dalla teoria alla pratica

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Il Risveglio non può identificarsi in un momento singolo quanto, invece, ad una serie di momenti connessi ed interdipendenti nei quali ogni volta si modifica il modo di osservare la presunta realtà e procedere sino al successivo passo.

Il Risveglio quindi non è un risultato ma un modo di vivere, pensare, sentire.

Il Risveglio è uno stato di coscienza che può divenire parte di una quotidianità altrimenti priva di senso.

 

 

 

GLI ANNI DEL RISVEGLIO:

COME CAVALCARE L'ONDA DEL CAMBIAMENTO.

DALLA TEORIA ALLA PRATICA

 

Molti sentono una fresca energia che si diffonde tra le persone, che alimenta una nuova forza che stimola la ricerca del Senso della propria vita e del rapporto con sé stessi e gli altri.

Alcuni possono maggiormente osservare la preoccupazione ed il disagio che costringono a cambiare abitudini e pensieri che erano cristallizzati da tempo.

Vi sono molti aspetti della nostra realtà che stanno “spingendo” affinché in noi si vada ad innescare una scintilla che ci porterà ad una trasformazione del nostro modo di vivere.

Molti parlano di un ampio Risveglio delle Coscienze e dell'abbandono del torpore di una vita condotta superficialmente.

Anche nelle più giovani generazioni questa tendenza è sempre più evidente ma spesso non viene capita e ci si affretta a reprimerla in maniera rozza.

Comunque vogliate descrivere questo movimento che attraversa tutta la nostra società e che sta accomunando persone diversissime tra loro in una risonante (da “risonanza”, come reciproca influenza al di là del contatto immediato) richiesta di cambiamento, la parola “risveglio” sarà abbondantemente usata.

Può essere utile a chi si approcci a questa tematica, cercando di approfondirla e viverla, liberarsi da alcuni fraintendimenti.

Dal mio punto di vista posso affermare che il Risveglio non può identificarsi in un momento singolo nella vita di una persona.

Sento più rispondente a quello che sto vivendo ed osservando il susseguirsi di una serie di momenti connessi ed interdipendenti nei quali ogni volta si modifica il modo di osservare la realtà accettata sino a quel momento e procedere sino al successivo passo. Il Risveglio quindi non è un risultato ma un modo di vivere, pensare, sentire: in questo senso il Risveglio è uno stato di coscienza che può divenire parte di una quotidianità altrimenti priva di senso.

Si può cercare di descrivere la situazione di vita di “addormentato” ed un'altra di “risvegliato” attribuendo a l'una e l'altra diversi aspetti che si può erroneamente limitare solo al livello mentale.

Questa è una parziale percezione della complessità delle persone e spesso va ad innescare una sovrabbondante ricerca di nuove informazioni, con la pretesa che modificando i soli pensieri si possa raggiungere lo stato di migliore espressione di sé stessi.

Appare chiaro a chi abbia sperimentato questo passaggio che la ricerca di informazioni nuove che si soddisfa attraverso la lettura di libri, la visione di film e la frequentazione di conferenze è solo una minima parte del processo che porta, come ho anticipato, alla creazione di uno stato di coscienza nuovo.

Vi sono da considerare le altre dimensioni dell'essere umano come quelle che individuiamo nella sfera emozionale ed in quelle che si definiscono “più sottili”.

Queste altre dimensioni sono coinvolte quando sperimentiamo una Esperienza perché in questa si acquisiscono tutte le varie sfumature della vita ed aiutano a stabilizzare una nuova visione della realtà.

Anche l'esperienza però può essere limitata, parziale, deformata a causa di una mancata accoglienza di ciò che “accade” attorno a noi ed in noi stessi.

Difatti possono esistere vari filtri che, come quelli posti dinanzi ad una fonte luminosa, ne fanno passare solo una parte impedendo di avere la luce integra.

Tali filtri possono essere individuati sul piano mentale consapevole, nella mente non consapevole, nella sfera emozionale e nelle altre dimensioni.

L'esempio palese di filtri sul piano mentale consapevole sono l'esistenza di credenze e della difficoltà nel metterle in discussione, che impone la selezionare dei dati che percepiamo: “ognuno vede ciò che vuole vedere”.

Sul piano mentale non consapevole possono essere presenti una grande quantità di condizionamenti acquisiti nel tempo dalla famiglia, dalla scuola e dalla società in generale.

Nella sfera emozionale possono essere individuati traumi, limitazioni, dolori che non permettono di vivere pienamente le emozioni che la vita ci potrebbe offrire.

Nelle altre dimensioni energetiche ed informative che sono identificate, ad esempio, nelle memorie cellulari, nel pensiero collettivo od in altre matrici distorte, parimenti possono esserci blocchi e limitazioni molto ampie.

Questo è stato percepito da tanti e sono nati nel tempo molti approcci e strumenti che aiutano proprio ad alleggerire questo “bagaglio” e questi ci hanno permesso e ci permettono di ampliare sempre più la nostra capacità di pensare, sentire, agire liberamente.

Il processo di alleggerimento però non si può condensare in una singola esperienza ma semmai in un processo ed in un atteggiamento che mantenuto nel tempo man mano ci permette di accedere ad una sempre più vasta porzione di realtà: “la diga della nostra mente”, ad esempio, non può essere fatta esplodere perché saremmo travolti “dall'acqua trattenuta dietro di essa” ma semmai aprire man mano “le chiuse”.

Quindi più saremo leggeri e meglio potremo vivere la realtà che ci si presenta e sempre più potremo migliorarla: è un processo di interrelazione nel quale ogni elemento influenza l'altro e che è in una dinamica evoluzione.

Ecco perché il risveglio non può essere un momento poiché possiamo migliorare le nostre percezioni sempre più.

In questo processo la condivisione delle varie esperienze tra le persone funge da catalizzatore supremo per un rilascio accelerato poiché se non ci chiudiamo in un “personale nuovo dogma” possiamo beneficiare del racconto delle esperienze degli altri come “segnale stradale” per un ulteriore nostro passaggio: le chiuse si potranno alzare con una frequenza sempre maggiore.

Quindi il risveglio e lo stato del risvegliato, contiene gli attributi di una conoscenza che è sempre fluida poiché basata sull'esperienza personale interconnessa all'esperienza degli altri.

Quindi la condivisione è centrale nell'accelerare il processo personale di liberazione a patto che non si “affoghi” in una quantità eccessiva di dati e punti di vista senza sperimentare dei cambiamenti.

Si può rischiare “di pensarsi diversi” senza aver vissuto davvero il cambiamento e chiudendosi in una illusione mentale che provocherà un inevitabile delusione.

E' anche qui un equilibrio tra ciò che è necessario e ciò che è superfluo , comprendendo come quest'ultimo possa essere un “freno”.

Questo è da tanti avvertito e quindi osserviamo come siano sorte di pari passo al diffondersi delle nuove informazioni anche diverse possibilità per sperimentare un nuovo concetto: “tantissime ricette per essere felici” create da coloro che hanno sperimentato un proprio passaggio che potrebbe essere definito come un “Nuovo Rinascimento”.

La tendenza però di “separarsi dagli altri”, giudicando le altrui creazioni ed approcci come inadeguate, può ripresentarsi in questa seconda fase favorendo la chiusura del ricercatore stesso “entro la propria campana di vetro”.

Chi accede a questi spazi definiti all'interno di un panorama di esperienza che proviene da un'altra persona, potrà trarne il massimo beneficio a patto di non “farsi assorbire” da questo sistema di credenze ed evitando di sostituire un dogma nuovo ad uno superato.

Se invece manteniamo l'approccio di “esploratori di noi stessi”, senza accogliere presunte verità, ma ricercando la propria personale verità, siamo avvantaggiati nel percorso e nel mantenimento dello stato di coscienza del risvegliato beneficiando della ricchezza prodotta dalla ricerca di tutti gli altri.

Possono essere così osservate varie tipologie di supporto e di ricerca nelle persone e quella che ritengo più vantaggiosa sia per chi ricerca e chi offre il proprio supporto, nel termine di un vantaggio reciproco nella rispettiva crescita, è quella che permette di far emergere da ognuno la propria unicità e, come mi piace chiamarla, la propria Bellezza.

Ci si permette, quindi, di accedere a quella parte davvero stupefacente che è in noi e che, se agevolata, stupisce per la velocità nella quale svolge i propri passaggi: coltivare questo amore per sé stessi, bilanciato dall'armonia con gli altri ed il sistema multidimensionale del quale si fa parte, permette di sperimentare cambiamenti di vita stupefacenti e radicali.

Personalmente sperimento questo con le persone con le quali interagisco sia a livello lavorativo che personale e lo trovo, al momento, l'approccio che suggerisco per “cavalcare l'onda del cambiamento collettivo”.

Non serve “convincere qualcuno della propria idea” quanto offrire uno stimolo all'altro per crearsi la propria.

Alcuni non sono immediatamente attratti dall'assumere il potere su di sé nella propria vita e preferiscono delegare ad altri, a strumenti, a ideologie il proprio benessere.

Questo è ancora sintomo di una ricerca di una qualche sicurezza statica mentre per potersi destreggiare in questo apparente caos è necessario un mettersi in gioco a 360 gradi ed un procedere dinamico.

In un vecchio film vi è una scena molto significativa che mostra il “maestro” avanzare con i piedi nell'acqua di un fiume ed il “discepolo” seguirlo ma per il secondo è impossibile porre i piedi esattamente nella stessa acqua del primo perché il fiume scorre incessantemente.

Questa scena ci insegna che ognuno di noi può certamente trarre ispirazione dall'altro ma poi il passo è personale e diverso.

Da questa semplice osservazione posso suggerire che il Risvegliato ascolta il vero Maestro che dentro di noi ed aspetta solo di manifestarsi.

Questo processo porterà ad una maggiore tolleranza e comprensione dell'altro unita ad una maggiore armonia nei rapporti sociali: ognuno è chiamato ora a dare il proprio contributo che è unico.

Aspettare una data specifica come uno specifico “segno” nel quale si pensa che accada qualcosa che dall'esterno ci trasformi è una illusione : la trasformazione si vive nel Presente ed è una scelta che ora ognuno è chiamato a compiere.

L'atteggiamento del Risvegliato è quello che lo porta a vivere la vita nel presente assumendosi la Bellezza delle proprie scelte.

E' un equilibrio davvero meraviglioso quello che porta ad amarsi quale centro delle scelte e delle responsabilità che hanno effetto nella propria vita ed amare il cosmo quale partner di questa grande avventura che è la vita.

Si è al centro del proprio mondo ed allo stesso tempo consapevoli di essere una parte dello stesso mondo che osserviamo: questo richiama direttamente il moderno concetto di “olografico”.

In un ologramma ogni parte contiene l'informazione del tutto, ogni parte rispecchia il tutto, ed è una moderna parafrasi e richiamo all'antico insegnamento del “ciò che si trova in basso è simile a ciò che si trova in alto, e ciò che si trova in alto è simile a ciò che si trova in basso, per produrre i miracoli di una cosa sola”.

Per poter influire nell'ologramma collettivo con maggior efficacia si ha bisogno di assumere il pieno potere nella propria vita poiché così le interrelazioni che esistono a tutti i livelli potranno portare beneficio al Tutto: dimenticarsi di questo significa essere lontani dal cogliere l'opportunità di questi anni.

Quindi l'Esperienza è la massima espressione di questa interazione ed è l'invito che faccio a tutti coloro che vogliono accedere al Nuovo: superare il conosciuto intellettualmente attraverso il conosciuto nella Totalità di voi stessi.

 

 

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