la finestra di opportunità PDF Stampa E-mail
Venerdì 05 Febbraio 2010 00:00

 

IL PORTALE DEL SE', LA NOSTRA EVOLUZIONE, LA NOSTRA LIBERAZIONE:

COS'E' LA FINESTRA DI OPPORTUNITA'

 

indice:

 

  • l'ombra di ciò che era

  • cooperare con ciò che chiamiamo Mondo Spirituale

  • la metafora del viaggio

  • il fattore tempo e la finestra di opportunità

  • ampliare l'orizzonte personale, la saggezza interiore

  • interagire con l'informazione

  • iceberg ed intento

  • mantenere il campo armonioso

 

 

perché seppur si decida di cambiare vita questo risulta così difficile? dopo il primo passo come mai si vivono momenti di difficoltà e sull'orlo di "una crisi di nervi ed emozionale"?

 

Nel processo ogni passo compiuto costituisce una grande trasformazione interiore che ci coinvolge interamente.

Questa trasformazione ha andamenti diversi per ognuno ma che ci vede tutti nel rivalutare e sentire più volte dentro di noi le realtà di vita che "stiamo lasciando" e quelle che "sentiamo adatte e nuove per noi" verso la quale ci rivolgiamo.

 

Molto spesso ci si ricollega all'ombra di ciò che era poiché, metaforicamente, seppur si faccia un passo avanti, dietro le spalle abbiamo lasciato qualcosa da sciogliere che ci si ripropone: non è il presente, non è ora ciò che alimentiamo ma siamo ancora collegati a quell'ombra perché lo riproponiamo in noi.

E' una manifestazione della difficoltà che abbiamo nel vivere il Presente poiché tendiamo a riproporre il Passato e proiettarlo nel Futuro.

 

Molti immaginano il cambiamento ricco di difficoltà insormontabili e dolore ma anche questo è una illusione che spesso fa sovrastimare gli ostacoli che incontriamo ed anzi li alimenta.

Resta il fatto che il cambiamento non è realisticamente praticabile senza una onesta e quotidiana capacità di guardare chiaramente ciò che si prova e si vive, affinché si possano alimentare le dinamiche nuove.

 

Dal mio punto di osservazione, per la vita che sto conducendo, per gli strumenti che ho trovato sul mio cammino e quindi grazie all'esperienza “vissuta sulla e nella mia pelle” posso dire come l'alchimia che ci vede protagonisti ha in sé una enormità di ingredienti ed alcuni, che sento centrali, cercherò di trasmetterli in questo scritto.

 

Gli aiuti che ci giungono da tante direzioni e fonti compresi gli aiuti delle nostre Forze ed Alleanze Spirituali cooperano in questa alchimia ma sicuramente il punto focale rimaniamo noi con le nostre emozioni che nutriamo quotidianamente.

 

Il reset che il mio lavoro permette di vivere, a livello di sistemi interiori e schemi mentali limitanti, può certamente alleggerire il processo agevolandone lo sviluppo poiché meno forza va ad alimentare l'Ombra del Passato.

 

Si va a favorire, difatti, quel rilascio delle “pastoie” che sembrano attaccarsi alle caviglie e che riescono a “deviare il passo”.

Tutte le tecniche di visualizzazione, creazione immaginativa ed anche emozionali che operino a livello cosciente seppur utili purtroppo spesso hanno difficoltà ad individuare cosa ci sia “sotto la punta dell'iceberg”.

Anche altre che possono entrare più in profondità comunque riescono ad interagire sempre con parti specifiche dell'intero iceberg: ciò è il riflesso della sorgente di quell'approccio che inevitabilmente trasmette il suo punto di vista.

 

In questa epoca stiamo imparando (re-imparando per molti aspetti) a cooperare in maniera più ampia con ciò che chiamiamo Mondo Spirituale perché ciò permette di interagire con questa grande nostra realtà sommersa, non cosciente, in maniera maggiormente efficace.

 

Molti possono aver sperimentato, difatti, il perdersi in questo labirinto mentre lo si esplorava con strumenti di analisi ed intervento collegati a visioni parziali dell'essere umano, come se ad un certo punto il filo che si stava seguendo improvvisamente si interromp0esse e ci lasciasse nel guado, nella strettoia imprevista.

 

Spesso si può notare come la relazione aiutante-ricevente riesca a sciogliere alcuni nodi ma poi capita di imbattersi in altri che, non essendo nella conoscenza ed esperienza di chi aiuta, rimangono irrisolti ed addirittura ignorati.

Da questo punto di vista interagire con Intelligenze di altre dimensioni di vita (Guide, Entità, Sé Superiore, Anima) possono fornire nuove “chiavi di lettura ed intervento”.

Nella metafora e come poter comunicare con chi non è nel labirinto ma ne vede lo sviluppo dall'alto.

 

Vi possono essere, inoltre, sistemi che vadano ad interagire con parti di noi non usualmente conosciute che costituiscono delle vere e proprie porte di accesso privilegiate a questo iceberg ed al complesso sistema informativo che è in noi.

 

Questo rapporto è comunque una cooperazione e non asservimento poiché il punto di vista di chi sia nel labirinto è una ricchezza ed è patrimonio di chi vi si trova.

Per uscire da esso si dovrà creare quel matrimonio tra la percezione di chi è fuori del labirinto e chi è dentro di esso: questo è co-creare ed amare la nostra natura piena.

 

Se qualcuno si domandi se si possa “fare tutto da solo” la risposta è certamente sì ma qui entra in gioco il “fattore tempo”.

 

Ecco una metafora che ci seguirà per un po' in questo scritto: se ci si incammina per un viaggio da soli, la gestione delle proprie risorse è un elemento fondamentale. Immaginate di dover superare una vallata desertica: dovremmo valutare i pericoli, le nostre necessità, quanto e cosa portare con noi, le nostre capacità ed allenamento...

Si può confidare anche sull'aiuto che giunge dall'ambiente ma a patto di conoscerle e saperle sfruttare.

Questo che ho delineato è un processo mentale di previsione e pianificazione basato sul conosciuto e limitato incentrato su di noi.

 

Più ampie potrebbero essere le possibilità di una persona che sia consapevole di altri che fossero presenti lungo il tragitto valutandone i potenziali di scambio ed aiuto reciproco o, se si ha una consapevolezza diversa, di sfruttamento ed uso.

 

Altro approccio potrebbe essere quello di Fede in sé e nella Provvidenza, nel Cosmo nel quale siamo inseriti, di cui facciamo parte e con il quale nutriamo una profonda relazione : l'idea potrebbe essere di non aver bisogno di altri umani perché mi aiuterà lo Spirito.

Anche questo è interessante come modalità: ha i suoi limiti ed i suoi punti di forza soprattutto nella capacità di liberarsi da vecchie abitudini e di alcune paure.

 

Altro approccio ancora potrebbe essere quello di cooperare con il Cosmo, l'Universo nel quale siamo in relazione ed anche con “compagni di viaggio” che si possano incontrare sul cammino.

Questo altro modo permette di interagire tra diversi co-creatori e quindi amplificare le capacità di ognuno.

Questo processo è possibile a patto di entrare in un atteggiamento cooperativo e non di lotta e sfruttamento.

Il primo permette di creare alleanze e scambio, il secondo guerre e sopraffazione.

 

Sono questi alcuni semplici esempi ma che possono essere infiniti per varietà, uno per ognuno di noi in effetti, con proprie specifiche di forza e di vulnerabilità.

 

Certo è che in questo momento in cui tante informazioni ed esperienze vengono condivise, il panorama di ognuno e quindi la capacità di arricchire il proprio approccio aumenta esponenzialmente.

 

Questa è la grande possibilità per ognuno, quindi, di riassestarsi in un nuovo “modo di procedere”.

 

Cosa ci può essere, quindi, di non armonioso in questa crescita: dov'è un “tallone d'achille” che può compromettere il viaggio?

 

Nei vari esempi che ho fatto l'efficacia delle scelte e l'ampiezza della visione e quindi delle possibilità che possono essere a vantaggio dell'ipotetico viaggiatore sono diverse.

Maggiori sono le risorse a cui attingiamo e minore è il tempo percepito e la difficoltà.

 

Il fattore tempo, come sappiamo, può essere percepito diversamente dalle persone che abbiano una diversa situazione personale: se io ho risorse in abbondanza e compagnia, il viaggio può diventare una divertente escursione; se io non ho risorse il viaggio può essere vera tragedia. Nei due casi estremi ogni ora può essere percepita come intensa, breve e stimolante o, viceversa, come lunga e difficile.

 

Se l'esempio del viaggio lo colleghiamo al percorso della nostra anima nelle molteplici incarnazioni forse potrebbe sembrare che il fattore tempo abbia meno senso, in definitiva tutti arriveremo nell'Adesso. Questa prospettiva, pur offrendo serenità ed aiuti nel superare alcune paure, può non soddisfare pienamente e per me c'è una ragione importante.

 

Vi sono occasioni da cogliere che potrebbero ripresentarsi con una frequenza non prevedibile e l'occasione che stiamo vivendo tutti ora, in questi anni, è un grande fermento e potenzialità di accedere a Nuovi approcci.

E' una co-creazione collettiva che non si ripresenterà nuovamente nelle sue specifiche qualità che oggi possiamo osservare.

 

E' come se lungo il viaggio incontrassimo un gruppo di persone: possiamo unirci, dialogare, osservare, fuggire.... tante possono essere le scelte in funzione di ciò che noi percepiamo.

 

L'incontro però non è destinato a durare, il gruppo potrebbe percorrere una via diversa dalla nostra e la zona d'incrocio avere uno spazio limitato a meno che non accettiamo qualche modifica del nostro stato, del nostro modo. Scambio informazioni o no? Condivido le mie risorse o mene? Rimango da solo o mi unisco?

 

Si rende necessaria una scelta quindi: cosa fare? Come farlo? In che tempo?

Sono alcune domande centrali alle quali serve dare una risposta in azione, intervento, modifica del proprio stato.

 

Alcuni parlano di “finestra di opportunità”.

 

Ciò significa che vivendo nella dimensione in cui il tempo ha un ruolo non è pensabile che tutto sia possibile sempre: non è efficiente rimanere a guardare in attesa del momento perfetto poiché il momento perfetto è quello in cui decidiamo e modifichiamo il nostro stato.... quindi potenzialmente sempre o non arriverà mai se non operiamo la scelta interiore, fondamentale.

 

Alcuni in questo periodo parlano degli anni a cavallo del 2012 come di una finestra di opportunità: siamo chiamati a crescere ed assistiti in vario modo grazie alla confluenza di cicli individuali, collettivi e cosmici che sono tutti espressione l'uno dell'altro.

Non cose separate che si uniscono ma l'unico che risuona con sé stesso in vario modo.

 

E' evidente che, tornando al nostro viaggio, superare il deserto nel momento più caldo dell'anno ha difficoltà diverse da quello in cui il clima offre maggiore e diversificato appoggio.

Questa semplice considerazione ci porta a vedere un aspetto della Finestra di Opportunità: sarà la mia conoscenza e saggezza capace di aiutarmi nel capire che mi trovo in questo lasso di tempo.... che presenta vantaggi innegabili e facilitazioni? In altri termini sono “sveglio” e mi sono accorto dell'opportunità? Sono in connessione consapevole con tutto il resto per percepirne la tendenza?

 

Una volta soddisfatta la condizione di aver percepito che “qualcosa accade e potrebbe accadere”, torniamo ad osservarci nella successiva azione: dove guardiamo in noi per scegliere? Ci fidiamo solo di ciò che abbiamo sperimentato, di ciò che pensiamo, di ciò che abbiamo letto, di ciò che ci è stato detto, di ciò che la scienza accetta, di ciò che il guru ha insegnato, di ciò che è scritto nel “sacro libro”(tutti recinti di informazione ed esperienze limitate)..... o di ciò che sentiamo in noi (in connessione con il tutto )?

 

Potrebbe sembrare che noi possediamo già la capacità di valutare ma spesso, invece, le meccaniche che abbiamo coltivato possono deformare questa valutazione e scelta.

 

Ci sono filtri che impediscono di vedere la stessa esistenza dell'opportunità.

Certamente ognuno di noi, per un processo d normale sopravvivenza ed interesse, è portato a scegliere il meglio possibile di ciò che entra nella propria realtà percepita e vissuta ma se io ho una realtà limitata dai filtri percettivi e comportamentali, avrò necessariamente una valutazione limitata e quindi opzioni di scelta minori.

 

Come faccio ad ampliare questo orizzonte personale?

Molti leggono, altri comunicano e condividono, altri ancora entrano nel proprio sé per trovare la propria verità.

Ognuno di noi prova tante strategie ma alla fine tutte riportano al saggio insegnamento che la Verità è in noi stessi.

Nell'immergerci in noi possiamo progressivamente dissolvere i filtri che impediscono un'autopercezione e di riflesso una percezione di ciò che sembra esterno.

 

Il processo di conoscenza e di connessione a tale verità interiore, chiaramente, è un aspetto centrale di tutto il nostro sviluppo.

 

Quindi si potrebbe pensare che io perfeziono questa comunicazione facendo varie esperienze di vita, come se io volessi costruire un ponte mettendo assieme mattone dopo mattone, attraverso il mio procedere, sino ad arrivare a poterlo attraversare per arrivare …. a me stesso.

 

Questa visione è vera ma è anche vero che possiamo aggiungere altri elementi ed approcci diretti.

 

Si può alimentare un approccio che punta direttamente ad ascoltarsi ed attingere sempre di più alla propria saggezza interiore, in connessione con tutto ciò che siamo.

Il raggiungere l'Io Sono in noi e renderlo manifesto attraverso noi.

A questo grande stimolo, passaggio, potenzialità è volto ciò che io chiamo: Il Portale del Sé.

 

Questo radicamento in ciò che noi siamo permette di accelerare il processo e non dover costruire il ponte nella maniera ordinaria.

E' una espressione della comprensione che tutto può essere creato in maniera rapida se lo permettiamo.

E' un aspetto di una nuova modalità di condivisione che io chiamo attivazione che non è altro che un'amplificazione di dinamiche che sono sempre esistite.

Noi siamo un meraviglioso sistema complesso in cui una gran parte è informazione e, a volerla dire con altra parola, consapevolezza.

Sappiamo che la consapevolezza e l'informazione è l'elemento che poi plasma l'intera esistenza: la stessa materia che noi possiamo toccare non è altro che energia, luce informata.

Affascinante è il principio dell'ologramma e dei campi morfici che in vario modo ci fanno intendere come ciò che noi percepiamo è espressione di informazione.

Quindi se noi interagiamo a livello di questa informazione possiamo accelerare il processo di cambiamento che altrimenti richiederebbe l'uso dei tanti mattoni del ponte.

 

Quindi nel magma di infiniti componenti che manifestano ciò che noi sperimentiamo come realtà sia “interiore che esteriore” (termini non esatti perché richiamano una concezione di separazione che stiamo comprendendo non esserci) possiamo inserire questo nuovo elemento che può catalizzare il verificarsi di un processo mai sperimentato.

 

E' possibile compiere un balzo attraverso la cooperazione tra sistemi che decidono di comunicare a livello profondo.

 

Una confluenza di dimensioni, intelligenze, esperienze e sensibilità che permette il trasferimento di informazioni prima relegate in “recinti percettivi” ben delimitati.

 

Nel mio lavoro è chiaro come io operi come parte di un sistema ben più complesso della mia già complessa individualità.

La cooperazione che io ho menzionato tra il Mondo che noi chiamiamo Spirituale, che risiede propriamente in dimensioni differenti dalla nostra, e la nostra natura umana apre potenziali inimmaginabili.

L'attivazione così come la guarigione diviene allora un processo che coinvolge tanti aspetti della persona e dell'universo che condividono una possibilità di scambio informativo su livelli non visibili.

 

Ciò che noi percepiamo, in definitiva, è la punta dell'iceberg che si muove mentre rimangono sotto la superficie dell'acqua le dinamiche di correnti e scambio che davvero influenzano questo spostamento.

 

Qui è importante che, per non dissolvere la Bellezza dell'esperienza umana, ricordare la forza dell'intento.

 

Il processo magnifico e complesso che fa muovere l'Iceberg ha però un chiave di accesso, di intervento riservata alla nostra individualità: l'intento.

 

L'universo risponde all'intento che è una risultante della volontà e dell'emozione, per come è da me percepito.

 

E' quella capacità che è di ognuno di noi quale co-creatore di “spostare le montagne” ed “aprire i mari” non conoscendo ed essendo consapevole di ogni processo coinvolto nel movimento ma solo la tendenza alla quale si vuole coordinare la propria esistenza.

 

Quindi noi potremo formulare l'intento di essere nella Gioia e poi vivremo questa creazione attraverso l'esperienza della nostra vita.

Esperienza che richiama a noi opportunità che man mano potremo cogliere e che possiedono una specifica capacità di essere all'interno del flusso del tempo.

 

Quindi dopo l'intento, dopo essersi aperti ad una percezione più ampia dinanzi a noi si profilano una serie di scelte da fare od opportunità da cogliere.

La co-creazione è simile ad un campo che non ha la sua forza solo nell'origine ma anche nella capacità di essere mantenuto attivo, proprio perché noi viviamo un una dimensione in cui il tempo fa parte del complesso co-creativo.

 

Quindi è evidente come ognuno di noi durante il suo viaggio sia posti di fronte a ciò che noi chiamiamo “prove” o difficoltà ma che in realtà sono proprio questo: opportunità di mantenere il campo di trasformazione nel suo flusso armonioso.

 

Ecco perché molti ed anche io amo fare l'esempio di un seme che una volta germoliato va accudito per arrivare a vivere l'albero o di un bambino che va nutrito per poter vedere il suo correre nel prato.

 

Il risveglio, l'osservazione, la condivisione, l'intento, il mantenimento tutto incentrato nel presente e non spostato nel passato o nel futuro.

 

 

 

Elementi, questi, di stimolo che svilupperò in altre occasioni ed in altri articoli.

 

lagospecchioTR

 

 

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