vita che ci portano i più grandi insegnamenti, sono gli altri che ci portano a riflettere su ciò che avevamo dato per assodato rivalutandolo in una diversa luce.

Possiamo riempire di un nuovo contenuto le parole “anomalia”, “imprevisto” ed “errore” osservandone la forza enorme che spinge sulle pareti delle scatole e prigioni nelle quali ci siamo inseriti anche volontariamente.

Cercare il “non previsto” ed osservarlo senza banalizzarlo in ciò che si crede è un catalizzatore formidabile.

Indicare al proprio sistema percettivo interiore di aumentare la capacità di percepire “il non previsto” può dare risultati interessanti.

Interpretare l'errore scoprendone il suo senso profondo può farci perdonare e guarire, distillandone l'essenza che quell'esperienza ci offre.

Nutrire la consapevolezza che ognuno di noi contribuisce al flusso collettivo di evoluzione e che non è dato condensare l'intera visione in presunte regole è liberante per sé e per coloro che interagiscono con noi.

Le tecniche, le credenze ed i credi possono essere accomunate alternativamente dalla presunzione di conoscere la verità o dalla consapevolezza di conoscere solo un aspetto della verità.

Gli effetti, come potrete osservare voi stessi, sono diversissimi.

La compassione e la condivisione nascono dalla comprensione della comunione di una medesima natura profonda: qui troveremo la fratellanza.

Consapevole di questo posso augurarmi ed augurarci di percorrere un tratto di strada assieme, nella reciproca libertà di ricerca ed espressione del Sé vero.

 

per conoscere le mie proposte e leggere altri articoli

www.trasformazioneconsapevole.it

 

rami

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